Sanremo seconda serata: il “duetto” Baglioni-Leosini. Cosa hanno voluto dire?

di Romolo Ricapito
Il duetto svoltosi la seconda serata del Festival di Sanremo tra Claudio Baglioni e Franca Leosini (il primo cantava Questo Piccolo Grande Amore, mentre  la seconda, giornalista di Storie Maledette, su  Rai Tre, che lo incalzava con domande indagatrici su presunte e finte responsabilità nei confronti della ragazza della canzone) evidenzia in modo ironico la  commistione che si è da tempo attuata tra cronaca nera e spettacolo.
L’evoluzione, o l’involuzione di ciò, è data dal fatto che gli ultimi delitti efferati di ragazze giovanissime (una di 19, l’altra di 18) ad opera di uomini violenti vedono il colpevole già inchiodato alle sue responsabilità. Mentre altri omicidi famosi di donne o di ragazze sono passati alla storia televisiva perché i mariti erano sospettati della scomparsa delle mogli, che in qualche caso venivano ritrovate morte, altrove scomparivano per sempre (vedi Roberta Ragusa). O altri casi irrisolti.
Ora, va detto, i programmi non soltanto di cronaca, ma i talk show pomeridiani con questa linfa ci hanno marciato, generando ottimi ascolti, con un’esecuzione forse discutibile sul piano umano: non sono mancate tragiche gaffe con domande insulse ai parenti prossimi delle ragazze o invasioni di cittadine i cui abitanti dopo un po’ dimostravano disagio per in quanto si sentivano oppressi anche nella loro privacy.
Dunque Baglioni e Leosini hanno forse inconsapevolmente sollevato un caso: occuparsi, ma “come” di questi casi? La Leosini mi pare che lo faccia egregiamente e con grande competenza.
Gli altri “cantori” di delitti, non so!
09 febbraio 2018

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