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Il cinema di Marco Ferreri: per il Bif&st al Barion incontro con gli attori Maurizio Donadoni e Anna Melato

di Romolo Ricapito

L’incontro su Marco Ferreri del 24 aprile alle 19 presso il circolo Barion di Bari ha visto la partecipazione di Maurizio Donadoni e Anna Melato.

Riguardo la prevista partecipazione di Piera Degli Esposti Francesca Dellera, il conduttore Jean Gili ha detto che non sarebbero invece state presenti.
Gili ha ricordato l’appuntamento al cinema Galleria alla sala 3, ore 11, il prossimo venerdì  27 aprile per  la proiezione del film-tv diretto da Marco Ferreri nel 1978  “Yerma” che è stato recentemente recuperato e vede nel cast Edmonda Aldini e Michele Placido.
Il ricordo personale di Anna Melato riguardo il  regista fu quello, appena conosciuto, del “Papà dei Sette Nani” per la sua aria stranita e la folta barba.
Il celebre cineasta  parlava un romanesco con inflessioni del nord, era nato infatti a Milano nel 1928.
Un giorno Ferreri chiamò la Melato in sala doppiaggio.
L’attrice, che in quegli anni svolgeva soprattutto  l’attività di cantante,  accettò di dare la voce a un personaggio di Ciao Maschio.
Maurizio Donadoni si è dilettato in una serie di imitazioni di Ferreri, allorquando gridava “motore”!.
Il regista gli fu presentato dall’agente Guidarino Guidi . Spesso egli usava, come ha confermato Anna Melato, aggiungere battute su fogli scritti a mano, mentre si girava.
Donadoni fu scelto per tre pose nel ruolo del “ragazzo dell’idroscalo”  in il Futuro è donna e fu pagato un milione e duecentomila lire.
“A Saubadia dovevo anche picchiare, per finta, Hanna Schygulla. In una seconda posa, ambientata in un bosco, avrei dovuto mostrare il mio membro in erezione”.
All’uopo vennero sperimentate diverse “protesi”, poi venne scelta da Ferreri la versione “al naturale”.
Ancora, Donadoni: “Marco dava l’impressione di esserti di fronte anche quando era di spalle”.
L’attore ha poi ripetuto una serie di lunghe imitazioni del regista e raccontato molti altri aneddoti.
La Melato ha aggiunto: “ma con le donne Marco Ferreri aveva un rapporto più tenero, unitamente  a una capacità di sintesi estrema”.
Inoltre, non “assumeva” attori a lui sconosciuti perché aveva paura dell’ignoto. “Era molto timido, molto meno  invece sua moglie, la francese Jacqueline  che gli preparava un cestino di mele per colazione, frutti che lui sbucciava sul set”.
Infine: “alla presentazione di Il Futuro è Donna nell’ambito di una  famosa mostra del cinema, venne insultato dal pubblico, ma la cosa lo divertiva pazzamente , perché  amava spiazzare”.
Nonostante l’impegno degli attori, l’incontro non mi è sembrato particolarmente riuscito, scadendo troppo nell’aneddotica e nella commemorazione fine a se stessa.
Certamente Donadoni e Melato hanno dovuto “integrare” anche le parti lasciate libere dalle assenti, ma il modo giusto di rievocare l’arte di un regista è commentarne i film prima o dopo la proiezione, non in maniera a se stante.
24 aprile 2018

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