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EUROPA- La Von der Leyen dichiara lo stato dell’Unione segnato dal Covid-19 e si esprime sulla sanità Italiana. Auspica forte collaborazione degli Stati membri

di Clelia Conte

Bello il discorso sullo stato dell’Unione della Von der Leyen, piace la sua frase di volere “un vertice mondiale sulla sanità in Italia”, ma senza una vera unione federale la costruzione dell’Europa sarà sempre barcollante. La buona volontà degli Stati membri ad una costruzione compatta vedrà il continente crescere e progredire anche nelle zone più deboli.

Il 16 settembre, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen nel suo primo lungo “Discorso sullo stato dell’Unione” in Parlamento Europeo a Bruxelles, auspica la costruzione di un’ Europa più moderna persino nei villaggi più piccoli e si è espressa per il conseguimento di un piano vero e proprio per la ripresa. Il progetto riguarda un elenco di interventi da realizzare su scala europea, con una forte collaborazione tra Stati membri e istituzioni comunitarie. Il problema del Covid-19 ha cambiato la nostra Europa ed il mondo intero occupando in gran parte l’agenda dell’Unione europea. La Presidente hainoltre espresso la volontà di organizzare un vertice globale sulla sanità in Italia con il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e la presidenza italiana del G20 per dimostrare che “l’Europa c’è per proteggere i suoi cittadini”. Un’ora e mezza di discorso, spesso interrotto dagli applausi della maggior parte dei parlamentari che alla fine dell’intervento si sono alzati applaudendo.

L’Europa c’è e ci deve essere ma per costruirla ci vuole la buona volontà dei cittadini e della politica. L’intralcio ha dimostrato di rallentare il progresso e il processo verso un’ Unione veramente compatta.

Mario Albertini

La divergenza degli interessi dei singoli Paesi, alimentata dalla competizione economica, porta ciascuno Stato a perseguire i propri piani parziali o a negare i problemi (come fa Trump). Dal Congresso di Bari, Unire l’Europa per unire il mondo”(febbraio 1980), Mario Albertini avviò una fase di riflessione sul federalismo e sul suo futuro, accentuando la prospettiva mondiale, sottolineando il ruolo di modello che avrebbe assunto un’Europa federale e offrendo al Movimento per la pace la risposta federalista europea al problema della guerra. Insieme alla pace, la necessità di perseguire obiettivi di eguaglianza, libertà e giustizia sociale a livello globale e come la pace, si mise in rilievo la problematica che riguardava l’emergenza climatica che  richiedeva la presa di coscienza di un destino comune dell’umanità. Per questo l’Europa ed il mondo necessitano di istituzioni politiche che sappiano perseguire l’interesse di tutto il pianeta. La rivoluzione federale europea porta con sé la prima affermazione storica di questo tipo di istituzioni sovranazionali ma la mancata rivoluzione federale europea condanna il mondo a non riuscire a concepire questo modo di governare insieme, e a limitarsi alla cooperazione per cercare di sistemare gli interessi dei singoli Stati.

23 settembre 2020

 

 

 

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