La dea fortuna di Ozpetek colpisce il cuore dello spettatore e ruba un tenero consenso

 

di Clelia Conte

I protagonisti sono  un idraulico che porta i soldi a casa ed un intellettuale precario che rispecchia perfettamente il mondo d’oggi nel quale se non ti butti sui concorsi rimani frustrato. Quest’ultimo è anche ossessionato dalla gelosia e tormentato dalle inesistenti attenzioni del compagno. Siamo davanti ad una coppia gay in profonda crisi, contornata dalla mancanza di sesso e da tradimenti consumati per noia.

L’opera ci presenta una famiglia composta da elementi che non vi fanno parte. Alessandro (Edoardo Leo) e Arturo (Stefano Accorsi) sono una coppia mentre Annamaria (Jasmine Trinca) un’amica fraterna che ha due figli e che a loro volta non hanno un padre. Sono tutti legati l’uno all’altro e compongono una famiglia fuori dalle righe.

I ragazzini, vengono affidati alla coppia da Annamaria per il tempo di fare degli accertamenti in ospedale. La donna ha un male sospetto su alcune forti emicranie che la preoccupano. Da qui inizia una convivenza che spinge i personaggi ad avere una nuova visione della vita.

L’essenza del film, la troviamo nel trailer quando recita “La dea Fortuna è un segreto, un trucco magico: come fai a tenere per sempre con te qualcuno a cui vuoi molto bene? Devi guardarlo fisso, prendi la sua immagine, chiudi di scatto gli occhi, li tieni ben chiusi. E lui ti scende fino al cuore e da quel momento quella persona sarà per sempre con te”. Invece nella storia, 15 anni prima, nonostante la presenza di quella statua della divinità al primo incontro di Alessandro e Arturo, la coppia sta scoppiando e vive una crisi profonda ed inaspettata. Gli ingredienti sono l’appiattimento, la paura e la gelosia di chi pecca e pensa che a peccare sia l’altro. Chi però aiuta a riflettere e tiene legati ad un filo i due, sono proprio i  bambini di Annamaria che mostrano tanto affetto nei loro confronti a volte disarmandoli e di conseguenza rendendoli vulnerabili verso i sentimenti. Attraverso i  piccoli, Martina e Alessandro, i due riflettono sulla loro relazione e nei loro pensieri ripercorrono la loro storia anche nei momenti felici rivalutando il loro rapporto. Così piano, piano si riavvicinano ritrovando infine quella complicità ab origine. Questo accade dopo la morte della loro amica quando, andandosene a testa bassa dalla casa della nonna affidataria, baronessa Elena Muscarà (Barbara Alberti), tornano in dietro per salvare i bambini dalle sue grinfie: la megera li teneva chiusi nell’armadio come anche la figlia quando era bambina, fuggita poi dalla Sicilia per colpa della madre.

Barbara Alberti nel film

L’amore ritrovato, l’attesa di una mamma, la morte, l’infinito bisogno d’affetto mostrato dai ragazzini sono gli ingredienti che rendono il film particolarmente emozionante per la sua sostanza umana. Altri elementi che stimolano lo spettatore sono la voce dell’intramontabile Mina per la colonna sonora e il ballo orientale di tutti i protagonisti sotto la pioggia. Questo festoso momento, segna una linea retta tra, l’ultimo momento di gioia vissuto da Annamaria assieme ai suoi figli con i suoi migliori amici e la tragedia della sua morte prematura. Il conseguente vuoto lasciato, spinge Alessandro e Arturo a prendere delle drastiche decisioni.

Bravi gli attori, capaci di esprimere i sentimenti attraverso le giuste espressioni regalate ad ogni personaggio. La scrittrice- rivelazione Barbara Alberti è riuscita a dar vita e carattere al personaggio cupo ed austero della baronessa mentre la Trinca si è intercalata perfettamente nel suo ruolo di mamma con la giusta espressione preoccupata e sofferente  ma che non nasconde il suo iniziale ottimismo.

Ferzan Özpetek  con questo nuovo film ha fatto centro e raggiunge la maturità creando un film nuovo che ha un gusto amaro ma è anche di trama inusuale.

One thought on “La dea fortuna di Ozpetek colpisce il cuore dello spettatore e ruba un tenero consenso

  1. il messaggio finale del film, per me consiste nella apertura all’esterno, a qualche ideale, con non può essere il tradimento per sesso, fosse anche di gruppo,come necessità per vivificare una qualunque relazione. In questo caso il regista ha scelto due bambini, lasciati da una loro amica, per motivi di salute, e non consegnati alla nonna, orca. Lotta per la sopravvivenza dei bambini, di un loro futuro, che trascina tutti quelli che sono vicini, per amore e per rafforzare il loro legame.

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