Maria Paola e Ciro: “Ti amerò oltre le nuvole”. Il dramma che rimbalza nei talkshow

 

di Cinzia Santoro

 Maria Paola amava Ciro. Ora è morta, punita solo per aver amato. 18 anni appena compiuti, un sorriso disarmante e la voglia di aprirsi alla vita.
Ciro amava Maria Paola, ora è solo, in ospedale.  Frattute multiple e nei suoi occhi scuri, orrore.
Michele, il  fratello di lei ha speronato di notte la loro moto facendoli cadere rovinosamente.  Doveva vendicare l’onore della famiglia infangato dalla scelta di Maria Paola di amare Ciro, un essere umano in transizione.
Due giovani che si amavano hanno pagato a carissimo prezzo il loro anelito alla vita.
Vivevano a Caivano, ambiente in mano alla camorra che di certo non lascia spazio ai sentimenti di due giovani anime. Piazza di spaccio, pedofilia, disoccupazione e assenza dello stato fanno da scenografia a questo dramma che in questi giorni rimbalza nei talkshow nazionali.
Se non fosse per i nomi Ciro, Paola e Michele potrei pensare a una storia di immigrati, pakistani magari. Ma siamo in Italia. E il femminicidio è ormai una piaga sociale.
Mariti, amanti, figli e fratelli carnefici di donne accomunate dallo stesso destino, aver amato sinceramente ed aver fatto una scelta ben determinata.
La cultura della violenza e della sopraffazione trovano  terreno fertile nella nostra civilissima Italia, fomentati dai signori della politica e dalle loro scelte scellerate di mal governo del nostro paese. Tagli alla spesa pubblica, scuola e cultura in primis, l’incertezza della pena e i tempi biblici della giustizia, l’assenza dello stato nelle periferie degradate, contribuiscono di certo a una buona parte della società italiana che si è involuta.
Lascio le riflessioni a voi lettori e un  augurio: quando saremo nelle urne chiediamoci se vogliamo essere rappresentati degnamente o essere meno rappresentati.

17 settembre 2020

Lascia un commento