TRANI SUL FILO: dopo il grande successo si pensa alla terza edizione

Si è chiusa tra applausi ed entusiasmo, direttamente dallo chapiteau che ha campeggiato dal 21 dicembre 2019 all’Epifania 2020 in piazza Gradenigo a Trani, la seconda edizione di Trani sul Filo, il festival del circo contemporaneo. Un’onda travolgente dai numeri importanti, già per gli spettacoli, alcuni dei quali completamente gratuiti. Quattordici titoli in quindici giornate di spettacolo, un Gran Galà di Capodanno, un ape-car trasformato in libreria. E poi ancora acrobati, giocolieri, fantasisti, cantastorie, flashmob, mostre diffuse che per tutta la durata di questo secondo atto hanno fatto risplendere i sorrisi di grandi e piccini, ricordando a tutti noi l’importanza di non perdere mai il nostro “sguardo bambino”. Una delle più belle città del litorale pugliese è stata completamente travolta da una caleidoscopica valanga di eventi, omaggio sincero ad un’arte rinnovata, capace di comprendere divertimento e poesia, teatro e danza, gioco di prestigio, acrobazia e clownerie. È la magia del circo, bellezza! – parafrasando Richard Brooks. Un’edizione particolare questa, dedicata a due giganti della cultura italiana a cento anni dalla loro preziosa nascita: il cineasta italiano forse più famoso al mondo, Federico Fellini, e il grande scrittore Gianni Rodari, che ci ha fornito lenti speciali per ricordarci che anche gli esseri umani sotto il metro hanno dignità. Alla figura dello scrittore, poeta e pedagogista è stata dedicata la biblioapecar di Miranfù con la “Biblioteca Rodari, i suoi libri e la sua fantasia”, una piccola libreria viaggiante che con Enzo Covelli ha proposto testi, pensieri e le storie di un maestro, confermando la sua vocazione di promuovere con il gioco la lettura presso i più piccoli. E anche la brava attrice Maria Elena Germinario di Marluna Teatro ha raccontato ai più piccoli le meravigliose storie inventate da Gianni Rodari nello spazio de L’Orecchio Acerbo. Al grande regista riminese è stato riservato invece per lo Speciale Fellini grazie al Circolo Dino Risi di Trani, a cura di Lorenzo Procacci Leone e Anton Giulio Mancino, l’incontro con Gianfranco Angelucci, sceneggiatore del film di Fellini, premiato a Cannes, l’Intervista del 1987, che ha ricordato al numeroso pubblico di cinefili e appassionati “Segreti e bugie di Federico Fellini”. Misteri, illusioni e verità inconfessabili raccontate da un testimone, amico, collaboratore e allievo del Maestro. A completare l’omaggio il Notturno Fellini “Cabiria e le altre notti”, una non stop dei suoi film più ispirati dal mondo del circo, La strada, Le notti di Cabiria, 8 ½, I Clown, Roma, Amarcord, un’intera notte a guardare sulle volte del nobile Palazzo Beltrani, sdraiati su letti e sdraio da mare, a ricordare la Rimini del regista.

Due le presenze che hanno caratterizzato maggiormente il tempo che ha separato il Natale dall’Epifania: il MagadaClan, un collettivo di venti sognatori, tutti giovanissimi, cresciuti nelle migliori scuole di circo tra Torino e Bruxelles, e Girovago e Rondella, una famiglia di circensi nomadi e “mobili”, visto che si esibiscono abitualmente in un TeatroBus e un CamionTeatro, poetiche le loro opere “minuscole”. Molto apprezzati anche gli artisti straordinari che hanno animato tutto il cartellone di Trani sul Filo come gli acrobatici Black Blues Brothers, la travolgente Rita Pelusio, i fantastici Baccalà, il magico teatro di Alessandro Serra, la stravagante coppia di Nando e Maila, oltre le complicità della Conturband e del Complesso Bandistico Mascagni di Trani per il Gran Galà di Capodanno.

A Trani per due anni consecutivi si è voluto investire in un’arte, quella del circo contemporaneo, che a queste latitudini è difficile vedere. Anche grazie a questa kermesse, dunque, la città si conclama turistica per l’offerta culturale che riesce a proporre ad un pubblico che non è solo locale, ma di ampio respiro geografico. I ringraziamenti, dopo un impegno organizzativo così imponente, sono d’obbligo. Dall’amministrazione comunale di Trani, al direttore artistico Carlo Bruni, dal custode dell’impresa Niki Battaglia, alla preziosissima Associazione delle Arti, impegnata nella cura di ogni dettaglio, dal sostegno del Teatro Pubblico Pugliese per finire alla Regione Puglia, indispensabile sodale grazie al capitolo #WeareinPuglia, veicolo di promozione turistica per una città che ha scelto l’Assessorato alle Culture e il plurale per pensare il suo futuro. Lo conferma l’assessore alle Culture della città di Trani Felice Di Lernia che commenta positivamente: «la seconda edizione di Trani sul filo ha avuto un successo che va ben al di là delle nostre pur ottimistiche previsioni. Abbiamo inanellato una serie di sold out e offerto spettacoli di livello internazionale che hanno incassato una serie di standing ovation da parte di un pubblico eterogeneo ma compatto nel rispondere entusiasticamente. Voglio soprattutto sottolineare le tantissime presenze provenienti da fuori Trani (e non solo dalle città limitrofe) e la quantità di bambini che hanno coronato il successo».

All’ideatore della rassegna il compito di prospettare e immaginare già il terzo atto. «Sorpresi. Si, anche se potrà sembrare enfatica come espressione, mi sembra quella più adatta a rappresentare un successo che ha superato ogni più rosea aspettativa». – Così commenta il successo del secondo atto di Trani sul filo il suo direttore artisticoCarlo Bruni. «Come se Trani, i suoi cittadini (che dire dell’entusiasmo manifestato dai sempre critici commercianti!), il pubblico e la stessa piazza Gradenigo aspettassero da sempre questo evento. Abbiamo lavorato intensamente, ma ogni sforzo è stato gratificato da una risposta che non solo lo ha compensato, ma ha certamente prodotto un credito che, mi sembra, dovremo presto restituire. Grato alla squadra organizzativa guidata da Niki Battaglia (mai cognome fu più appropriato), all’associazione sempre vigile Trani Soccorso, ad un’Amministrazione costantemente vicina, agli artisti ospiti, le cui qualità hanno assicurato il vero contenuto e al tempo che, nonostante il vento, è stato clemente. Mi sembra che sia d’obbligo l’atto terzo».

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