Da Genoveffa a Noemi, come cambiano le denominazioni delle bambine

 

di Romolo Ricapito
Sono rimasto colpito da alcuni nomi femminili letti sui manifesti funebri della mia città, che ho memorizzato involontariamente nel tempo perché desueti: Eustocchia, Calpurnia, Genoveffa.
Così venivano battezzate le donne più di 80 anni fa.
Questi decessi infatti si riferiscono infatti ad anziane signore.
Certo, non tutte le bambine venivano battezzate con nomi così “originali”, ma un tempo si “osava” di più caratterizzando “a vita” le persone con più inventiva, oppure replicando nomi di nonni e zie.
Adesso è tutto più convenzionale: in piazza ho ascoltato chiamare ripetutamente dalla nonna la sua nipotina che si era allontanata per giocare: “Noemi, Noemi”.
Questo  nome esotico, pronunciato e declamato con una spiccata cadenza dialettale barese, risultava straniante.
C’è stata un’epoca, gli Ottanta, nella quale si chiamavano i bambini e in particolare le bambine con i nomi delle protagoniste delle soap opera.
Adesso ci si atteggia a replicare modelli che passano rapidamente di moda, mentre, a sorpresa negli ultimi anni, è riapparso ed è molto usato il nome proprio di Sofia, che è anche quello di un’icona nazionale: la Loren.
3 agosto 2019

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