Venerdì Santo: Il regista Alberto Greco rende onore a Gallipoli col suo DAKRIUON-Lacrime

di alberto graco ,cortomtraggio

Alberto Greco

L’omaggio narrativo di POIEOFOLA’-Costruzioni Teatrali ai riti della Settimana Santa in Puglia -DAKRIUON- Lacrime, il cortometraggio sulla trasumanazione di Cristo e sul dolore di Maria, girato a Gallipoli (Le) città che custodisce una delle più antiche e note tradizioni degli eventi di fede che precedono la Pasqua.

“Spero di aver reso onore al mio paese con questa proposta artistica, nel rispetto della tradizione e della solennità” dice il regista Alberto Greco

Alberto Greco

La devozione dei fedeli soffre per il secondo anno.

Il regista salentino Alberto Greco ha voluto liberare i silenzi tumultuosi e il rumore cadenzato dell’incedere dei passi in processione, le percussioni dei tamburi delle bande di paese che sincopano come il cuore di Maria, l’ondoso moto dei simulacri esposti sulle portantine, lo sguardo livido delle donne in nero che stringono il rosario, la piaghe sui piedi nudi dei “penitenti”, in un cortometraggio realizzato con il gruppo teatrale POIEOFOLA’. Si intitola – DAKRIUON – (dal termine greco “lacrima”) e rievoca la trasumanazione di Cristo e il dolore lancinante di Maria costretta a vivere ogni istante del martirio del figlio, dal calvario alla deposizione, fino alla metaforica incoronazione a “madre dei dolori”.

DAKRIUON è un omaggio narrativo ai riti della Settimana Santa, quel periodo in cui il cristianesimo celebra gli eventi di fede correlati agli ultimi giorni di Gesù.

Nel Salento e, più in generale, in Puglia, a custodirne una delle più antiche e note espressioni è la città di Gallipoli, dove gli appuntamenti rituali della Settimana Santa hanno importante avvio nel venerdì antecedente alla Domenica delle Palme, tradizionalmente dedicato alla sentitissima processione della Madonna Addolorata, e culminano con le processione dei Misteri e della Desolata, proprio tra venerdì e sabato prima della Pasqua.

Alberto GrecoAnche quest’anno, per il secondo anno, questo non accadrà davanti alle migliaia di fedeli e semplici avventori che normalmente giungono a Gallipoli per l’evento. Ed ecco allora che le lacrime, altro semplice simbolo della straziante sofferenza di Maria, diventano “motivo” per la nuova produzione di POIEOFOLA’-Costruzioni Teatrali, storico gruppo di artisti attivo nella “città bella”, che con DAKRIUON, torna in scena sui social, non potendo in teatro.

Il cortometraggio, visibile al link https://youtu.be/737hos5TbHc e sulla pagina Facebook @poieofola, regala una riflessione sul momento storico, rendendo vividi gli usi e i costumi della tradizione gallipolina, con l’intento di poter coinvolgere totalmente il fruitore abbattendo idealmente la parete digitale dello schermo.

La direzione artistica è di Roberto Marius Treglia che veste anche il ruolo di Gesù. Gli altri interpreti sono Claudia Treglia (Maria), Riccardo Martella (Pilato), Imma MagginoLuana Greco, Irene Nobile, Eleonora Benvenga, Marta Piccolo e Isaura Scorrano (coro di donne).

La direzione video-fotografica è supervisionata da Simone Nazaro e la post-produzione è a cura di VIDEO COOL, mentre ad Andrea Centolanze si deve la consulenza ritmica sull’aspetto musicale.

Con uno stile “noire” che ben si presta all’interpretazione del tema della passione e che da sempre  caratterizza la vena artistica delle produzioni teatrali di POIEOFOLÀ, il regista Alberto Greco genera emozioni popolari provocando stupore con una resa moderna e ad alto impatto dei dettagli più intimi del dolore di Maria: particolari come le lacrime che rigano il volto esausto fino a scivolare sul seno, il movimento oscillatorio e costante della mano di una donna rassegnata che deterge il corpo del figlio, l’impeto deciso nel trafiggere il cuore con un pugnale, di rimando ai versi del Vangelo, rivelano l’emotività di una madre e, al contempo, l’indole divina.

di alberto graco ,cortomtraggioLa scelta dei siti adibiti a set per le riprese (realizzate nelle settimane precedenti all’ultimo blocco lavorativo imposto dal Governo) non è casuale: il colore arido del carparo delle cave di “Mater Gratiae” di Gallipoli, in forte contrasto con il nero dei costumi e degli accessori, richiamano alla mente la passione degli eroi della letteratura greca, costretti a vivere la desolazione della loro solitudine; il retrogusto esotico  delle “Cattedrali di Almifi” (sempre all’interno delle cave di “Mater Gratiae”) rimandano ai paesaggi del medio oriente; i balconi dello storico Palazzo “Cappello” che si affacciano sul porto di Gallipoli regalano al pubblico uno spettacolare sinolo tra natura e architettura di incommensurabile bellezza.

<<Il disastro pandemico Covid-19 ha imposto considerevoli restrizioni e la sospensione dei cortei cerimoniali per tutelare la salute pubblica in ottemperanza alle misure di prevenzione dalla diffusione del contagio. Per questo la devozione dei fedeli soffre per il secondo anno il declino dei costumi spirituali necessari per manifestare in comunione la pietà popolare tra i viottoli sul mare, nel cuore del centro storico di Gallipoli – dice Alberto GRECO. Legati da una conforme esigenza di esprimere la sensibilità e costretti dalle medesime limitazioni con la chiusura dei teatri e dei luoghi destinati all’intrattenimento dal vivo, gli artisti di POIEOFOLA’ si sono reinventati adattando il genio performativo a nuove modalità interattive.

Spero di aver reso onore al mio paese con questa proposta artistica, nel rispetto della tradizione e della solennità>>.

 —————————————————————————————————————————————–

 POIEOFOLÀ – CostruzioniTeatrali – Un’utopia perseguita con tenacia e professionalità dai suoi fondatori, sull’eco inconfondibile della ventennale compagnia di spettacolo “Ragazzi di via Malinconico”, diviene realtà tangibile del teatro classico e storico-letterario. Sebbene istituzionalmente sia una associazione culturale, i soci fondatori adorano intenderla una “fabbrica di fole” coniando giustappunto un nome dal retrogusto classico per il loro istituto (POIEOFOLA’ accosta due termini del greco antico, il verbo “costruire, comporre” e il sostantivo “favole, fole”), autodefinendosi “costruttori di fole” per sottolineare la magia e il profumo delle loro intenzioni. Parafrasando, l’obiettivo è promuovere un teatro nostalgico, reinterpretando celebri opere, fiabe, miti e novelle con una chiave di lettura ricercata e sempre più accattivante per sensibilizzare ogni giovane fruitore ed educarlo all’ascolto, alla visione ma soprattutto alla produzione e alla ricerca di quest’arte così antica ma intrinsecamente così moderna: il teatro.
02 aprile 2021

Lascia un commento