Vaccini, tamponi e tempo: la ricetta di Roberto Burioni per sconfiggere il coronavirus

di Cinzia Santoro

 

Roberto Burioni

Presenza costante a Che tempo che fa, Roberto Burioni che questa sera ha risposto a diversi quesiti che la gente comune si pone quotidianamente sulla pandemia e sul vaccino.
Circa la necessità di riaprire le scuole ed eseguire regolarmente i tamponi ai ragazzi, Burioni afferma:

” In molti paesi ciò avviene, è importante tenere sotto controllo l’infezione tra gli studenti, in quanto questa passa inosservata tra i giovani, perché asintomatici nella maggior parte dei casi, ma rappresenta un pericolo per i familiari. Ottima è l’idea di testare i giovani con tampone o prelievo salivare, che ci permette di disinnescare situazioni pericolose sin dall’inizio”.

Sulla richiesta di liberalizzare i brevetti per la produzione del vaccino anticovid, sottolinea:

“Per quanto riguarda i brevetti il discorso generale e non solo per questo vaccino è che si deve riconoscere a tutti il diritto alla salute. Quindi non si può negare il vaccino a chi non ha i soldi per pagarlo. Ma al tempo stesso chiedere la liberalizzazione dei brevetti è paragonabile a chiedere una ricetta ad uno chef stellato. Di certo non saremmo in grado di replicarla. Alle case farmaceutiche deve essere invece riconosciuto un giusto compenso, è importante accordarsi perché possano collaborare per produrre più vaccino possibile”

Con nota polemica, Burioni continua:

“La produzione sta aumentando notevolmente, forse bisognava pensarci prima, ma di sicuro già a novembre o mesi prima si sapeva che il vaccino era efficace.”

E poi circa la previsione sull’efficacia dei vaccini, Burioni spiega:

“Gli effetti di un blocco del contagio richiedono tempo. Dal momento in cui uno viene vaccinato al momento in cui è protetto trascorrono 40 giorni circa. Gli studi condotti negli Stati Uniti sui sanitari vaccinati a dicembre hanno fornito dati confortanti. Così come i dati forniti da uno studio israeliano dove sono stati campionati 1 milione e 200 mila persone. Efficacia e sicurezza nei vaccini somministrati. Ma anche da noi pur essendo partiti dopo, i dati sono interessanti, sia per i sanitari che per gli ospiti delle rsa che hanno ricevuto le due dosi del vaccino. La curva delle infezioni è nettamente inferiore rispetto ai non vaccinati.”

Burioni è ottimista: riusciremo a sconfiggere il virus.

29 marzo 2021

One thought on “Vaccini, tamponi e tempo: la ricetta di Roberto Burioni per sconfiggere il coronavirus

  1. l’idiozia di questi virologi, sta nel fatto di non riconoscere che nelle aule delle scuole italiane non vi sono le condizioni igienico sanitarie di prevenzione atte ad evitare che il contagio possa avvenire. 20 ragazzi un una stanza senza la presenza di igienizzatori o filtri d’aria è solo una follia. I nostri governi piegati a Big Pharma hanno acquistato per milioni di euro i banchi con le rotelle piuttosto che risolvere la spazialità e la qualità dell’aria! Basta fesserie. Di fronte al pericolo di vita non c’è alcun diritto allo studio che tenga. Burioni se ne faccia una ragione. Ad majora

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