COSTUME- Polemica sulle minigonne a scuola: gambe al vento per distrarre la classe?

                                                                                      in copertina la modella Caterina Santoro

 

 

 

di Clelia Conte

In questi giorni non si fa che parlare di gonne cortissime indossate dalle ragazzine nelle classi delle scuole italiane. Quelli pro e quelli contro si sono “accapigliati” in tv per far valere le proprie ragioni.

Una gonna con poca stoffa oggi non scandalizza a prescindere.  Ciò che disturba la quiete scolastica non è l’indumento ma l’atteggiamento osé di alcune ragazzine non proprio corrette nel rispetto di un luogo istituzionale.

Le ragazze più provocanti adorano farsi ammirare a tutti i costi e far parlare di se nella loro scuola! La competizione diventa un obbligo soprattutto per quelle ragazze che si sentono offese e pensano di indossarla anche loro perché gelose, dicono che “anche io me la posso permettere!”.  E’ vai con la gara a chi la porta più corta (la gonna naturalmente!).

una classe della scuola media nel 1953

Se si facesse caso alla questione si noterebbe che alcune fanciulle siano semplici e carine anche con le gambe scoperte e che al contrario altre risultino provocanti o volgari. Ciò significa che quel che infastidisce non sia la gonna mini come indumento ma ciò che irrita sia chi la indossa e come la indossa. “La classe non è acqua” perciò penso obiettivamente che innanzitutto le mamme debbano mettersi la mano sulla coscienza prima che al mattino la propria figlia  esca da casa e che debbano inoltre consigliarla per il meglio.

Pronta per uscire!
In foto la modella Caterina Santoro

La scuola è un luogo dove gli studenti dovrebbero competere per la loro buona volontà e bravura nelle materie scolastiche ed è un luogo dove i ragazzi si confrontano ma partono alla pari. Un tempo si usava il grembiule per rendere i ragazzi più anonimi possibile: tutti uguali con ordine e disciplina! Oggi che non si porta più il grembiule sta a noi aver il buon gusto di indossare indumenti adatti al luogo.

E se invece di indossare le gonnelline succinte per andare negli istituti scolastici le nostre “signorine tu mi turbi” sorprendessero i loro compagni mettendole alle feste o agli incontri extrascolastici? Non sarebbe più giusto?

Per quanto riguarda i professori pedofili preferisco non toccar questo tasto ma arrivo alla conclusione che loro andrebbero sterilizzati come il cane che ho a casa e che altrimenti scapperebbe per accoppiarsi. Non può una persona adulta guardare una creatura attraverso l’occhio di lupo che punta la preda.  La bellezza si ammira ma senza mettere in azione i propri istinti animaleschi, soprattutto verso una minorenne. Non mi va di esprimere altri pensieri scontati.

28 settembre 2020

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