L’otto marzo silenzioso di noi donne.

di Cinzia Santoro

Angel, immortalata un attimo prima che un proiettile la colpisca alla testa, corre durante le proteste in Myanmar, paese dove è in corso una feroce repressione delle manifestazioni dopo l’arresto di una leader politica, una donna Aung San Suu Kyi, in prigione dopo il colpo di stato del primo febbraio.
Indossava una maglietta nera con una scritta bianca: andrà tutto bene.
Non per lei, Kyan Sil 19 anni, birmana.

Dista Ravi, 22 anni , attivista di Fridays For Future Bangalore, è stata arrestata in India per scritto e condiviso un toolkit, una sorta di vademecum per i contadini che da mesi chiedono una riforma agraria nel loro paese. Dista Ravi aveva condiviso sui social con la svedese Greta Thunberg, il documento incriminato. In india migliaia di uomini hanno bruciato le immagini delle attiviste.

Svetlana Tikhanovskaya, Veronika Tsepkaloe Maria Kolesnikova, sono tre donne bielorusse che hanno sfidato il presidente Lukashenko mettendosi in prima linea nelle manifestazioni di protesta dove chiedono le sue dimissioni immediate. Hanno dichiarato ” Se ci arrendiamo, la Bielorussia diverrà un campo di concentramento”.

Alla Tikhanovskaya il premio Sakharov per i diritto umani consegnato dal Parlamento Europeo.
Maria resta in carcere in Bielorussia. Svetlana e Veronika sono in salvo in Lituania.

 Svetlana Tikhanouskaya, Veronika Tsepkalo,  e Maria Kolesnikova

“Scrofe, ratti e altre offese inqualificabili” da Lukashenko e i suoi sostenitori per queste tre donne coraggiose.
Lorena Fornasir, rea di accoglienza, indagata in Italia per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Psicoterapeuta, aiuta migliaia di migranti che arrivano a Trieste dopo aver affrontato l’inferno dei Balcani.
L’otto marzo silenzioso di noi donne.

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