Coronavirus- I dati della Protezione Civile. Si può parlare di vaccino?

Anna Gomes

di Anna Gomes

Come ogni giorno, ci arriva puntuale il bollettino aggiornato della Protezione civile.

Angelo Borrelli

Secondo Borrelli, capo della Protezione civile, siamo entrati nella “fase 2” e fino al 13 aprile guarderemo il trend dei positivi al Coronavirus.

Nella giornata di oggi 3 Aprile, i casi in Italia salgono a 119 mila, superato 1milione di casi in tutto il mondo. I positivi al Virus sono 2.339,776 decessi, con 19.758 persone guarite dal Covid-19.
Ancora lontana purtroppo la prospettiva 0 contagi.
Intanto dagli Stati Uniti, ci arriva la speranza di un vaccino-cerotto che potrebbe sconfiggere il Coronavirus.
L’Università di Pittsburgh sta testando quella che appare come una promettente possibilità, sviluppata da un gruppo di ricerca di cui fa parte il barese dott. Andrea Gambotto, laureato in medicina a Bari nel 1994.
Nel 2006 il gruppo di ricerca del dottor Gambotto, aveva già messo a punto un vaccino contro l’influenza aviaria e nel 2003 quella contro la Sars.
Andrea Gambotto

Oggi il gruppo di Pittsburg ha appena pubblicato i risultati della sperimentazione, portata avanti positivamente sui topi, su “E Biomedicine”, una rivista edita da Lancet.

Chiamato “Pitt Covacc”, il vaccino è una specie di cerotto con 400 microaghi, spiega Gambotto, che non entrano profondamente nella pelle e in 2 -3 minuti si sciolgono, senza dolore e senza sanguinamento, rilasciando l’antigene che scatena la risposta immunitaria.
La possibilità che questo vaccino protegga dal Virus Sars-CoV-2 è alta.
I tempi, dunque potrebbero non essere lunghi. “Se tra due, tre mesi avremo dati sufficienti e la situazione rimarrà pandemica come ora, potremo muoverci subito. Il nostro obiettivo è di inserirlo insieme al vaccino dell’influenza stagionale”.
3 aprile 2020

One thought on “Coronavirus- I dati della Protezione Civile. Si può parlare di vaccino?

  1. Tiberio, igienista dell’Unina (Un. di napoli), scoprì casualmente la penicillina, dalle muffe del pozzo dove si raccoglie,l’acqua. Gli accademici non la presero in considerazione, ed era già arrivato all’impeto dal topo all’uomo. (1895), 35 anni dopo Fleming annuncia la stessa scoperta: premio Nobel.
    La penicillina venne usata anche nel 1943 dal Marlene Dietriche che si ammalò a Bari di polmonite, per intrattenere i soldati Usa.
    Il figlio di un barbiere siciliano e madre toscana, da giovane studente di malattie infettive, scopre l’enzima eh combatte il virus dell’epatite C. La formula venne proposta ad una azienda italiana, ma nessuno gli credette, E’ stata acquistata da una azienda Usa e lo vende con costi altissimi.
    E adesso, Speriamo che la Divina Provvidenza aiuti questo nostro figlio per la sua ricerca conto questo virus. Però, cari scienziati, non scomodiamo sempre la Divina Provvidenza, dite che la scienza per definizione è agnostica, studiate ed anticipate. L’uomo comune purtroppo si fida della scienza, più di quanto possa servire.

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