Romanzo Famigliare, prima puntata, Rai Uno. Fiction con Vittoria Puccini sdogana il linguaggio atavico delle serie tv?

di Romolo Ricapito

L’attore, Guido Caprino

Sto seguendo distrattamente su Rai Uno la fiction Romanzo Famigliare, prima puntata.

A un certo punto l’attrice Vittoria Puccini dice al partner: “all’epoca noi scopavamo” alludendo ovviamente al sesso.
Il montaggio dunque subito ci porta all’interno di una stanza dove una giovane coppia si spoglia con frenesia, per copulare.
Immediatamente dopo, due adolescenti, donne, parlano di sesso e dell’acquisto di una confezione di preservativi.
“La prima volta si mette il pisello  dentro”, dice una delle due all’altra.

Ho avuto dapprima l’impressione di trovarmi davanti a un film vietato ai minori di 18 anni, poi, ripresomi dalla sorpresa, ho riflettuto sullo sdoganamento del linguaggio nelle fiction, che dai Promessi Sposi di decenni fa con Nino Castelnuovo Paola Pitagora propone una sorta di aggiornamento, diciamo così, ispirato al  lessico comune.

Scena di ROMANZO FAMIGLIARE
Vittoria Puccini e Fotinì Peluso
Sarà stato un caso, ma una serie di situazioni erotiche proposte in soli due minuti mi hanno dato modo di capire che lo sdoganamento del “lessico tv ” è avvenuto, ma non so se i risultati sono accettabili o se invece si tratta di una mera rincorsa al gergo da strada, senza nessuna concezione artistica.
8 gennaio 2018

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