Cassazione abolisce il “panino da casa” nelle mense scolastiche. E’ polemica

 

di Romolo Ricapito
Scuola. La Cassazione dice “no” al panino da casa nelle mense scolastiche.

Giusto, ma anche poco romantico.
Non vorrei sembrare nostalgico ma negli anni Sessanta il panino da casa era ancora una tradizione molto in voga,  nelle sue varie declinazioni.
Durante il boom economico ma fino ai tardi anni Settanta, andava forte un “Carosello” che ogni tanto veniva riveduto e corretto.
La classica mamma italiana riforniva di panini spalmati di una nota crema al cioccolato e nocciola i suoi pargoli che allegri e soddisfatti gustavano quel “bendidio” tra i banchi durante la ricreazione.
Più prosaicamente, il panino alla mortadella era parimenti ambito. E pazienza se sporcava i quaderni con  grande rabbia e riprovazione  delle maestre.
Emergono dalla memoria collettiva racconti ante litteram quasi da libro Cuore.
Il panino al formaggio, o al salame e formaggio, preparato dalla mamma casalinga e proletaria che veniva ambito dal ragazzo ricco: allora egli scambiava una delle prime merendine industriali con la merenda casereccia del figlio del muratore.
In definitiva, la cacciata del panino da casa rende la scuola più moderna, ma anche più arida sotto il profilo social-gastronomico.

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