Diritto alla salute e all’accessibilità delle cure. La storia di un uomo ammalato di sla.

di Cinzia Santoro
Pasquale Centrone

All’attenzione della cronaca, la storia di Pasquale Centrone, ristoratore pugliese che da oltre un decennio combatte la sua battaglia contro la Sla.
Pasquale ha espresso l’intenzione di porre fine alla sua esistenza invocando il diritto all’eutanasia, nominando esecutori della sua volontà, il Presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano e l’Assessore alla Salute, Dottor Luigi Lopalco. La sua vita quotidiana è martoriata dalla malattia degenerativa e dalla pessima organizzazione dell’assistenza che gli dovrebbe essere fornita dalla Asl competente.
Tuccino afferma: “La malattia è già bastarda di suo e ogni giorno si prende parte di me. Ho bisogno di un piano assistenziale duraturo, di figure professionali che si occupino di me con continuità.”
Dalle parole di Pasquale si evince un grande dolore, un angoscia esistenziale aggravata dall’incuria delle  istituzioni che dovrebbero garantire le cure piu appropriate.
Nascono due importanti riflessioni, la prima sulla necessità che il Parlamento discuta la  legge sull’eutanasia. Ricordo ai nostri lettori che un progetto legislativo di iniziativa popolare è fermo presso la Camera dei Deputati, sottoscritto da più di 60 mila italiani e che la Corte Costituzionale ha sollecitato più volte l’urgenza di una legge in merito al fine di colmare un vuoto legislativo. L’altra riflessione mi spinge alla lettura della delibera regionale che disciplina l’assistenza domiciliare integrata, che sulla carta funziona. Ma nella realtà.
La delibera di Giunta regionale n. 630 del 30 marzo 2015 disciplina le linee guida regionali per le cure domiciliari integrate, introducendo il piano assistenziale individuale per il trattamento dei casi, con l’indicazione degli obiettivi da raggiungere, al fine di migliorare la condizione generale del paziente. Individua le figure professionali da impegnare, gli interventi e le prestazioni necessarie, la fornitura dei presidi sanitari, l’ammissibilità a forme di beneficio economico, buoni servizio e assegni di cura.
Tuttavia nella realtà le linee guida non vengono tradotte in benessere e cura dei pazienti che necessitano di assistenza domiciliare continua.
mani, solidarietà, amicizia,unitiAnni di scellerata politica sanitaria, tagli incomprensibili alle risorse umane, infermieri e medici, blocco dei concorsi e interesse (mi chiedo quale) , ad sub appaltare i servizi, vengono fatti pagare a caro prezzo a chi sulla propria pelle vive la malattia e ai suoi familari.
Una domanda al Presidente della nostra regione è doverosa, è a conoscenza della differente o in taluni casi  mancata applicazione del Piano assistenziale individuale nelle varie asl pugliesi? Sa Emiliano che  manca l’elaborazione di un piano regionale che garantisca uniformità nell’assistenza domiciliare integrata nei servizi e nelle prestazioni erogate ai malati di terzo livello? E se ne è a conoscenza  come intende intervenire? Lo chiediamo a nome di Pasquale e di tutti i cittadini pugliesi che hanno il diritto primario alla salute, sancito dall’art 32 della costituzione.

19 febbraio 2021

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