Effetti della sentenza della Corte Costituzionale tedesca sul Quantitative Easing

corte costituzionale tedesca Karlsruhe

di Nicola Cristofaro

Mario Draghi

La Corte Costituzionale Tedesca, con sede in Karlsruhe, su ricorsi di alcuni economisti ed accademici tedeschi, si è pronunciata in merito alle operazioni della BCE sul cosiddetto Quantitative Easing, che sarebbe quello strumento posto in essere dalla Banca Centrale Europea, sotto la guida di Mario Draghi, dal 2015, che consente alla stessa BCE di acquistare titoli del debito pubblico degli Stati membri in quantità illimitate (Whatever it takes = qualunque cosa serva)- Grazie a quegli straordinari ed illuminati interventi, la speculazione su alcuni titoli si bloccò, così riducendo i tassi di interessi,  e in definitiva la tenuta dell’ Euro, come moneta unica europea. Vennero rafforzati i due pilastri della politica monetaria affidata alla BCE, e cioè controllo della inflazione, e tenuta del sistema euro.

La stessa BCE si rivolse alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE), con sede in Lussemburgo, che confermò la legittimità delle azioni intraprese sui mercati finanziari.

Anche la Corte Costituzionale tedesca si rivolse alla CGUE, sulla stessa materia, a la Corte europea confermò la stessa decisione emessa su analogo ricorso da parte della BCE.

Questa volta è diverso.

Si premette che la Costituzione della Repubblica Federale tedesca, agli artt. 24,25, afferma la primazia dei Trattati internazionali sul diritto interno. L’art. 23 è dedicato unicamente ai rapporti con la Unione europea, viene affermato il principio di sussidiarietà. I due rami del parlamento tedesco (Bundestag e Bundesrat) concorrono agli affari dell’Unione europea, e rimanda a leggi federali fissare le modalità di relazionarsi tra i Landers e la Ue, e la Federazione e la UE.

L’art. 88 disciplina il funzionamento della Banca Centrale tedesca, stabilendo che funzioni e competenze possono essere trasferite, nel quadro giuridico della UE, accentuando la indipendenza della Banca Centrale, vincolata allo scopo primario della sicurezza e stabilità dei prezzi.

Il successivo art. 110, sulla Legge finanziaria, vengono fissate le regole sulle spese, fisco, e bilanci pubblici.

La Banca Centrale tedesca detiene una quota del 18,36%, la più alta di tutti gli Stati partecipanti. L’Italia del 11,8%. La maggioranza richiesta per alcune decisioni delle BCE è quella minima dei due terzi. 

Il quantitative easing era stato approvato sia dal Parlamento tedesco che, ovviamente, dallo stesso Governo, che ne era stato il promotore.

 

Christine Lagarde

Per il 2020, e 2021 la BCE, dopo qualche iniziale scivolata della sua Presidente, la francese Christine Lagarde, ha approvato un piano di acquisti di titoli di Stato nazionali in tendenza per circa 1.100 miliardi, di cui 750 già entro il 31/12/2020. 

Come funziona tale QE. Le banche centrali nazionali sottoscrivono titoli emessi dal singolo Stato, li depositano alla BCE che versa il controvalore in Euro. Quel denaro viene immesso nel circuito nazionale del singolo Stato. Negli effetti, è come se la BCE avesse stampato moneta per conto del singolo Stato, la cosiddetta monetarizzazione del debito. Quel denaro serve a finanziare le spese del bilancio pubblico. Come è buon senso del padre di famiglia, le spese vanno rapportate alla capacità di guadagno, e i debiti in relazione alle possibilità di pagare le rate di mutuo. Per lo Stato, che è la prima azienda di erogazione, dovrebbero valere le stesse regole, costituendosi risorse per tempi peggiori, e non fare la cicala. La spesa pubblica è influenzata spesso da promesse elettorali che suggestionano l’elettore, ma che creano trambusti al bilancio pubblico. Come è noto, il politico di turno, che non è lo Statista, chiede voti promettendo spese e soldi a tutti. Tutto viene ammantato da politiche di lavoro irrealizzabili, e da una vita più felice, senza sacrifici, a carico degli altri. Non si sa chi siano gli altri, se non gli stessi soggetti. ma questa è un’altra cosa.

Quelle scelte però non passano inosservati ai cittadini degli altri Paesi partner, che influenzano i loro politici ad un maggiore rigore nei confronti di quello Stato cicala, mettendosi da inciampo su alcuni provvedimenti. Non è il singolo Stato, ma è la Commissione europea che spinge sulla riduzione della spesa se superiore ad un tetto prestabilito. La BCE è indipendente, può spingersi alla riduzione di interventi finanziari su acquisti di titoli di Stato, a politiche restrittive bancarie, con effetti sulla spesa pubblica per la maggiore incidenza degli interessi, dovuti a tassi più elevati. Proprio per contenere tali maggiori costi, che si traduce in ricchezza nazionale che viene sperperata all’estero, ove è collocato circa il 30% del debito italiano, interviene la BCE che acquista titoli dello Stato italiano, tramite la sua banca centrale, e detiene il 20% del debito italiano. L’altra parte del debito è nelle mani degli istituti finanziari per il 45%, solo il 6% detenuto dalle famiglie italiane. Come si fa a dire che devono essere solo gli italiani a sottoscrivere i titoli del debito italiano è tutto da spiegare! Solo in Giappone avviene questo. Questo meccanismo reggerà?

Va osservato che le sciagurate idee di annullamento del debito relativo ai titoli di Stato detenuti dalla BCE, o l’invito alla stessa BCE di stampare moneta e consegnarcela, sono da manicomio criminale, distruggono la serietà, i sacrifici, le potenzialità del nostro Paese, come una delle maggiori potenze economiche mondiali, a parte i Paesi BRIC (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica), dei quali ormai qualcuno ci ha superato (come la Cina).

In tutto questo contesto interviene la Corte Costituzionale tedesca, che, con uno sgambetto inusuale, e pericoloso, perché può spezzare la dentatura di qualche Stato, può mettere in discussione l’intero impianto strutturale della UE.

Karlsruhe- Corte Costituzionale

La Corte di Karlsruhe, (dopo aver ribadito che il programma collegato agli aiuti per la pandemia non sono in discussione), per prima contesta la decisione della Corte di Giustizia europea del 2017, che si era pronunciata a favore dello strumento dei QE, sia su sollecito della BCE, che su rinvio pregiudiziale della stessa Corte tedesca. Si tratta di un passaggio giuridico essenziale, per la ammissibilità del quesito proposto dagli economisti e uomini di affari tedeschi, stante il giudicato della CGUE. Ha rilevato che quella sentenza non era corretta, cioè illegittima, in quanto vi era carenza di motivazione. Si tratta di un vizio che può essere sollevato ricorrendo ad un giudice di grado superiore. In questo caso, dopo la CGUE non vi è un grado superiore. Per cui, essendo sempre possibile un ripensamento tra le Supreme Corti, la corte tedesca ha ritenuto non valida quella decisione.

In un secondo passaggio ha contestato la decisione del Parlamento tedesco, e del Governo della Merkel, sulla legge di autorizzazione allo strumento del QE. Ogni strumento operativo, finanziario e non, ha la sua fonte in una legge. La Corte Costituzionale, in tutte le democrazie del mondo, è il giudice delle leggi, che può abrogare o modificare una legge approvata dal PLM, cioè dal popolo. Il potere giudiziario che diventa superiore a quello legislativo.  La Corte è un giudice, anche se particolare.

(pubblicheremo presto la seconda parte dell’articolo)

7 maggio 2020

 

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