Economia postpandemica. Da cosa dipenderà la ripresa? Suggerimenti e consigli. L’Intervista a Federico Pirro- Università di Bari

di Clelia Conte

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Federico Pirro

Quante domande ci  poniamo a proposito della ripresa post covid. La nostra economia in quali settori sarà più penalizzata e le tra le regioni turistiche, proprio nei periodi di maggior guadagno, quali e quanti saranno danni economici? Negli ultimi anni a causa della crisi, molte attività hanno chiuso i battenti ed ora ne chiuderanno ancora altre. Alcuni imprenditori stringeranno la cinghia e si risolleveranno pian pianino. Ma cosa fare? Qual’è la politica da utilizzare per venire incontro a queste problematiche?

Il nostro lavoro consiste nel dare una giusta informazione ai nostri lettori e chiarire dubbi. Per avere idee più esatte sulle tematiche economiche mi sono rivolta al Prof. Federico Pirro (Università di Bari), grande esperto nel settore.

L’intervista.

 

Professor Pirro, il sistema industriale italiano, pugliese in particolare, come sarà coinvolto dalla crisi pandemica?

fashon- abitiIl sistema industriale italiano negli ultimi anni ha recuperato molte posizioni perdute negli anni della grande crisi 2008-2014 e si è collocato al primo posto a livello internazionale almeno in alcuni comparti, come è emerso dagli studi accurati del Prof.Marco Fortis della Fondazione Edison. Il made in Italy – inteso con food, fashion, automotive e turismo – conserva al nostro Paese un suo grande appeal. Certo, bisognerà verificare come il brusco rallentamento della domanda interna ed estera abbia inciso sui ricavi delle maggiori imprese di quelle branche, che peraltro non esauriscono il made in Italy. I prestiti garantiti dallo Stato, cui molte di quelle aziende stanno accedendo, evidenzia temporanee difficoltà di cassa, ma credo che la capacità competitiva dei più rinomati brand italiani non sia scomparsa in 40 giorni di lockdown, anche se nulla può essere dato per scontato, e pertanto sarà necessario rimboccarsi le maniche anche solo per conservare le posizioni già acquisite negli anni scorsi. Anche nell’Italia meridionale esistono settori, stabilimenti, cluster di imprese molto competitivi che rappresentano punti di forma nazionali dell’apparato di produzione manifatturiera dell’intero Paese. E vale per loro quanto detto per le altre aziende italiane: allora bisognerà almeno conservare le posizioni già acquisite, ma gran parte dell’imprenditoria pugliese ne sarà sicuramente capace.

Come pensa che possa riprendersi il settore turismo e quello della ristorazione, avranno il modo di rimettersi in gioco con velocità e con idee innovative?

ristoranti-tavolini,suolo pubblicoNon c’è alcun dubbio che turismo e ristorazione nella fase postpandemica potrebbero essere i settori più colpiti dalla carenza, o almeno dalla diminuzione della domanda, soprattutto dei turisti stranieri, anche se poi bisognerà verificarlo bene nel corso della stagione estiva, località per località e per singola tipologia di esercizi. Certo, le misure anti covid 19 riducono gli spazi per l’offerta dei servizi e conseguentemente per la loro domanda, ma non credo che convenga agli esercenti di alberghi e ristoranti aumentare i prezzi, o almeno aumentarli troppo, pena una perdita di potenziali nuovi clienti, o di quelli già fidelizzati.

Gli aiuti previsti sono sufficienti? 

Il premier Conte ha chiesto scusa per i ritardi degli aiuti economici ma queste lungaggini burocratiche per il Prof. Federico Pirro potrebbero avere delle gravi conseguenze

Gli aiuti, a mio avviso,  sono sufficienti ma il problema – come è stato evidenziato in queste ultime settimane – è la tempistica con cui giungono ai potenziali beneficiari, perché è singolare che lo Stato si indebiti in misura ancor più elevata della precedente, e poi non riesca a far giungere in tempo gli aiuti necessari a coloro per aiutare i quali si è ancor più indebitato. Sarebbe veramente folle se ciò accadesse e bisogna operare tutti insieme perché i ritardi non si accrescano, perché coloro che si trovassero in condizioni disperate per colpa di lentezze burocratiche nel ricevere gli aiuti previsti potrebbero finire nelle spirali della malavita organizzata, o degli usurai o potrebbero creare anche problemi di odine pubblico. E’ bene saperlo.

A suo parere come si presenteranno e se ci saranno innovazioni nei processi di lavoro.

covid-industrie-operaia Le innovazioni nei processi di lavoro si stanno già determinando con lo sviluppo dello smart working e le modifiche organizzative nelle fabbriche connesse alle misure anticontagio. Credo peraltro che aumenteranno i processi di automazione in diversi comparti, con conseguente incremento di occupati ad elevata specializzazione nelle aziende che progetteranno e costruiranno apparecchiature robotizzate.

 

Cosa suggerisce alle imprese e ai politici? 

Agli imprenditori mi sentirei di suggerire di rafforzare i processi di filiera, le collaborazioni in reti di imprese, i consorzi – soprattutto sui mercati esteri – e di migliorare costantemente il controllo di gestione delle loro aziende, perché la congiuntura che si dovrà fronteggiare per un periodo al momento non prevedibile per la sua durata esigerà crescente saldezza e qualità di direzione delle imprese, qualunque sia la loro dimensione. Ai politici invece vorrei suggerire di tornare a nutrire visioni alte dello sviluppo dei singoli territori. Non ci si accontenti del piccolo cabotaggio giornaliero. Questo è il tempo dell’audacia, consapevole, non ingenua, accorta ovviamente, ma servono amministratori con lo sguardo lungo, affiancati da staff di esperti veri, capaci di aiutarli concretamente.

Prof. Federico Pirro – Università di Bari

25 maggio 2020

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