Intervista a Maria Carmen Zirro, l’artista del sorriso…anche se amaro

di Clelia Conte

Mi sono recata per alcuni servizi a Manduria con una mia amica. Verso l’una è d’obbligo per me fare una pausa al cafè pasticceria Pompigna perchè sono amici e soprattutto perchè hanno una pasticceria e rosticceria sana e buona. Ci siamo così accmodate nella saletta ove Franco, il titolare, ama ospitare sempre mostre di quadri o di foto artistiche di svariati autori: una vera piccola galleria.

Ds. Clelia Conte e Maria Carmen Zirro

Dopo aver gustato un favoloso rustico leccese e una superzeppola di San Giuseppe, ho chiesto al titolari di chi fosse la mostra del momento, attratta dall’originalità della grafica abbinata alle frasi. A un certo punto arriva una donna con una valanga di splendidi capelli rossi e le ho domandato se fosse lei l’artista della mostra. Lei sorride con un punto interrogativo. Sciolgo il ghiaccio subito e dopo uno scambio di parole, nasce una simpatia. Decido di farle una intervista. Maria Carmen Zirro accetta.

Maria Carmen Zirro concede l’intervista a CleliaConte, direttrice di Gazzetta dal Tacco

Com’è nata la tua passione per l’arte?

Il giorno del mio compleanno, esattamente tre anni fa, una mia amica mi regalò una tavoletta grafica e da lì non ho più smesso di disegnare.

E’ tutto venuto fuori spontaneamente come se disegnassi da una vita.

Parlami in sommi capi di te!

Beh, non è seplice descriversi.

Clelia, quando non indosso il mantello pieno di colori, che appartiene a zirroDIStratto, passo il tempo ad annoiarmi, così esco e provo a tenere gli occhi aperti osservando quello che mi circonda ma difficilmente ci riesco, perché troppa bellezza mi fa male e poi perché di fronte al mare è bello tenere gli occhi chiusi. A parte questo mi piace anche scrivere, ascoltare la gente, il teatro, la fotografia, mi piace la luce e il silenzio delle notti d’estate, sono una fottutissima romantica.

Mi sono laureata nel 2006 in Beni Culturali ed ora faccio la guida turistica a Taranto per i bambini, quando non faccio la guida turistica “campo” facendo la cameriera ma non solo, faccio tante cose purché siano interessanti e ben pagate.

Ho 40 anni ma credimi non me li sento per nulla, merito dello sport e della costante curiosità che alimenta la mia fantasia.

Maria Carmen Zirro posa davanti ad uno dei suoi quadri preferiti “L’amore me la suca”

Come nascono i tuoi disegni che sono accompagnati da frasi: fatte o ideate?…Hanno un legame fra loro?

I miei disegni nascono PARLANDO, parlando con la gente, con i miei amici, spesso nascono da un gioco di parole, nascono da un sorriso.

Tutto quello che il segno non riesce ad esprimere, lo esprimo con le parole non potrei farne a meno. Quello che mi spinge a disegnare è un’urgenza, l’urgenza di dare luce, dare vita ad immagini e parole che affollano il mio cervello.

Ora la tua mostra è al Caffè Pasticceria Pompigna: hai avuto dei riscontri da chi ha visto le tue opere?

Assolutamente si , un riscontro positivissimo, la “Saletta” del bar Pompigna è un’ottima vetrina: la gente coccolata dall’ottimo servizio accomodandosi tra una parola e l’altra, soreseggiando un buon caffè ma non solo, ha il “tempo” di osservare, leggere e ridere guardando i miei disegni.

Piu’ di questo non potrei chiedere.

Qual è la tua preferita?

Non ho una illustrazione preferita, tutte sono parte di me, della mia quotidianeità, del mio modo di amare. Tra le tante, quelle che più mi hanno fatto sorridere sono, l’ “AMORE ME LA SUCA”, “HO VOGLIA DISCOPARTY OGNI GIORNO” e “SICURAMENTE SONO MOLTO PRESA”, rispecchiano perfettamente il mio pensiero, il mio modo d’essere.

Intervista al caffè pasticceria Pompigna

Quali sono i tuoi progetti nel cassetto?

Uhm, Clelia, credimi un cassetto non basterebbe per tenerli tutti.

Il mio sogno è starmene tutta la vita con un piede per aria ed un per terra, il resto è solo un fiume in piena, mille porte aperte e finestre affacciate su un universo costellato dai miei desideri, la mia fantasia e la “parola”.

Senza parola il mondo sarebbe incantevole, con la parola il mondo lo vivi.

   
14 marzo 2018

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