“I miei Figli studiano all’estero” : la polemica Anti-Vip

di Romolo Ricapito
E’ diventata ormai una prassi consolidata il volere dichiarare pubblicamente, da parte di taluni personaggi dello spettacolo affermati (oltre che naturalmente famosi e ricchi) di avere mandato i propri figli a studiare all’estero: Università americane o inglesi tra le più prestigiose, certe materie come l’economia aziendale e branche del marketing quelle più richieste.

Tale forma, diciamo così, di enfatizzazione della genialità dei propri pargoli nasconde sicuramente, o probabilmente, un narcisismo che diventa anche antipatico.
Passa il contenuto che le scuole italiane e più specificamente gli atenei del Bel Paese facciano schifo, o siano comunque considerati inadatti per ospitare questi fortunati figli di conduttrici televisive, attori e produttori cinematografici e finanche  giornalisti d’assalto.
Le vanterie dei figli istruiti all’estero fanno il paio con l’ingenua e orgogliosa tendenza degli anni Sessanta che vedeva i padri e le madri piccolo-borghesi faticare per mantenere  i figli all’Università.
Una laurea in medicina era la più ambita da questi giovani,  seguita più o meno a pari merito da giurisprudenza e ingegneria.
In un  mondo di valorizzazione sempre più del denaro, le materie più richieste attualmente  da questi figli di Supervip .sono quelle che ruotano come, accennato, al denaro. Ovvero il modo più efficace di  gestirlo, conquistarlo e amministrarlo.
Certamente la frequentazione di atenei stranieri è propedeutica all’emigrazione di cervelli, che se effettuata in massa depaupera la nostra nazione di giovani preparati ed esperti.
Nel caso  dei figli dei Vip però,  detto senza nessuna acrimonia: emigrassero pure!
Ma sarebbe meglio l’emigrazione in massa, al posto dei figli-Vip, dei loro padri e madri il cui percorso artistico è stato coronato da successo, meritatamente o meno, ma il cui consenso ottenuto dal pubblico è stato un viatico per montarsi la testa e non, come dovrebbe essere più logico, mantenersi umili e ringraziare la buona sorte, educando i figli all’essenziale e non al mondo delle semplici apparenze.
29 luglio 2019

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