“La vita… è come ragisci a ciò che ti succede”. Intervista a Leonardo Melle campione paralimpico di triciclo.

 

di Cinzia Santoro

Leonardo Melle è vicecampione mondiale di paraciclismo. Ottiene il podio con la medaglia d’argento in Sud Africa nel 2017, sublimando tutto il suo impegno al ritornare alla vita dopo una terribile emorragia cerebrale che lo colpì anni prima. Leo è un uomo coriaceo, ha sempre molto chiari i suoi obiettivi e non si lascia abbattere da nessun ostacolo. In questo momento di grande incertezza economica e sociale, ascoltarlo mentre si racconta è di grande impatto emotivo. Sorridente e disponibile i suoi occhi si illuminano quando ricorda il suo grande amico Alex Zanardi. E accoglie ogni mia domanda con entusiasmo sincero.

Leonardo il tuo motto è “volere è potere” puoi raccontare ai nostri lettori perché?

Il mio motto è “volere è potere”, perché dopo il mio risveglio dal coma i medici mi  impedirono di fare qualsiasi cosa. Io caparbio come ero non li ho ascoltati e contro il loro parere professionale ho ricominciato a vivere.  Mi dicevano di non alzarmi dal letto, non camminare, non guidare, non stare al sole, non andare al mare o sott’acqua, non fare sport ma io ci provavo e riprovavo animato da una grande forza interiore e ci riuscivo.

Cosa rappresenta lo sport nella tua vita?

Lo sport, ti fa tornare a vivere, ti rende nuovamente parte integrante del mondo, io vivo grazie allo sport. Ho sempre considerato lo sport come una grande opportunità per una persona, soprattutto per una persona disabile, che attraverso la pratica di una disciplina ha l’opportunità di confrontarsi, di uscire di casa, di rimettersi in gioco, di fissare obiettivi e di provare a superarli. Lo sport mi ha insegnato tutto questo, mi ha trasmesso valori che poi ho ritrovato e fatti miei nella quotidianità, valori che mi sono serviti in altri ambiti e che mi hanno permesso, oggi, di essere quello che sono.

Cosa si prova ad essere vice campione mondiale di triciclo?

Essere vice campione del mondo, rende orgoglioso me e tutti coloro che mi vogliono bene, è un modo per dire “ce l’ho fatta”.

Il tuo rapporto speciale con un grande uomo: Alex ZanardiCome nasce?

Con Alex è stato “amore” reciproco a prima vista. All’inizio della nostra amicizia, quando la gente mi chiedeva come fosse Alex Zanardi come amico e io imbarazzato rispondevo, che lui era solo un compagno di squadra. Un giorno in ritiro, prima di una gara gli raccontai di questa situazione. Alex divenne pensieroso e si allontanò. Tornò da me dopo un po’ e mi disse: “Leo io voglio essere tuo amico” Allora scoppiammo a ridere e da quel momento in poi fummo amici.  Essere amico di Alex, mi riempie il cuore di gioia, è un privilegio.

La sanità pubblica: qual è il tuo giudizio in relazione alla tua vicenda personale?

Io sono vivo grazie alle professionalità e competenze degli operatori della sanità pubblica pugliese. Mi hanno curato e salvato la vita. Tutte le cure le ho ricevute qui nella mia amata Puglia. Penso che ci sia tanto ancora da fare ma ringrazio ogni giorno i professionisti che mi hanno curato.

Nella tua vita c’è una donna speciale. Quanto conta l’amore nel superare gli ostacoli quotidiani?

Si accanto a me ho una grande donna, la mia amata Rosa. Lei è una donna meravigliosa che mi accompagna nel cammino quotidiano. Con lei condivido gioie, dolori, vittorie sportive e quotidianità. Io devo tutto alla mia compagna. Se posso dirlo, per me l’amore è tutto, senza amore non si va’ da nessuna parte.

Cosa vuoi dire a chi in questo momento di crisi economica e sociale non vede un futuro migliore?

Nonostante il periodo di grande crisi che ha colpito l’economia da una parte e la salute dall’altra, vorrei dire a tutti che proprio in momenti così drammatici bisogna dimostrare il proprio valore agendo con dignità e coraggio. E come ha sempre detto e dimostrato Alex Zanardi, volgiamo lo sguardo a ciò che abbiamo e non focalizziamoci su ciò che abbiamo perso. Fate delle disgrazie un’opportunità. E ad Alex Zanardi dico: sorprendici ancora amico come solo tu sai fare. Volere è potere.

30 ottobre 2020

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