Maria Regina di Scozia: assolutamente da Oscar

 

di Romolo Ricapito

    

Maria Stuarda- ritratto originale
Saoirse Ronan in Maria regina di Scozia

Maria Regina di Scozia della regista Josie Rourke, proveniente dal teatro, è ciò che un film storico dovrebbe sempre essere, per piacere: cinematografico per scenari, montaggio e tempi, esaustivo ed esplicativo, ma non pedante.

La regina Elisabetta- ritratto d’epoca
Margot Robbie in Maria regina di Scozia

Infatti la sceneggiatura di Beau Willimon, attivo anche in tv, riesce a interessare riguardo le vicende ataviche  innovandole con un’attenzione speciale all’umanità dei personaggi, principalmente i due femminili, Maria Stuart (o Stuarda) ed Elisabetta.

Saoirse Ronan-Maria Stuart

Oltre a rendere chiari avvenimenti molto ricchi di particolari, eliminando il superfluo, si sfruttano dialoghi che valorizzano le personalità, le intimità, gli affetti e gli odi, oltre che le ambizioni, mentre gli eventi  storici comprovati  sono mostrati oltre che dal contesto narrativo, dalle didascalie iniziali, finali e dall’io narrante di Maria, ma anche tramite della sua rivale Elisabetta.

E così alle cavalcate della regina protagonista si accompagnano complotti di corte, scene di sesso finalizzate alla riproduzione e dunque alla continuità dinastica, mentre l’epifania si raggiunge col confronto regale tra le due sovrane nell’ultima mezz’ora, allorquando le  regine di sangue (sono cugine)  si confidano, a distanza, la rispettiva solitudine.

Tale solitudine è presente sia nel ruolo che il destino ha loro affidato, che nel portare avanti l’esistenza, nel primo caso con una gravidanza fortemente voluta da Maria, che vedrà il figlio Giacomo diventare erede dei due regni nel futuro prossimo  mentre dall’altra parte Elisabetta, sterile, non tollera l’ambizione della cugina, quella cioè di volere  essere nominata come colei che le succederà sul trono d’Inghilterra.

Ma la materia è assai più complicata. Infatti come Maria osserva verso l’inizio, le leggi sono fatte dagli uomini, dunque anche se la figura femminile in questo caso  è quella che dovrebbe comandare, in realtà essa è preda delle manipolazioni della corte, compiute da spietati Lord assetati di potere, con l’aggiunta di predicatori esaltati come John Knox, calvinista.

Margot Robbie- Elisabetta

Questo vale per Maria come per Elisabetta, con l’aggiunta del fatto che  il marito della prima,  Lord Darnley (Enrico Stuart)  è un altro discendente diretto per il trono, grazie a  parentele illustri.

Nel film è sottolineato come Maria Stuart sia di educazione francese, oltre perché vedova del primo marito  Francesco II re di Francia, in quanto fu cresciuta proprio alla corte  di Caterina de’ Medici.

La sua perfetta padronanza dell’idioma d’oltralpe si evince da dialoghi che avvengono in questa lingua, spiegati con sottotitoli; inoltre Maria è una sovrana illuminata, perché dalla sceneggiatura emerge la sua tolleranza ante litteram verso l’omosessualità, rappresentata dal musico di corte Davide Riccio, italiano. Ella, oltre a proteggerlo, tollera la “relazione” col proprio marito, che abituato all’alcol, non fa differenze di sesso in camera da letto.

Un altro aspetto della scarsa libertà di agire per  Maria Stuart è il conflitto col fratellastro Giacomo Stuart, leader dei protestanti che le impedisce di governare, tramite ricatti e imposizioni

Va detto che la pellicola si segue con grande interesse e senza interruzioni provocate da ipotetiche scene superflue o non necessarie, oppure noiose.

Saoirse Ronan – Maria

Questo merito si sposa con la bravura delle interpreti, in passato candidate all’Oscar, Saoirse Ronan e Margot Robbie.

Ovviamente la Ronan è sempre in scena, mentre la Robbie ha un ruolo più sofferto e dimesso per quanto riguarda l’introspezione.

Della regina inglese vengono illustrate le frustrazioni per la mancata maternità e finanche in minoranza come “rivale” dell’altra sul piano fisico, dovendo recedere dal confronto in quanto meno attraente.

Tale complesso si evince dalla scena nella quale ella non si mostra alla cugina, ma alla fine le rivela che sotto la splendida parrucca c’è un testa semi-calva.

Questa ricostruzione, non si sa quanto realistica, ma vieppiù  romanzata, è resa per descrivere i personaggi come più umani e meno divini.

Ovviamente queste forme di attualizzazione non vengono forzate ma sono giuste per avviare certi contenuti di attualità con l’oggi, che si avvertono anche nell’asprezza e falsità di una politica che non esclude i colpi bassi per ottenere i risultati che offrono il dominio sulle idee, sui sudditi e le corti.

Margot Robbie.-Elisabetta in Maria regina di Scozia

Va detto che al film non ha giovato l’uscita contestuale  di La Favorita,  che è candidato a 10 premi Oscar e riguarda sempre argomenti  “reali”, ma spostati di un paio di secoli in avanti riguardo la Gran Bretagna.

Cosicché a Maria Regina di Scozia sono rimaste le nomination per costumi e make up mentre Margot Robbie si è dovuta accontentare della nomination come non protagonista ma non agli Oscar ma presso altre kermesse cinematografiche.

31 gennaio 2019

One thought on “Maria Regina di Scozia: assolutamente da Oscar

  1. Mary Stuart è stata oggetto di una ventina di opere liriche tra ottocento e novecento. La più nota è quella del bergamasco Gaetano Donizetti. Prima al San Carlo di Napoli il 1834, ma la prima assoluta è del 30 dicembre 1835 alla Scala, con Malibran. ultima rappresentazione nel 1865, poi riesumata a Bergamo nel 1958. al Festival della Valleditria di Martina Franca è stata rappresentata nel 1979 con una formidabile, soprano, Viorica Cortez, nel ruolo di Elisabetta

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