Tempus irreparabile fugit! Terapia del tempo per i mali del mondo moderno.

Mauro Chirizzidi Mauro Chirizzi

Nell’orientamento della persona il tempo rappresenta una unità di misura imprescindibile, come anche nel susseguirsi delle varie fasi della vita che ognuno di noi si trova ad affrontare.
Il tempo, infatti, lenisce e sopisce, ma nel contempo custodisce, facendo tesoro di esperienza e consegnando una sorta di “cattedra” di insegnamento alla vita.
Le nostre fasi di crescita e di invecchiamento infatti sono scandite nel tempo in modo indelebile coniugando a se le grandi emozioni date dall’ontologica prima esperienza ovvero dal ricordo verso un fatto vissuto nel passato.
Entrando nel dettaglio, ciò detto riveste una grande importanza nella fisiologia, nella etica comportamentale come in quella sociologica basti pensare ai vari comportamenti tenuti a seconda delle età o del lavoro e della esperienza di vita vissuta. I cambiamenti infatti vengono scanditi nel tempo e talvolta dal tempo (invecchiamento ). Le abitudini, i modi di fare ed anche di pensare devono sempre confrontarsi con esso; si pensi a tutto quanto giri intorno al tempo, le stagioni come anche gli umori che tutti noi andiamo a provare sono sempre temporanei. La fretta, l’ansia da prestazione, la tempestività, l’attualità, la contestualità, la coordinazione motoria, il ballo, la musica, il sonno e le conseguenti fasi fisiologiche della quotidianità rientrano tutte nello scandire del tempo.
Possiamo pertanto affermare che il Tempo e la provvisorietà di esso con anche l’incertezza siano dei valori assoluti nella vita. Si pensi a quanto il tempo sia importante in concomitanza di un accadimento di un fatto; successivamente infatti interviene il ricordo che piano piano nel tempo si affievolisce. Si pensi ad un lutto, ed al cosiddetto periodo conseguente in cui i parenti prossimi sono a viverlo. Si pensi alle punizioni sociali dettate dal sistema di reclusione, si pensi alle cure, tutto ciò senza il comun denominatore del tempo non avrebbero alcuna importanza.
Possiamo concludere affermando che il Tempo è il vero sovrano della vita , perché nella sua “fuga” non è imprigionabile, da alcuno, essendo sempre esso a scandirne gli effetti su tutto e su tutti noi.

22 gennaio 2021

One thought on “Tempus irreparabile fugit! Terapia del tempo per i mali del mondo moderno.

  1. Roma I° sex DC da SENECA a Lucillo
    1 Comportati così, Lucilio mio, renditi padrone di te stesso e il tempo che fino ad oggi ti veniva portato via o carpito o andava perduto raccoglilo e fanne tesoro. Convinciti che è proprio così, come ti scrivo: certi momenti ci vengono portati via, altri sottratti e altri ancora si perdono nel vento. Ma la cosa più vergognosa è perder tempo per negligenza. Pensaci bene: della nostra esistenza buona parte si dilegua nel fare il male, la maggior parte nel non far niente e tutta quanta nell’agire diversamente dal dovuto. 2 Puoi indicarmi qualcuno che dia un giusto valore al suo tempo, e alla sua giornata, che capisca di morire ogni giorno? Ecco il nostro errore: vediamo la morte davanti a noi e invece gran parte di essa è già alle nostre spalle: appartiene alla morte la vita passata. Dunque, Lucilio caro, fai quel che mi scrivi: metti a frutto ogni minuto; sarai meno schiavo del futuro, se ti impadronirai del presente. Tra un rinvio e l’altro la vita se ne va. 3 Niente ci appartiene, Lucilio, solo il tempo è nostro. La natura ci ha reso padroni di questo solo bene, fuggevole e labile: chiunque voglia può privarcene. Gli uomini sono tanto sciocchi che se ottengono beni insignificanti, di nessun valore e in ogni caso compensabili, accettano che vengano loro messi in conto e, invece, nessuno pensa di dover niente per il tempo che ha ricevuto, quando è proprio l’unica cosa che neppure una persona riconoscente può restituire.

    4 Ti chiederai forse come mi comporti io che ti do questi consigli. Te lo dirò francamente: tengo il conto delle mie spese da persona prodiga, ma attenta. Non posso dire che non perdo niente, ma posso dire che cosa perdo e perché e come. Sono in grado di riferirti le ragioni della mia povertà. Purtroppo mi accade come alla maggior parte di quegli uomini caduti in miseria non per colpa loro: tutti sono pronti a scusarli, nessuno a dar loro una mano. 5 E allora? Una persona alla quale basta quel poco che le rimane, non la stimo povera; ma è meglio che tu conservi tutti i tuoi averi e comincerai a tempo utile. Perché, come dice un vecchio adagio: “È troppo tardi essere sobri quando ormai si è al fondo.” Al fondo non resta solo il meno, ma il peggio. Stammi bene.

    Seneca, Lettere a Lucilio, Lettera

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