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Influencer si nasce non si diventa! Innovazione e Marcketing: Quale sarà il concetto di lavoro?

nella foto di copertina Caterina Santoro

2018di Clelia Conte

foto Caterina Santoro

Chiedo pietà per il nostro prossimo futuro fra breve tempo vedremo la moltiplicazione delle Ferragni e delle De Lellis! Haimé saranno centinaia e poi migliaia e poi milioni perché la massima aspirazione dei nostri ragazzi sarà quella di fare l’influencer di professione: nasce il corso di laurea per formare gli influencer nel web!

Il percorso di studi è inserito nell’indirizzo accademico inerente alle Scienze della Comunicazione, è un corso triennale e prevede il raggiungimento di 60 crediti formativi annuali, per un totale di 180 crediti da ottenere per ricevere la laurea. L’influencer è ormai diventato a tutti gli effetti una figura professionale, per fortuna non ancora regolamentata dal mercato del lavoro italiano. Eppure, chi riscontra parecchio successo in questo ambito, riesce ad avere guadagni economici molto corposi e allo stesso tempo acquisisce notorietà.

Il bello è che tutti coloro che vorranno percorrere questi studi potranno pensare di riuscire  a costruirsi un numero cospicuo di follower e di esere capaci di essere credibili dando l’idea di una persona affidabile agli occhi di migliaia e migliaia di individui, pecore del gregge. Lo studente laureato si potrà cosicché prestare a pubblicità aziendali come un pupazzo famoso per le immagini nelle vetrine. La laurea finalmente darà loro l’illusione di poter essere pronti per pubblicizzare qualsiasi prodotto e il loro entusiasmo li porterà finalmente ad urlare “Tutti  mi cercano e tutti mi vogliono!”. Tutto ciò accadrà dopo aver fatto sfoggio dei loro selfie mostrando il muso a “culo di gallina”e non solo.

…con lo sguardo felino idiota cercano di ammiccare i ragazzini sciocchi o gli uomini maturi che in parte non sono da meno…

Noto che molte ragazze influencer sono simili fra loro a causa dei ritocchi estetici tali da non riuscire nemmeno a distinguerle. Hanno tutte la stessa espressione da ebete e con lo sguardo felino idiota cercano di ammiccare i ragazzini sciocchi o gli uomini maturi che in parte non sono da meno. Chiedo venia ma le lauree a queste “mignotte celate” per i loro inequivocabili atteggiamenti, servirebbero a poco. A queste aspiranti influencer a mio parere, ci vorrebbe un corso di comprensione verso la vita, per avere i piedi per terra e la testa sulle spalle per imparare a crescere senza false illusioni. Non si può insegnare a questi cercatori di fama ad essere dei grandi esibizionisti per farsi notare e diventare famosi. Ma che lavoro è?

Le materie di studio del corso di laurea web, sono molto interessanti. Sarebbero fondamentali le capacità personali ai fini dei buoni risultati e del successo. Per laurearsi in influencer ci vorrebbe un’idea di progettualità e una strategia vincente pensata e studiata. Il corso di laurea colmerebbe il vuoto formativo allo stato dell’arte con una programmazione trasversale e ben codificata. Servirebbe per potersi poi presentare nel web con capacità comunicative ed una visione strategica di “lavoro”. Lavoro? Innanzi tutto dovranno mettersi su Instagram per far di tutto per farsi notare.  Che lavoro faticoso! E vai con le foto a tutto spiano.

Certo che il mondo sta cambiando: le macchine ed i computer sostituiscono le menti e le braccia degli uomini. Il lavoro tradizionale oramai è agli sgoccioli. Le grosse aziende tendono a sbarazzarsi degli impiegati. Sarà sul Web il nostro futuro? Virtuale si ma non rimarrà nulla dei contatti umani. Già ora per avere delle informazioni telefoniche parliamo con delle voci registrate. Cerchiamo però spesso gli operatori in carne ed ossa per avere un interlocutore animato anche se questi non ci danno sempre soddisfazione.

Si è vero il web è una gran cosa ma se ne fa un uso e un abuso esagerato! I giovani non hanno più comitive perché comunicano con il Whats App e il grande sistema di Facebook è quasi superato. Il marketing tradizionale lascia il posto a strategie innovative, ‘influenzali’, che trovano proprio nell’influencer un “opionion leader” su cui puntare per i messaggi aziendali. Haimé!

Per questo articolo si è ironicamente spesa la modella e fotografa, Caterina Santoro(nelle immagini)
11 ottobre 2019

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