Francavilla Fontana- Commissione Pari Opportunità. Intervista all’assessore Sergio Tartarano

di Clelia Conte

Con Riferimento all’articolo http://www.gazzettadaltacco.it/2019/01/11/francavilla-fontana-insediata-ufficialmente-la-commissione-pari-opportunita/

Lo scorso 8 Gennaio, si è insediata ufficialmente al Castello Imperiali di Francavilla Fontana la Commissione Pari Opportunità composta da nove donne e un uomo, oltre che all’assessore al ramo Sergio Tatarano membro di diritto, che ha predisposto una serie di iniziative in atto. Mi sono incuriosita di questa iniziativa ed ho voluto approfondire l’argomento chiedendogli di rilasciarmi un’intervista.

Assessore Tartarano, com’è nata l’iniziativa di insediare la commissione di pari opportunità?

Sergio Tartarano

La Commissione Pari Opportunità è stata istituita nella scorsa consiliatura, sicché abbiamo semplicemente raccolto il testimone e proseguito un’esperienza positiva intrapresa da chi ci ha preceduti. Piuttosto, il nostro obiettivo è stato intervenire per modificare il regolamento ed ampliare le maglie per le candidature (che oggi sono aperte a qualunque cittadina o cittadino interessato e che invece prima erano riservate a persone facenti parte di associazioni). Inoltre abbiamo ampliato anche le finalità della Commissione, che oggi opera ponendosi l’obiettivo di superare qualunque forma di discriminazione, sostanzialmente ricalcando quanto previsto all’art. 3 della Costituzione. Questa è una novità sostanziale che ritengo importante e qualificante.

-Perché come primo argomento nella riunione dell’8 gennaio avete scelto la comunicazione e l’uso della lingua?

Dalla prima riunione è emerso come, soprattutto in un momento storico di monopolio dei dibattiti da parte dei social, la grande urgenza sia quella di intervenire alla radice per offrire spunti riflessivi su un uso consapevole della parola e del modo di comunicare tra di noi. Parlare di violenza di genere, ad esempio, rischia di essere un esercizio sterile se non ci si rende conto che quelle stesse persone che aderiscono meccanicamente alle campagne lanciate dalle istituzioni sono coloro che ogni giorno contribuiscono a discriminare in base al sesso o all’orientamento o al colore della pelle. Un primo obiettivo concreto sarà quindi quello di adottare come Amministrazione un linguaggio non sessista, sforzarsi cioè di superare la declinazione dei nomi al maschile, sull’esempio di diversi Comuni del centro e del nord Italia, che hanno adottato delle linee guida in continuità con le raccomandazioni per un uso corretto del linguaggio. In questa ottica, peraltro, la Commissione che fa capo al mio assessorato ha appena licenziato il nuovo regolamento del consiglio comunale dei ragazzi e delle ragazze, scritto proprio applicando questi criteri. Sono i primi passi di una nuova fase storica.

-Lei pensa che nella sua città di Francavilla Fontana ancora esista una certa discriminazione sia nell’ambito lavorativo che in quello circoscritto alle mura familiari?

Francavilla non è purtroppo diversa da tante altre realtà del Sud Italia e paga certamente una mancata azione in profondità sui temi della sensibilizzazione alle pari opportunità: il livello di maturità della cittadinanza è sempre proporzionato a quello delle istituzioni e della politica, che evidentemente nella nostra realtà hanno seminato poco negli anni ma devo dire soprattutto che quando lo hanno fatto il loro è stato un intervento estemporaneo, sporadico e non organico. C’è tanto da lavorare e i casi di discriminazione che emergono sono solo la punta dell’iceberg di un ritardo che purtroppo esiste e va sradicato in profondità. Ecco perché, torno a dire, l’esigenza è partire da una nuova idea meno superficiale e dalla tutela del più debole e far sentire la presenza delle istituzioni .

-Quanti pregiudizi ancora da superare tra i giovani?

Paradossalmente le giovani generazioni costituiscono terreno più fertile di quanto non siano le persone sopra i cinquant’anni: i social, anche in questo, sono istruttivi e ci dicono che il mondo dei cosiddetti adulti è spesso incapace di costituire un esempio valido. Per le fasce più giovani, invece, c’è speranza di cambiamento: dipende da noi. Un esempio è quanto avviene con tematiche (penso alla sensibilità sull’ambiente) sulle quali il lavoro di semina di questi decenni soprattutto nelle scuole, alla lunga, ha prodotto una crescita innegabile. La strada è quella anche sulla parità di genere e sull’accettazione delle differenze, ma bisogna partire prestissimo, fin dalla scuola dell’infanzia.

-L’obiettivo da raggiungere sarà duro e faticoso?

Se non lo fosse, basterebbe il lavoro di chiunque. Invece gli strumenti che come Amministrazione ci siamo dati ritengo, con un briciolo di presunzione, siano adeguati allo scopo.

1 febbraio 2019

 

Lascia un commento