Barbara Palombelli simbolo della cultura misogina del nostro paese

di Cinzia Santoro

 

“Negli ultimi sette giorni ci sono state sette donne uccise presumibilmente da sette uomini. A volte è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente fuori di testa, completamente obnubilati oppure c’è stato un comportamento esasperante e aggressivo anche dall’altra parte? E’ una domanda che dobbiamo farci per forza soprattutto in questa sede”.
Leggo e rileggo la frase pronunciata da Barbara Palombelli, non adeguata giornalista la cui fortuna è stata essere catapultata sulle reti mediaset dove l’incapacità e il qualunquismo sono i requisiti per poter blaterare dinnanzi allo schermo.
Dal 2013 la signora Palombelli conduce Forum, ricettacolo di storie e disavventure giuridiche che tra i suoi giudici annovera Melita Cavallo, la più accanita giudice donna contro le madri vittime di violenza.
Dunque quale terreno più fertile di questo per partorire un pensiero anomalo e terribile contro l’omicidio di ben sette donne in pochi giorni?
Misoginia, arroganza, ignoranza, presupponenza, analfabetismo emotivo traggo che siano una base concreta su cui la giornalista si sia formata.
Il clamore mediatico che ne è seguito, non ha scalfito la Palombelli che si è scusata con gli spettatori e con Mediaset solo dopo l’esposto delle Giornaliste Unite  Libere Autonome che hanno evidenziato come la stessa abbia violato l’articolo 5 bis del Testo Unico Deontologico  e del Manifesto di Venezia sulla violenza di  genere.

Ma con le migliaia di donne sopravvissute alla violenza di un uomo la signora non si è scusata. E la giornalista comunque non mostra alcuna sensibilità nei confronti delle donne anche in passato.

Chiacchierando con una signora che chiameremo Maria ascoltiamo telefonicamente una storia triste che coinvolge anche la Palombelli “Questa storia risale a circa 10 anni fa, quando i miei due nipotini finirono in casa famiglia nonostante fossero stati affidati a me, nonna. Per tre lunghissimi anni furono ospitati in una casa famiglia dove tra i soci c’era anche la giornalista. Tra me e la signora non ci furono buoni rapporti.  Con grande saccenza la Palombelli portava fuori dalla casa famiglia i piccoli ospiti, tra cui i miei nipoti, circuendoli con costosi regali. Immaginate il mio dolore e la mia indignazione! Io potevo vederli e abbracciarli ogni 15 giorni una sola ora, lei un’estranea li conduce fuori a cena. Mi sono sempre chiesta se il giudice minorile avesse mai autorizzato quelle uscite! Ho lottato per i miei nipoti e ho vinto, ma a distanza di anni avrei voluto tanto confrontarmi con la Palombelli e chiederle il perché di tanta ostentazione”
Dopo aver ascoltato la signora Maria che con dovizia di particolari ci ha raccontato cosa accadeva i quella casa famiglia e come è stata trattata perché non si arrendeva a perdere i piccoli, comprendiamo come dietro al fenomeno delle case famiglia ci sia un business ormai assodato e sicuramente alimentato anche dalla cultura patriarcale di cui è esponente la giornalista Barbara Palombelli.

24  settembre 2021

2 thoughts on “Barbara Palombelli simbolo della cultura misogina del nostro paese

  1. Complimenti un articolo che descrive perfettamente una ” Giornalista ” Che tutto e ‘ all’ infuori di scusate il giro di parole “giornalista “

  2. Questa nonna Maria è stata una grande guerriera i bimbi non si comprano con oggetti costosi i bimbi che sono ingiustamente in una maledetta casa famiglia non si fanno salire in macchina senza autorizzazione del giudice, non si portano a cena la Palombelli dovrebbe dare spiegazioni in merito 😡

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