Cosa si nasconde dietro l’affido dei minori? Forse un business miliardario un giro d’affari che cancella scrupoli e vite in nome del profitto.

di Cinzia Santoro

Giù le mani dai bambini, l’urlo straziante di Giada Giunti, mamma simbolo e vittima dell’arroganza del potere, esercitato in Italia nei tribunali minorili. Il 26 gennaio a Roma, in Piazza Montecitorio, una manifestazione silenziosa che urla lo scempio perpetrato da un sistema iniquo e crudele. Perché strappare i figli ai genitori in difficoltà? Perché applicare la legge sulla bigenitorialità in maniera qualunquista e criminale? Perché impedire ai bimbi di vivere accanto al genitore accudente? Perché il genitore violento, assente, maltrattante deve vedere tutelati i diritti sul minore? Perché non ascoltare i bambini? Perché l’operato di case famiglia, comunità e degli assistenti sociali, degli operatori e degli psicologi e giudici onorari non viene mai contestato? Cosa si nasconde dietro l’affido dei minori? Forse un business miliardario, un giro d’affari che cancella scrupoli e vite, in nome del profitto. Giada, Salvatore, Ginevra, Laura, Francesca e migliaia di genitori con loro chiedono giustizia.
Ricordo che l’Italia è inadempiente per la mancata applicazione della Convenzione di Istanbul, dove l’interesse sovrano è il diritto del bambino alla famiglia. Più volte l’Europa ha richiamato l’attenzione dell’Italia a questo delicato argomento. Sarebbe necessario uno stravolgimento del sistema affidi dei minori: cambiando le leggi, inique e vetuste, monitorando l’attività e la gestione economica delle comunità, ottimizzando il percorso di studi delle figure che operano nel settore.

L’operato di queste figure è permeato dalla cultura sessista, misogina e maschilista che ancora oggi permette ai giudici, agli avvocati, agli psicologi e agli assistenti sociali di rivittimizzare la donna che denuncia e i bambini vittime di violenza assistita.
A tutti i genitori e parenti delle vittime di stato, auguriamo di poter abbracciare nel più breve tempo possibile i loro amati bambini.
Ricordando che, ogni giorno trascorso lontano da un figlio è un giorno perso irrimediabilmente e per i piccoli, strappati con barbarie e reclusi come fossero criminali è uno stillicidio dell’anima, una morte innaturale.
23 gennaio 2021

3 thoughts on “Cosa si nasconde dietro l’affido dei minori? Forse un business miliardario un giro d’affari che cancella scrupoli e vite in nome del profitto.

  1. Il costo annuale che le Amministrazioni locali spendono per i minorenni, dopo una sentenza del Tribunale dei Minorenni, oscilla tra 520 e 750 milioni di euro. In Puglia un minorenne in una comunità costa al giorno 75 euro, In Lombardia 107, in Emilia 118. L’affidamento, costava tra 800 e 1200 euro al mese a minore. Una famiglia poteva gestirsi dai tre a cinque minorenni affidati. In alternativa, cosa si potrebbe fare: spaccare la testa ai genitori? fuori luogo. Riempire di botte i minorenni? Manco a pensarlo. Portarli alle botteghe artigianali, per apprendere un mestiere? e chi se li prende. E allora? Una volta esistevano i Villaggi del fanciullo e ci pensava la carità del popolo e la Chiesa cattolica. San Giovanni Bosco e il suo allievo San Domenico Savio costituivano gli esempi più fulgidi della educazione infantile. Erano gli stessi genitori, poveri, che li affidavano, ma continuavano a fare figli. La modernità. il laicismo, ha modificato il sentire comune sulla educazione dei minorenni abbandonati o piccoli delinquenti. Bisogna partire dai genitori, la prima educazione va data a loro. Poi viene il corollario giudiziario che gira intorno al settore, è una conseguenza ineludibile. E’ bene che se ne parli, specie quando arrivano in Europa minorenni non accompagnati.

    1. La società è in continuo mutamento. Le leggi sono vetuste e chi le applica è permeato da retaggi culturali iniqui. Bisogna parlarne per andare incontro ai bambini, vere vittime di questo ingranaggio malato della società sbagliata.

  2. Bisogna cambiare la cultura che permea tribunali e ciò che intorno ad essi ruota. L’interesse economico fa gola, il dolore dei bambini viene annichilito dietro somministrazioni farmacologiche. Diamo voce a gente disperata. L’ imprinting educativo va rivisto, sono d’accordo.

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