Ilona Staller: “vendo tutto”. Icona della Prima Repubblica, suo malgrado

 

di Romolo Ricapito

La storia di Ilona Staller, che ha messo in vendita in un’apposita asta le sue mutande usate (ma anche l’attico romano, l’abito della prima giornata al Parlamento dopo la sua contestata elezione, il pianoforte a coda etc. è un po’ la metafora della Prima Repubblica “svalutata” dalla nuova politica che ha innalzato nei ruoli principali innovatori, esperti di social, rottamatori.

“Cicciolina” poi veniva dal cinema hard, ma  ancora prima faceva la modella e la “speaker” sexy dopo l’avvento delle radio private, nel 1976 o giù di lì, a “radio Luna”.
“Politica e sesso, politici e amanti, belle e spregiudicate, politica e potere e perdita dello stesso”. Questi sono stati invece gli anni Ottanta.
Suo malgrado l’ex pornostar italo-ungherese è un personaggio nostalgico, che confessa di non fare l’amore da tre anni. Gli uomini si spaventerebbero di lei, pensando che sia esigente in camera da letto e scappano.
Certo, la Staller non è più giovanissima, ma ha alla sua il merito di reinventarsi come “icona di se stessa”.
I suoi fans di un tempo hanno i capelli bianchi e la considerano roba d’archivio, al pari di certe star del muto come Mae West che, scaduto il “periodo d’oro,” vivevano di ricordi.
I giovani non la seguono: scoprono il sesso su internet e non esiste più il fascino del proibito, di entrare in un cinema “a luci rosse” per sperimentare nuove sensazioni.
Nonostante ciò, proprio per il suo passato turbolento e una notorietà pregressa, che la riporta ogni tanto di attualità, Ilona Staller è da considerarsi una sopravvissuta della Prima Repubblica, una “non politica” della quale viene ricordato sempre di avere fatto parte di una sola legislatura, come unica pornostar mai eletta in un Parlamento. Tanti suoi colleghi onorevoli, capaci e non, sono stati ormai dimenticati.
12 aprile 2019

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