A Storie Italiane di Eleonora Daniele. Rivolta contro la definizione di “Gigante Buono” abbinata a Massimo Sebastiani

Eleonora Daniele- storie vere-

 

di Romolo Ricapito
Massimo Sebastiani e Elisa Pomarelli

Ho assistito su Rai Uno a Storie Italiane (eccellente trasmissione  condotta  dalla mia amica Eleonora Daniele)  a un dibattito nel quale veniva riportata l’indignazione dei social e di molti personaggi noti ( tramite i loro tweet) di ” Il Gigante Buono” abbinata a Massimo Sebastiani, l’uomo che dopo una lunga fuga ha ucciso strozzandola una sua cara amica, Elisa Pomarelli, perché non corrispondeva la sua passione.

Ricordo altre definizioni; da bambino sentivo sempre parlare del Biondino dalla Spider Rossa.
Da adulto, della Mantide di Cairo Montenotte.
Ma anche (leggendo vecchie cronache) della Belva di via San Gregorio.
L’accusa per  definire  nei titoli dei loro articoli il gigante buono” l’omicida Sebastiani è contestata ai giornalisti.
Un giornalista in studio ha però specificato che quel termine è stato riportato perché i compaesani dell’assassino così denominano l’assassino, ritenendolo a torto innocuo e pacifico.
La mia opinione: assolvo i giornalisti.
Però si dovrebbe  iniziare a evitare i soprannomi, in generale.
Mi irritano inoltre  termini come la Cantantessa, il Blasco, il Komandante, etc etc usati ad esempio per i cantanti.
Limitiamo i nickname, mentre a livello giornalistico ci si può sforzare di non inventare, o riportare definizioni che etichettano i personaggi della cronaca, in senso sia positivo che negativo.
26 settembre 2019

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