TRAGUARDO EUROPA- La capacità fiscale europea e concorrenza leale

Firenze: manifestanti dell' MFE

di Nicola Cristofaro

I sovranisti propendono per la disgregazione, appoggiati dai loro tutor, paradossalmente cinesi o russi. Sono contraddizioni, e contro la nostra storia e il bene comune. Si premette che i sovranisti non sono solo quelli che stanno al potere, come in Ungheria, o Polonia, o Olanda, ma anche quelle forze che condizionano le scelte politiche di quegli Stati che tali non sono, es, la Germania, che si ritrova con un crescente aumento di quelle forze e rischio di instabilità.

Anche se gli eurobond vengono emessi dalla UE da oltre vent’anni. Per importi specifici, es. come aiuti alla Georgia.

Perché si oppongono alcuni Stati?

Cominciamo dall’ Olanda

Europa Olanda? 

Gli olandesi partono dalla virtuosità del bilancio: debito pubblico pari al 59,5% del PIL, cioè sotto il 60%, disavanzo sempre sotto il 2%, anzi nel 2019 con avanzo dell’1,9%. 

Ebbene. Quel dato è in parte falsato. Infatti, prendiamo in considerazione il debito pubblico italiano, pari a circa 2.300 miliardi. E colleghiamolo ai risparmi del popolo italiano, pari a oltre 4.200 miliardi, la incidenza del debito su tali risparmi è pari al 50 % circa. Cioè gli italiani sarebbero in grado di sottoscrivere l’intero debito pubblico. Invece, gli olandesi non sono in grado di coprire il debito del loro stato, perché il debito pubblico è pari al 220% rispetto ai loro risparmi. Le famiglie olandesi sono tra le più indebitate dell’Europa. Sotto questo profilo il debito olandese è più a rischio di quello italiano.

Inoltre, I Paesi Bassi sono un paradiso fiscale. Tante multinazionali estere hanno la sede legale in quello Stato. Mi riferisco, solo come piccolo esempio, alla nostra FCA, cioè la ex Fiat, e a Booking– La prima, denunciando il proprio reddito in Gran Bretagna, sua sede legale, e in Olanda, sede della tesoreria della Holding, sostanzialmente non paga le imposte in Italia, oppure sottrae base imponibile allo Stato italiano. Booking: quante volte per prenotare ci siamo rivolti a tale service. Quell’agenzia incassa il 10%, a volte anche di più, dall’Hotel, o ristorante che offre l’ospitalità. Quel denaro, che va via dall’Italia, ingrassa i conti della Booking, senza pagare imposte, forse neanche in Olanda. Che servizio rende: un clik, con personale che può lavorare in qualunque parte del mondo. Così l’Olanda incassa le imposte per fatti economici avvenuti in Italia, spostando capacità contributiva nel loro paese, sottraendola all’Italia!

Inoltre, è egoisticamente contraria agli eurobond, speriamo non al recovery fund, per un altro motivo. I loro bond, sul mercato, sono qualificati con AAA, non pagano interessi, anzi sono emessi al di sopra del valore nominale. I recovery saranno emessi con un basso tasso, quasi zero, ma sempre sopra il tasso sottozero “non pagato” dall’Olanda. Con il rischio che anche per i bond olandesi. e per quelli tedeschi, il mercato potrebbe richiedere un tasso positivo, non più negativo. I recovery diventerebbero concorrenziali a quelli tedeschi, o olandesi, e il sottoscrittore preferirà quelli della UE. 

Germania.

Germania EuropaQuel grande Paese ha una bilancia di pagamenti fortemente attiva: vuol dire che i tedeschi vendono più di quanto acquistano, con una differenza a loro favore di circa 250 miliardi di euro, che si ritrovano in cassa, liquidi. Di questi circa 10miliardi riguardano il surplus verso l’Italia. Non molto.

Il Trattato sul FUE, TFUE, art. 126, disciplina questo caso. Infatti, oltre un certo limite, il costante saldo attivo comporta lo spostamento della capacità di acquisto in un paese che non la esercita, da altri che si impoveriscono. Per cui, se es. acquisto una Mercedes, quel denaro non ritorna in Italia vendendo vestiti per lo stesso ammontare, consentendo alle nostre aziende di abbigliamento di produrre con incremento di occupazione. Questo non accade, e vi è una violazione delle norme comunitarie. La tesaurizzazione è un errore economico, perché non mette in circolo denaro destinato alla produzione. Questo non va bene. Pertanto la Germania non deve fare la saputella. Sarà vero che la componentistica italiana incide notevolmente, ma l’esempio è per entità assolute, non per singolo prodotto.

Come sarà restituito il recovery fund. 

Si parla a carico del bilancio UE.

Come è noto la Ue ha entrate limitate da tributi propri, quali le accise, imposte doganali, quota dell’iva degli Stati, e contributi dei singoli Stati. Il bilancio comunitario finanzia le attività comunitarie tramite fondi FSE, FERS, PAC, con i vari POR, e altri modesti interventi, e sono rapportate a quelle entrate.

Sono possibili ipotizzare altre entrate proprie, aumentando la capacità fiscale della UE, senza modificare i bilanci degli Stati, né per le loro entrate né per le uscite.

Infatti, Booking, Tripadvisor, Google, Microsoft, Apple, Amazon, Facebook,  ecc, cioè le multinazionali del web, che incassano denaro negli Stati europei, come ritorno dalle pubblicità, delle provvigioni, ecc. dovrebbero essere assoggettate a tassazione, pagando una imposta, anche sostitutiva, che dovrebbe versarsi al bilancio UE.

La UE ha la capacità di amministrare tali imposte, molto meglio del singolo Stato, che è condizionato da ricatti occupazionali. Es. l’Irlanda ha rinunciato ad incassare 13miliardi di imposte da Google per evitare che la multinazionale spostasse la sua sede altrove. L’Italia tratta con quelle multinazionali, ma concorda entrate modeste rispetto alla tassazione dei redditi di omologhe aziende nazionali (750 milioni per vari anni). Non è facile determinare la base imponibile, e riscuotere la  imposta. Da cui una imposta sostitutiva, che andrebbe versata all’Erario Ue direttamente dal soggetto erogante, cioè dal cliente nazionale.

Solo l’UE ha la forza contrattuale di imporre a tali multinazionali miliardarie di versare i tributi.

Altra fonte di imposizione, sarebbe la carbon tax.

Si tratta della imposta sui prodotti ottenuti con processi produttivi che non usano le best practices per la difesa dell’ambiente. Il virus è passato dal mondo animale all’uomo, lo spillover, perché è stato sconvolto l’ambiente in cui per milioni di anni i virus, che sono la fonte della vita, hanno trovato equilibrio di vita parassitizzando animali predisposti ad alimentarli, senza danni per il vettore. Dopo lo spillover alcuni virus, che hanno una capacità infinita di riprodursi, sono transitati sull’uomo, ancora non preparato, non disponendo ancora di un adeguato sistema immunitario.

Ebbene, la imposta deve essere applicata non solo sulle produzioni interne che violano le norme ambientali, ma anche per i prodotti che vengono importati nella UE. Perché è troppo comodo aggirare le leggi restrittive europee, spostando le produzioni in quei paesi dove tali vincoli non ci sono. Chi si occupa di tasse doganali, sa che il manuale delle merci che vengono importate copre centinaia di pagine. Ci sono delle tariffe privilegiate per quelle merci che arrivano da alcuni Stati, e tariffe più elevate per la stessa merce da altri Stati. Gli imprenditori con aziende dislocate in tutto il Pianeta, sanno aggirare tutti gli ostacoli che un ordinamento statuale stabilisce. Cosi, per fare un esempio, la importazione dell’aglio dalla Turchia sconta l’aliquota del 4%, se importata dalla Cina il 20%. Allora l’aglio dalla Cina si sdogana in Turchia, così che l’aglio diventa turca, e si importa in Europa ad aliquota agevolata. Sul punto, l’UE dispone di un organo di controllo, l’Olaf. Così es. le bici della Malesia, che vengono prodotte in Cina, arrivano in Malesia, si sdoganano, forse non escono neanche dal container, si importano come bici della Malesia, ad aliquota ridotta. bambini,lavoro Alcune lavorazioni si spostano in Indonesia ove lavorano ragazzini, non si rispetta la emissione dei fumi tossici in atmosfera, e però quella merce viene importata in Europa. Così per la plastica, la carta, i rottami, le demolizioni, ecc. Si tratta in parte dei nostri rifiuti ottenuti con la raccolta differenziata. Quella merce, arriva in Europa sotto forma di buste, di giocattoli, di articoli di arredo, ecc. Ebbene quei prodotti ottenuti in quegli Stati devono scontare una aliquota più elevata, per impedirne la produzione, o costringere quelle aziende ad usare tecnologie tali da evitare fumi. Ciò è possibile con accisa più elevata. Quell’incasso serve al bilancio europeo. E aiuta l’ambiente a proteggersi. Così anche per i rifiuti ospedalieri.

Il criterio dovrebbe essere applicato anche ai prodotti ottenuti da aziende che utilizzano lavoranti senza rispettare i diritti sindacali, di diritto del lavoro, ecc. Es. una lavorante dell’Etiopia incassa 1,5 euro al giorno. E’ chiaro che un vestito, o una maglietta prodotta in Africa, per conto di aziende cinesi, che poi esportano in Europa, costeranno poco, ma si riducono quelle lavorazioni in Europa. Anche in questo caso una accisa su quei prodotti ottenuti senza il rispetto dei diritti come riconosciuti in Europa, vanno tassati con aliquota più elevata. Quell’incasso andrebbe a finanziare il bilancio UE. 

La globalizzazione viene intesa non come specializzazione delle economie degli Stati, ma come metodo di arricchimento di alcune multinazionali, e delle loro connessioni aziendali. Infatti, la teoria dei costi comparati, ha per paradigma la diversità della produttività, e non dei costi. Cioè, per essere chiari, una sarta italiana può produrre un pantalone in un giorno, al costo di 50 euro, in Cina al costo di 20 euro, in Etiopia al costo di 1,5 euro. La produttività è la medesima, ma i costi sono diversi. Il produttore italiano si trasforma in commerciante, non produce in Italia, va in Etiopia. In sostituzione del lavoro della sarta, non si crea un posto di lavoro in altro settore, concorrenziale, di altri prodotti. Non è facile preparare una lavoratrice da sarta a lavorante per altri prodotti tecnologici da vendere all’estero. 

Tornando alla modifica del sistema fiscale della UE, le imposte da introdurre sarebbero di tre tipi:

 web tax, carbon tax, labor tax, che solo l’Europa, come entità politica capace di farsi rispettare senza inferiorità, a livello mondiale. 

Si raggiungono tre finalità, oltre agli incassi maggiori, si costringe gli altri stati a difendere l’ambiente, che appartiene al Pianeta, e a far rispettare i diritti del lavoro, che appartengono alla storia del mondo occidentale e dei diritti umani. Si pone in essere un meccanismo propulsivo che spinge quelle comunità di aggiornare i loro processi produttivi a loro stesso vantaggio. Così anche per l’agricoltura, quali gli allevamenti degli animali, coltivazioni con OGM, legno per mobili, con annesse distruzione delle foreste, senza criterio. Occorre limitare gli acquisti da quegli Stati che violano le nostre leggi. Non possiamo condannare i loro produttori per violazioni delle nostre leggi, ma possiamo impedire alle loro merci di entrare in Europa. In sostanza, l’evasione di diritti, e il prodotto incorpora diritti, si ottiene anche spostando le produzioni in Paesi senza diritti.

EUROPA DIRITTIL’occidente deve ribadire la sua storia e la sua funzione a livello planetario, e se vuole rispettare la sua storia di lotta per i diritti, deve spingere gli altri a rispettare i nostri canoni. Così anche i nostri imprenditori saranno costretti ad essere più rispettosi delle nostre norme, in qualunque posto in cui realizzano direttamente o indirettamente, i loro prodotti. In sostanza la globalizzazione così come ora concepita, è tutta tesa ad avvantaggiare i ricchi, cioè le multinazionali, i loro manager, i politici corrotti, gli evasori, i nuovi schiavisti. La legislazione è rigida con le nostre imprese, e ciò spinge le stesse ad andare altrove. Il paese che meglio si presta è la Cina, il cui sistema politico impedisce ogni tentativo di tutela dei diritti, se non quelli che quello Stato stabilisce come diritti da tutelare.

COVID 19- La Pandemia

Con questa pandemia, che ci ha fatto conoscere la povertà dell’Europa di fronte agli elementi essenziali di difesa sanitaria personale, a partire dalle banali mascherine, la cui produzione è sparita dall’Europa, ci deve far riflettere che il domani, in tutti i sensi, non solo sulla globalizzazione, ma anche nei rapporti sociali, ed economici, va ripensato. Altrimenti non possiamo addebitare ad altri le nostre deficienze, a scapito del futuro dei nostri figli e dei figli dei nostri figli, e della Terra. 

In questo modo l’Europa ridiventa quella che è sempre stata nel mondo, faro e luce, e quegli incassi aiuteranno a pagare le rate di mutuo dei recovery bond.

IL FUTURO è gli STATI UNITI d’EUROPA

Annullare il debito pubblico dei vari Stati in possesso della BCE è impensabile, sarebbe come aver emesso denaro senza copertura, con ricadute in termini di inflazione. Il debito va pagato con gli incassi, e cioè con le imposte. Non si tratta di debito futuro per riparare danni di guerra, che eticamente potrebbe essere annullato, per questioni di aiuto ai popoli, ma di debito per spese già sostenute e che potevano essere ridotte. Sopra sono state descritte alcune imposte, che non incidono né sulla pressione fiscale degli Stati, né sulle economie nazionali, ma solo sulla ricchezza nazionale esentasse che va ai nuovi imperatori di questo secolo, ultramiliardari, cioè delle multinazionali sopra riportate. 

Dopo questo primo passo, si potrà pensare immediatamente alla costituzione degli Stati Uniti di Europa.

24 aprile 2020

 

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