A lezione con Cristina Scabbia dei Lacuna Coil. Masterclass alle Accademie Lyzard

Cristina Scabbia con gli stagisti

di Gianluca Gelsomini

 foto di Katerina Santoro

In una serata fredda l’atmosfera viene riscaldata dalla passione per la musica in quel di Foggia alle Accademie Lyzard per la Masterclass tenuta dalla ben nota, a giusta ragione, Cristina Scabbia. La vocalist dei Lacuna Coil, donna dai modi molto affabili e artista dalla professionalità innata, ha concesso un’intervista in cui come in un libro aperto si è raccontata nei suoi inizi, che ora andremo a scoprire, ad un pubblico limitato.

E’ stato ben chiaro fin da subito che l’intento dell’evento non fosse una lezione di canto bensì una conversazione, farcita da preziosi consigli, su come affrontare nel modo giusto la carriera musicale, sia nei suoi risvolti pratici ma soprattutto in quelli psicologici. Quando dagli organizzatori è stata posta la prima domanda ovvero quanto fosse importante l’energia nella musica, nella passione (per le coincidenze del caso la sala del convegno era intitolata proprio “Sala Energia”), la cantante ha subito ben chiarito, come da brava docente (appellativo che lei con somma modestia rinnega), che chiunque voglia intraprendere la carriera musicale debba fare i conti con una serie di sacrifici, che siano familiari ma anche prettamente logistici. Fare i conti con gli orari, i problemi quotidiani, richiede un grande quantitativo di energia perchè come è ben noto, the show must go on. Non per ultimo lo studio e la padronanza del proprio strumento, nel suo caso, la voce.

Cristina Scabbia e la reporter di Gazzetta dal Tacco Caterina Santoro

Cristina, benchè oggi non si direbbe data la sua grande presenza scenica, inizia come una cantante molto timida e tale caratterialmente lo è tuttora, come lo si evince da un video mostrato a proiezione di uno dei primi concerti live in cui lei era “con gli occhi chiusi ovviamente, perchè nessuno mi deve vedere, non esisto”. Intorno ai 17-18 anni le sue prime esperienze in un mondo completamente diverso dal suo ovvero quello della musica dance/pop, che lei prende allora come diversivo, un modo per poter cantare, rigorosamente senza però prestare il suo nome e la sua immagine per evitare di essere accostata a quella dimensione. Successivamente l’incontro con gli altri membri dei Lacuna Coil nel più classico dei modi, la stessa frequentazione del pub metal “Midnight” a Milano, vero e proprio ricettacolo di artisti come la consuetudine di questo genere musicale presenta, in quanto genere di vera e propria musica suonata e sentita, creata concretamente anzichè artificiale e plastica come in altri generi. Nel 1996 il primo nucleo della band con lei inizialmente come corista, per via dell’iniziale reticenza all’avere una donna nel gruppo, in via generale in una scena musicale in cui le donne non erano ancora, con sommo errore e maschilismo, contemplate. Ci si alternava tra lavoro in un negozio e ore notturne di registrazione quando, attraverso il fax, la risposta positiva al demo da parte della casa discografica Century Media Records. Le basi per il futuro della band (che inizialmente si chiamava Ethereal) erano ormai gettate, anche se la cantante ha tenuto a sottolineare il punto di vista educativo della vicenda, ovvero che per il sostentamento all’epoca c’era bisogno di svolgere più lavori contemporaneamente alla musica, nonchè il sostegno delle rispettive famiglie.

Dopo il suo excursus personale Cristina ha elargito numerosi consigli per chi intende fare della musica un lavoro, sottolineando l’importanza dell’avere confidenza con il palco, prendersi il giusto tempo per conoscerlo e calcarlo prima della performance musicale. La necessaria identità che va a crearsi coi fans, data dal trucco di scena e in generale dal modo di presentarsi. L’importanza del songwriting, acquisita dopo il lavoro con Don Gilmore (produttore, tra i tanti, di Fallen degli Evanescence e Meteora dei Linkin Park), la coscienza di sentire ogni parola come se si stesse raccontando una storia. Il generale parallelismo tra il palco e la tela di un artista che, per disegnare l’opera, deve sentirla nel profondo dell’anima.

Consigli che sono sfociati anche in trucchi pratici del mestiere su come salvaguardare la propria voce (dormire almeno 8 ore al giorno, idratarsi a dovere, evitare il caffè e lo stomaco pieno) e su come fermare le idee prima che si perdano, rendendole tangibili su qualcosa di scritto che non sia volatile, ponendo l’attenzione più alla musica che non a qualcosa di precostruito sul quale poi adattarla.

Il piacevolissimo convegno si è infine concluso con la consegna degli attestati ai presenti, momento nel quale Cristina Scabbia ha ancora una volta dimostrato la sua gentilezza e cordialità nell’approccio con i propri fans, che si distinguano in veri tali, persone desiderose di apprendere dalla sua esperienza, o semplici curiosi, presenti lì per farsi notare dalla star internazionale, o altri che l’abbiano conosciuta unicamente dalla sua partecipazione al talent show in veste di giudice.

20 dicembre 2018

 

 

 

 

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