Lo sviluppo delle CGV e le disarticolazioni di oggi in seguito alle crisi economiche attuali

 

di Giuseppe Ventesimo

Il mondo in cui viviamo è un mondo molto globalizzato ed interconnesso, e conseguenza di tutti questi cambiamenti strutturali si è diffuso un fenomeno nell’economia internazionale, che ha anche molti risvolti sociali: le Catene Globali del Valore, o detto in inglese Global Value Chain (CGV). 

David Ricardo- economista

Questo fenomeno è molto diffuso nel mondo reale di oggi, anche se con rallentamento a seguito delle crisi del 2008 e della crisi di adesso del Covid-19. Tutto ciò trae spunto dalle teorie del commercio internazionale, che spiegano il motivo per il quale tra i paesi conviene commerciare beni e servizi, come ad esempio la teoria del vantaggio comparato di David Ricardo, la quale diceva che essendo diverse le tecnologie e la produttività tra i paesi, si specializzano nei beni che comportano un minor costo, e allora si scambiano ciò che sanno fare meglio, creando un gioco a somma positiva e maggiore efficienza delle risorse in entrambi i paesi, e il modello sulla dotazione fattoriale delle risorse di Heckscher-Ohlin e infine molto importante nelle teorie moderne il modello basato sulle economie di scala sia interne(Grande Impresa) sia esterne (Distretti Industriali o Cluster). 

Ma dagli anni ’80 e ’90 del Novecento, grazie allo sviluppo della tecnologia e alla rivoluzione digitale, e in seguito al mutamento delle ideologie, degli eventi storici e delle circostanze economiche e sociali, cambia anche la struttura di produzione, che non è più basata sul modello taylorista-fordista della grande impresa, ma la produzione viene prima decentrata e poi delocalizzata con un apparato più flessibile. Infatti nella storia economica italiana assistiamo al fenomeno del decentramento produttivo negli anni ’70 del Novecento, con lo sviluppo delle PMI e dei distretti industriali, che si specializzano nella produzione di beni intermedi che contribuisco alla produzione finale. 

Poi in seguito nei decenni successivi grazie ai bassi costi d’informazione, alla rivoluzione digitale, alla logistica della comunicazione e del trasporto, alle ICT assistiamo alla frammentazione internazionale della produzione, al suo spacchettamento e alla sua parcellizzazione in varie parti del mondo, dove le fasi di produzione vengono delocalizzate in paesi a basso costo di lavoro. Un autore che ci parla nella diffusione del fenomeno delle CGV è Gary Gereffi con il suo libro “Catene Globali del Valore e Sviluppo”, dove viene descritto questo fenomeno sia a livello di impresa sia a livello di lavoro. In questo periodo contemporaneo a noi, non si scambiano solo i prodotti finiti ma anche i beni intermedi, questa è la rivoluzione e il punto focale delle CGV. 

Questo fenomeno si è accentuato nei settori e nei prodotti di assemblaggio, come per esempio il mercato delle automobili e i beni ad alta tecnologia (software, computer, dispositivi digitali). Questi prodotti sono formati da parti e componenti, che sono prodotti in diverse parti del mondo e avviene il processo del “Trade in tasks”, cioè la produzione in moduli. Ma ciò non è possibile effettuarlo nei processi di produzione a ciclo continuo (produzione dell’accaio). 

Questo fenomeno è importante perché l’impresa che progetta e sviluppa la produzione ha un forte potere gerarchico sulle altre imprese, nel fare rete nel processo di produzione. Infatti ciò può essere spiegato con la famosa “Smile Curve”, detta curva del sorriso, ideata dall’inventore dell’Acer Shih. Infatti nell’asse orizzontale ci sono le fasi di fabbricazione e nell’asse verticale c’è il benessere del valore aggiunto. Infatti le imprese che ideano il prodotto decentrano la fase ad alta intensità di lavoro in paesi a basso costo di lavoro, e mantengono in patria le fasi remunerative a monte e a valle. Un esempio di ciò è l’I-Phone, che viene progettato ed ideato(fase a monte) in USA , in California, poi la sua produzione di beni intermedi viene decentrata in imprese di vari Paesi (Germania, Corea del Sud, Cina), poi sono assemblati da una enorme filiale cinese in un’impresa in Taiwan (Foxconn), poi sono esportati in USA, dove la Apple li vende sul mercato locale e dopo mondiale (fase a valle). 

Un’ esempio della CGV nell’UE è l’impresa automobilistica tedesca, dove le varie fasi di produzione (parti e componenti) sono decentrate sia nell’ex Germania Est, sia nei Paesi dell’Est Europeo, come la Polonia, la Repubblica Ceca, la Repubblica Slovacca ed ha anche filiali in Cina, in America Latina, in Asia. Anche gli Usa hanno creato CGV, come l’I-Phone, l’aeronautica (Boeing), dove i pezzi degli aerei e la parte anteriore vengono prodotti a Grottaglie e a Foggia e i motori e il carburante è prodotto in Giappone. E poi si sono create CGV USA con il Messico, facilitato e accentuato con il NAFTA, accordo commerciale tra USA, Canada e Messico, firmato nel 1993. 

Anche nel campo dei servizi si sono creati questi fenomeni, come nei call centers e nelle attività di alta professionalità, come le analisi mediche, dove la parte ad alta intensità (scrittura del referto) viene fatta in India e poi spedisce il risultato in breve tempo negli USA. 

Molti paesi (Cina, India, Corea del Sud, Sud-est asiatico) hanno giovato di questo fenomeno, grazie al know-how e alle infrastrutture e a buoni investimenti nel campo dell’istruzione, ricerca e sviluppo e sono cresciute a ritmi elevati con il modello dell’Export Oriented, come si possono constatare dagli anni Novanta del secolo scorso le crescenti esportazioni cinesi , che raggiungono valori a due cifre e l’ingresso della Cina nel 2001 nel WTO , fattori che cambiano l’economia mondiale. Ma molti ne rimangono fuori da questo circuito a seguito di carenze infrastrutturali o mancanza di reti di comunicazione. 

Con la crisi economica-finanziaria del 2008 le CGV sono diminuite in seguito all’impoverimento e al malcontento che hanno creato vari fenomeni in alcune città 

USA, come per esempio il caso degli operai di Detroit del Michigan. E poi con la presidenza Trump è cresciuto il neo-protezionismo e l’innalzamento di barriere commerciali che hanno messo in crisi il commercio multilaterale. 

Con la crisi del Covid-19 le CGV si sono disarticolate, poiché i tempi e i costi di produzione potrebbero aumentare e rallentare il commercio. Infatti in questo periodo si sta assistendo ad un rallentamento della globalizzazione, con forti ricadute nelle economie avanzate (USA, UE) che hanno chiuso fabbriche in questi periodi sia per la delocalizzazione sia per mancanze di prospettive ed aspettative future in seguito a questi gravi crisi. 

bandiereInfatti uno dei modi possibili per superare questa crisi è dare manforte alla cooperazione internazionale, al rafforzamento del sistema commerciale multilaterale e del sistema finanziario con attività di vigilanza e con il meccanismo di risoluzione unico, con un compromesso tra gli Stati e le Organizzazioni Internazionali e Regionali, non lasciandosi andare troppo ed esageratamente all’iperglobalizzazione, che ha creato crisi finanziare ed economiche in molti Paesi (America Latina, Sud-Est Asiatico) con conseguenze disastrose tra la popolazione. Si deve creare come dice Dani Rodrik una globalizzazione intelligente (smart) che vada a congiungere e a coniugare le istanze nazionali e le istanze delle organizzazioni internazionali.

3 maggio 2020

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