Omicidio di Willy Monteiro Dearte. Senza moralismi: la società odierna ha del marcio

Anna Gomes

 

di Anna Gomes

Ha fatto scalpore l’omicidio del ventunenne Willy, colpevole solo  di aver voluto difendere una persona.

L’aggressione da parte di quattro ragazzi bianchi giovani, violenti,tatuati e pluripalestrati ha portato alla morte il povero Willy, pestato a sangue anche da inerme. I genitori  dello sventurato hanno così  commentato dopo i funerali del figlio “Il nostro Willy ha solo voluto  difendere un altro ragazzo, speriamo che questo sia d’esempio a tanti altri ragazzi come lui.” hanno concluso distrutti dal dolore. Il mondo intero ha reagito a questo efferato omicidio.
Si chiede giustizia per questo ragazzino solare e simpatico che ha trovato la morte, per difendere un amico, quella maledetta sera a Colleferro (Roma).
Ora tre dei quattro ragazzi (due di loro sono i fratelli Bianchi) sono rinchiusi a Rebibbia,  per omicidio volontario e sono in regime di isolamento per via del Covid, e ci rimarranno a lungo.
Sono stati accolti con sputi e parolacce dagli altri detenuti e rischiano la legge dura dei carcerati che non accettano omicidi efferati come questo. Insomma hanno paura di subire violenze in carcere a loro volta.
Di fronte a questi episodi di violenza inaudita, sempre più frequenti purtroppo, non si può che rimanere esterefatti e nello stesso tempo inorriditi.
La società di oggi deve interrogarsi in modo approfondito,  sul perché di questi episodi.
Evidentemente qualcosa non funziona più nella società odierna e tutto dovrebbe ricominciare dall’educazione in famiglia e nella scuola.
Non faremo i moralisti, ma “il troppo storpia” e non mi sembra il caso di far finta di niente anche questa volta.
15 settembre 2020

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