Religiosità e ragione: potenzialità risolutive alle quali l’uomo si affida per salvare il mondo dalla Pandemia

Gesù religione

 

di Nicola Cristofaro

Con molto interesse intervengo in merito all’intervista della redazione, alla dott.ssa Maria Schirone, dell’UAAR pubblicata il 22 aprile 2020 ( La religiosità ai tempi del coronavirus ). 

Il Papa in piazza San Pietro, da solo, prega contro l’epidemia. Crocifisso di San Marcello

Va precisato che per religiosità, a me pare che le due interlocutrici intendano l’atteggiamento della Chiesa, o di altre confessioni religiose, da una parte, e dell’umanità dall’altra parte, verso il coronavirus. Cioè le potenzialità risolutive che l’uomo affida alle religioni, o alla ragione, per la salvezza del mondo dalla pandemia. Tale rapporto è stato esaminato in occasione della descrizione della peste nei vari secoli. Limitandoci al riferimento Dio-uomo, è stato osservato che per una parte dell’umanità la causa era da ritrovarsi nella punizione divina, in altri casi nella crescita esponenziale della popolazione, superiore alle capacità della Terra.

Opera di Francisco Goya- I flagellanti

Sorsero varie sette religiose, quali i flagellanti, in specie nell’ambito del cattolicesimo, caratterizzate da una intensa e continua mortificazione del corpo, convinti che il flagello, eseguita in pubblico, durate le processioni, senza l’avallo del clero, avesse la virtù di dare salvezza al di fuori dei riti carismatici della Chiesa. Si trattava di un mezzo espiatorio per impetrare la pace, la fine della guerra, o della peste. Anni 1358/50, 1379, 1392, Peste nera e invasione dei Turchi.

Con le scoperte scientifiche del sedicesimo/diciassettesimo secolo, tanta fiducia nella fede cominciava a lasciare il passo alla scienza. Come è noto la scienza è quell’insieme delle conoscenze come configurati nella loro struttura gerarchica, come concezione del sapere alternativa alle conoscenze e alle teorie tradizionali, quelle aristoteliche-tolemaiche, in quanto sintesi di esperienza e ragione.

Da quel momento non è più la fede e la religione che spiega il mondo, ma la ragione che cerca di capire i più piccoli risvolti, dalle origini dell’universo, all’infinitamente piccolo. La teoria evoluzionistica, pare che abbia dato il colpo di grazia, al misticismo, all’irrazionale, allo stesso rapporto dell’uomo con Dio, concepito come creatore e conoscitore di tutti e di tutto. Per i religiosi Dio è il punto di sintesi supremo, che la scienza non potrebbe mai raggiungere, o spiegare, con i suoi strumenti logici e razionalisti, è un Ente che sta fuori dagli uomini e dalle cose, e che tutto dispone, anche sulle disgrazie collettive o individuali. 

Gli agnostici e gli atei si pongono in netta contrapposizione a tale concezione. Gli atei negano l’esistenza di Dio. Gli agnostici sono quelli che considerano insolubile il problema dell’esistenza o non esistenza di Dio. Entrambi lottano per l’affermazione della laicità dello Stato, la libertà di pensiero, la necessità che le decisioni dello Stato non vengano influenzate da motivi religiosi, o legati ad una chiesa dominante.

Integralista islamico

Come si sa, nel mondo esistono Stati integralisti, quali Iran, Paesi arabi, del Golfo, Pakistan, cioè quasi tutti gli stati musulmani, e Stati atei: Cina, Russia, ed altri, di ideologia marxista, sebbene non possano fare a meno dei Patriarchi ortodossi, o delle teorie confuciane.

Con questa mappatura si comprende da subito come l’ateismo e l’agnosticismo, o l’integralismo, ed anche il laicismo, non spostano di un millimetro la soluzione del tema che ci siamo riproposti: religione e covid.

Le religioni, in particolare quelle più sviluppate, utilizzano un codice, cioè il meccanismo che correla ogni entità con il suo duale, e che, nella religione, è dato dalla differenza tra il bene e il male. Così che Dio ammette anche le cattive azioni, dimostrando di essere aldilà di qualsiasi distinzione. La libertà di scelta tra l’un aspetto, il bene, o l’altro, il male, spetta all’uomo: è l’immanenza. Dio vede tutto quello che accade, è la trascendenza. 

Religione dunque come differenza tra immanenza e trascendenza.

Facciamo un passo indietro. Introduciamo il tema scienza.

In una società complessa, la scienza è quel sistema sociale il cui codice è la verità. La verità scientifica non consiste in asserzioni corrispondenti a dati reali dell’ambiente esterno al sistema scienza, ma è un mezzo di comunicazione che distingue la scienza dagli altri sistemi sociali. Il codice scientifico è vero-non vero. Così che anche il non vero è considerato sapere scientifico da tenerne conto. Qui sorge la prima criticità tra la Verità dogmatica, e quella scientifica. I due sistemi, religione e scienza, sono autonomi, sono riflessivi, ognuno con il proprio codice comunicativo. Per la Religione il codice è immanente-trascendente, per la Scienza, il codice è vero-non vero. Si tratta di due sistemi sociali, che svolgono nella società complessiva una specifica funzione dettata dal loro codice. Per cui il singolo sistema si separa dagli altri, e tutti gli altri costituiscono l’ambiente di quel sistema. Così va inteso il termine ambiente, come differenza tra il singolo sistema e il resto del mondo, costituito da tutti gli altri sistemi. Attenzione a questa differenza. Il codice della scienza è valido in tutto il mondo, non ha confini, così la religione assolve al compito suo specifico sul tema della trascendenza, e vale per tutte le religioni di tutto il mondo. La complessità del mondo è l’insieme dei singoli sistemi sociali. Si dimostrerà che gli atei o agnostici possono rientrare nel sistema religione. La religione include tutti, anche chi non crede alle modalità di esercizio delle azioni pastorali, che sono un mezzo di comunicazione agli uomini per rispondere al fabbisogno della distinzione tra trascendenza, e immanenza.

Protagora

I razionalisti affrontano i problemi del mondo con l’analisi dei rapporti tra causa ed effetto, che costituisce una specificazione del funzionalismo, che è un metodo scientifico associato ai sistemi sociali. Tale metodo consente di analizzare ogni fenomeno come contingente e confrontabile con gli altri. Il confronto permette di esaminare le cause diverse con lo stesso effetto, o gli effetti diversi dalla stessa causa. I rapporti tra causa ed effetto, le deduzioni, sono i meccanismi di cui si avvale la scienza per spiegare il mondo, l’ambiente naturale e la società. In questo modo la scienza costruisce la realtà esterna, la inventa, non la scopre. La realtà esterna è frutto di una costruzione di un osservatore (biologia, cibernetica, neurofisiologia, psicologia, ecc.). In quel mondo non serve la religione, si costruisce l’immanente, che può essere diverso da quello osservato da un altro.

Ritratto di Kant

Le menti più raffinate che sono stati i protagonisti di questo modello, a partire da Protagora, Kant, ed altri, provengono dalle scienze matematiche, fisiche, astrofisiche, studiosi di scienze naturali. Scienziati che sono affascinati dalla magia dei numeri, dall’infinito, dallo splendore delle forze dell’universo, dalla evoluzione delle specie viventi, dalla capacità della mente umana di penetrare in tali meccanismi evolutivi.

Gli scienziati hanno spiegato che il coronavirus, tra i più nefasti che l’umanità abbia conosciuto, per la scaltrezza dello stesso, e per la capacità di adattarsi, deriva da un evento difficilissimo a verificarsi in natura, anche se non raro. E’ lo spillover, cioè il passaggio dall’animale (sono zoofoni) all’uomo, nello specifico, dal pipistrello (serbatoio virale) ad altro animale. La scienza ha spiegato che non è colpa degli animali. Il comportamento umano ha accelerato il trasferimento di patogeni dalla fauna selvatica alle persone. Sia direttamente, con la vendita e il commercio illegali, sia indirettamente, con la distruzione degli habitat e il cambiamento climatico, che stanno modificando le nicchie ecologiche e i contatti tra animali selvatici ed esseri umani. E nel momento in cui si verifica uno “spillover”, lo stiamo imparando in questi mesi, limitare il contagio è quasi impossibile: a causa dei viaggi e dell’abbattimento delle distanze, le malattie possono diffondersi nel mondo sempre più velocemente. La salute degli animali e del pianeta è anche affare nostro.

Fin qui la scienza. Ma l’agnosticismo o la religione non c’entrano nella spiegazione scientifica. La scienza rimanda ai comportamenti umani, con la violenza che esercitano sulla natura. Anche l’aumento della temperatura, sciogliendo il permafrost, potrebbe far svegliare tanti virus che albergavano negli animali scomparsi. Se proprio vogliamo dirla tutta, la scienza, e la tecnologia, che ha consentito a milioni di esseri umani di combattere la fame, non è stata capace di costruire un nuovo mondo, senza pericoli. Si tratta di un sistema sociale che tenta di capire tutto il mondo, le sue origini, la sua evoluzione, con il ricorso alla sola razionalità. Altri sistemi sociali costituiscono la complessità del mondo, ed hanno come riferimento altri codici binari, così l’economia (avere proprietà/non avere proprietà). diritto (ragione/torto), morale (buono/cattivo), politica (governo/opposizione), medicina (sano/malato), ecc. 

Dunque la razionalità non è da sola sufficiente a capire il mondo.  

Neanche la religione è in grado da sola. Il suo codice è immanenza-trascendenza. Si parla di secolarizzazione, per dimostrare che esiste un ambiente sociale esterno al sistema della religione, e quindi la religione è solo uno dei sistemi parziali della società. I programmi religiosi non sono più capaci di costruire consenso generalizzato, e l’integrazione della società non si realizza più in base ai comandamenti. La fede non è più adeguata a comprendere il funzionamento della religione, perché non fornisce la motivazione della scelta tra l’agire e l’esperire, cioè attribuire la selezione di senso all’interno del sistema (agire) o all’esterno del sistema (esperire). La religione non ammette tale scelta, poiché tutta la vita deve essere sottoposta all’osservazione di Dio. La salvezza non può essere ottenuta solo con le buone intenzioni, perché deve seguire una azione. Oppure ogni azione non può essere giustificata da dei buoni sentimenti. La religione è troppo vicina alla totalità dell’uomo per potere eseguire tali distinzioni.

17 novembre 2019- Papa Francesco a tavola con 1500 poveri – Vaticano

La religione include tutti, non integra l’escluso, perché anche gli esclusi dagli altri sistemi parziali sono inclusi nella comunicazione religiosa, così i poveri (gli esclusi dall’economia), i malati (esclusi dalla medicina), i carcerati (esclusi dal diritto), gli ignoranti (esclusi dalla scienza), chi non governa (esclusi dalla politica), e così anche gli aderenti all’UAAR, che invocano le libertà religiose, ormai dato acquisito in un mondo liberale; il laicismo, allorquando la Chiesa da tempo si distingue dal mondo esterno con i processi di secolarizzazione. La scelta degli agnostici sarà tutta nella immanenza, e non nella trascendenza. Ma anche quella scelta non esclude l’altra faccia della forma, la trascendenza. E’ sempre possibile il re-entry in qualunque aspetto della forma. La religione è una invenzione umana tra le più ardite. Permette di rendere presente il dopo la morte. Anche un razionalista aspira a questo. Almeno che venga ricordato per le sue scoperte, le sue ricerche, il suo agire ed esperire. Per i cattolici il dopo morte è assicurato: dopo il perdono, ed un eventuale periodo di purificazione, ecco la resurrezione. Di tutti, a partire dal clero, monache, frati, sacerdoti, vescovi, cardinali, fino ai fedeli.

Paradiso del Tintoretto

La particolarità delle religioni monoteiste sta nella loro specificità, cioè nell’unità della immanenza e della trascendenza, in Dio. L’esistenza della trascendenza è nella personificazione come Dio. Dio è una persona, e come tale è un osservatore. Dall’alto della sua trascendenza osserva la immanenza, è l’unità di qualunque differenza, proprio per questo prende su di sé tutti i peccati del mondo.

Tanto premesso, e tentato di chiarire i limiti strategici dell’agnosticismo, si passa ad esaminare il sistema medicina, e il suo rapporto con l’epidemia. Gli aspetti economici sono già stati esaminati precedentemente.

30 aprile 2020

 

 

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