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La Fresca ironia di Daniela Ciriello

di Marilina Sepe

Mi erano noti i servizi fotografici di Daniela Ciriello, la sua propensione per la fotografia “umanistica”, ovvero quella corrente fotografica europea, prevalentemente francese che poneva al centro delle proprie ricerche l’essere umano inserito nei vari contesti sociali. La Ciriello ama fissare il proprio obiettivo maggiormente sul quotidiano, mettere a fuoco la vita di strada e quella nascosta tra le mura dei nostri comodi appartamenti, attenta alle condizioni di svantaggio sociale del quale sottolinea le risorse. Una fotografia, la sua, che cattura le emozioni dei protagonisti in una sorta di realismo poetico. Fotografia come veicolo, come ritorno ai valori che restituiscano dignità e rispetto. Fotografia come domanda e inciampo per chi è preso da se stesso.

Non stupisce il suo amore per la fotografia di Robert Doisneau, Henri Cartier Bresson, Willy Ronis, ma anche Vivian Maier o Steve McCurry tanto per citarne alcuni, oppure per scrittori come Jean Paul Sartre e André Malraux. La Fotografa sempre nascosta dietro la fotocamera, suo mezzo di indagine e punto privilegiato d’osservazione, coglie e racconta i piccoli mondi dell’umanità invisibile, ma anche quella colorata, scegliendo di mostrare il lato bizzarro e costruttivo, il paradosso dell’essere con ironia, piuttosto che quello drammatico, Non nascondendo l’ammirazione per il mondo in grandangolo alla Martin Parr. Progetti fotografici, quindi, come strumenti attraverso i quali evidenziare i lati migliori dell’essere umano per favorire l’inclusione e l’integrazione intelligente. I suoi lavori, celavano il bisogno di capire, partecipare alla vita sociale nel rispetto dei ritmi, culture dell’altro come presenza, interrogazione, mai intesa come disturbo, ma sempre come valore che arricchisce, che amplia la visione del paesaggio con i suoi contrasti e sfumature. L’obiettivo della fotografa ci volge sempre al bello nascosto nei vicoli mimetizzati dal clamore. Le sue inquadrature, infatti non hanno impatto violento o sensazionalistico, anche quando sono denuncia di violenza domestica, così come si evince dal lavoro pubblicato nel testo: “Un Granello di Colpa”. Un testo pubblicato da radici future, assieme ad Antonella Caprio, un lavoro di linguaggi complementari del quale Daniela Ciriello dice: “Antonella ha usato l’inchiostro, io la luce! Il nostro è un invito a tutte le donne per denunciare la violenza subita, perché parlare non è perdere la dignità, ma cominciare un percorso di rinascita”. Con gli occhi di una fanciulla, la Ciriello evidenzia gli aspetti di congiunzione con la gente, presa dal bisogno di affermarsi, per spingerla a riflettere sui luoghi imbavagliati, dietro i quali la vita e i bisogni palpitano e le frustrazioni si mimetizzano dietro sorrisi. Ma non solo di Daniela fotografa che ha visto in Mimmo Jodice un esempio di sperimentatore e ricercatore, desidero sottolinearne la creatività, l’ironia, espressa attraverso l’arte digitale; desidero sottolineare la freschezza delle sue vignette, dalle quali si evince la passione per la pop Art, l’assimilazione e rielaborazione delle lezioni dei suoi capiscuola. Avevo notato gli scatti dell’artista presso la galleria Curci di Castellana grotte. Faceva parte della collettiva: DI SEGNI LUMINOSI E TRACCE DINAMICHE. In quell’occasione mi spiegò di aver realizzato quelle fotografie utilizzando la macchina fotografica come fosse un pennello e di aver giocato con la luce. Ne apprezzai e compresi meglio il suo bisogno di sperimentare continuamente nuove vie. Lei stessa dichiarò una sera, mentre passeggiavamo per stradine storiche di Castellana Grotte, che quel lavoro voleva esser un omaggio a Jackson Pollock. Oggi, davanti alla sua produzione per il progetto dal titolo “POLP ART” mostratomi in anteprima, dove il Polpo, signore dei nostri piatti prelibati, diviene icona e protagonista delle sue opere, sono colpita dal modo di proiettarlo in orbite surreali. “Illustrare per divertire” o forse per divertirsi con originalità, potrebbe essere il suo motto.

Nei suoi lavori da vignettista i monumenti noti, gli animali, piante e cose vengono traslate dalla Ciriello (che a volte si firma by Ciriellina) in dimensioni suggestive e gli atti di vita quotidiana raffigurati suscitano sorrisi. Sono vignette sottilmente umoristiche che non rappresentano, ma sono la testimonianza del suo approccio leggiadro alla vita, composizioni che riflettono il suo immaginario vulcanico o per dirla con le sue parole: “semplici richiami ed evocazioni al vivere comune”, manifestato e offerto con simpatia.

01 novembre 2021

2 thoughts on “La Fresca ironia di Daniela Ciriello

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