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Quel Giorno D’Estate: suggestivo film sul rapporto zio-nipote sullo sfondo della splendida Parigi

di Romolo Ricapito

quel giorno d'estate-filmAmanda diretto da  Mikhaël Hers, al quale è stato appiccicato il titolo italiano Quel Giorno d’Estate,  però più suggestivo, è una parabola sulla famiglia moderna scomposta, ovvero formata da Sandrine (Ophelia Kolb) e dalla figlioletta di 7 anni Amanda (Isaure Multrier) spesso affidata al giovane zio 24enne David (pronuncia: Davìd) interpretato dal bravissimo protagonista Vincent Lacoste.

Il padre della piccola non si sa che fine abbia fatto. La madre di Sandrine e Davìd è inglese e vive in Patria, quasi rinnegata dai figli, o dimenticata. Di lei sapremo qualche notizia in più nel secondo tempo.
Sandrine, che è insegnante d’inglese di piccoli alunni anche problematici, muore al parco in una sparatoria attuata da terroristi (probabilmente di matrice islamica) che ammazzano casualmente villeggianti impegnati in pic nic, viandanti, proprietari di cani a passeggio etc.
In seguito, nel giovane Davìd maturerà piuttosto presto l’idea di diventare il tutore della nipotina (ma anche di adottarla legalmente ), che nel dopo-lutto dorme qualche sera in casa di una zia di mezza età , Maud (Marianne Basler), affettuosa ma un po’ algida, proprietaria di un “bianco coniglio” che diventa l’animale domestico preferito della bambina.
La scenografia splendida  e naturale della pellicola è la Parigi d’oggi, raffigurata in spazi ampi e ariosi, strade e ambienti privati.
La capitale è attraversata in bicicletta da Davìd, che per mantenersi svolge dei piccoli lavoretti e vorrebbe fidanzarsi con la bella Lena (Stacy Martin)  conosciuta però  da poco. Il giovane veste soltanto con t-shirt colorate : nel corso del film ne cambierà parecchie.
L’intenzione di accasarsi viene accelerata dall’esigenza di trovare una famiglia tradizionale per badare alla nipote orfana.
In mezzo, incontri casuali e scene commoventi che coinvolgono i due protagonisti,Vincent  Lacoste e la piccola, bionda e bravissima Isabelle Multrier.
C’è classe, intelligenza e sensibilità nel toccare temi importanti, familiari, che  si legano però alla minaccia costituita da eventi terroristici e che proprio nei giorni scorsi hanno coinvolto anche la città di Lione, per fortuna soltanto con feriti e non irreparabili conseguenze.
Va detto che su una trama abbastanza semplice il regista e sceneggiatore Mikhaël Hers ha elaborato un film completo, elegante, senza apparenti sbavature e giustamente commovente, senza però ricorrere ad artifizi per smuovere a compassione lo spettatore. Questa pellicola si attesta senza costrizioni o forzature all’interno di un cinema davvero europeo e competitivo, con una marcia in più, distante anni luce (purtroppo) dalle forzature dei film italiani, quasi tutti  composti da commedie con cast risaputi.
In un piccolo ruolo, quello della madre di Lena, la cantante e attrice Elli Medeiros ma Quel Giorno d’Estate si completa nel secondo tempo con un viaggio a Londra dello zio con bambina al seguito per incontrare la nonna della piccola nonché madre del giovane Davìd. Alison è interpretata dalla veterana Greta Scacchi.
Il distacco tra l’estranea (cioè percepita come tale) e il figlio è però una cortina pronta a dissiparsi, in un ristabilire degli affetti perduti o lontani.
Quel Giorno d’Estate, presentato all’ultima Mostra del Cinema di Venezia, si candida idealmente come uno dei film più riusciti della stagione.
2 giugno 2019

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