Jojo Rabbit il film di Taika Waititi è originale ma si ride e si piange

 

di Clelia Conte

Jojo Rabbit, film diretto da Taika Waititi, tratta la vita di un bambino tedesco di dieci anni, mite e dolcissimo, Jojo Betzler (Roman Griffin Davis) che viene soprannominato “Rabbit”, appartenente alla Gioventù hitleriana durante i terribili anni della Seconda guerra mondiale.

Sam Rockwell, Scarlett Johansson, Roman Griffin Davis e Rebel Wilson
Sam Rockwell, Scarlett Johansson, Roman Griffin Davis e Rebel Wilson

Ci troviamo in Germania verso la fine della seconda guerra mondiale.  Jojo Vive con la madre, Rose (Scarlet Johansson) mentre suo padre è al fronte in Italia. Il bambino aveva una sorella deceduta per una malattia ed un amico cicciottello, Yorki con il quale frequenta un campo per giovani nazisti, con a capo il capitano Klenzendorf (Sam Rockwell).  Jojo ha anche un compagno immaginario molto particolare: una visone buffa di Adolf Hitler, interpretato dallo stesso regista del film Taika Waititi. Jojo pensa che gli ebrei siano dei mostri e che vadano uccisi finché non scopre che sua madre nasconde in soffitta una ragazza ebrea, Elsa Korr, interpretata da Thomasin Mckenzie.

La storia del film è tratta dal romanzo della scrittrice Christine Leunens, pubblicato nel 2004, “Caging Skies”, “Come semi d’autunno”.

Scarlett Johansson

Il bimbo perde la madre che vede nella piazza fra gli impiccati riconoscendola  dalle sue scarpe. Ora piange e si sente solo. Intanto stanno liberando la Germania e il ragazzino attraversa i bombardamenti. Nel caos Incontra il Capitano Klenzendorf che gli insegnava i giochi di guerra ma vengono presi come prigionieri. L’uomo si sacrifica per far scappare Jojo che in seguito incontra e saluta il suo migliore amico, Yorki. Forse però non è poi così solo: a casa c’è lei, Elsa che finalmente sarà libera!

Lo trovo un film gradevole, dolce-amaro ma anche originale. Le trovata del compagno immaginario Hitler, il contrasto fra la figura in questione e quella della ragazza ebrea che alla fine diventa l’amore del bambino che prende coscienza della vera identità degli ebrei. Egli  infine comprende che i perseguitati siano persone normali, che non mangiano i bambini e non si comportano in modo strano come gli avevano raccontato. La sua presa di coscienza è conseguente al rapporto costante e il sentimento crescente nei confronti della ragazza.  Tutto ciò spingerà Jojo a dare un calcio al buffo amico Hitler in divisa scaraventandolo dalla finestra con un calcio dopo che aveva tentato di dissuaderlo dall’essersi cosi legato ad un’ebrea.

15 febbraio 2020

 

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