Carlo Conti venerdì 14 novembre su Rai Uno: “un brutto Natale d’Oro Zecchino”

di Romolo Ricapito

Ho trovato quasi insostenibile Un Natale d’Oro Zecchino spettacolo condotto venerdì 14 novembre su Rai Uno da Carlo Conti.

Raffaella Carrà

Il motivo: la malinconia portata dai  suoi ospiti, a volte gradevoli, ma per la maggior parte visti e stravisti in un’abbuffata di retorica a buon mercato.

Lasciando da parte le solite battute sul volto scuro del conduttore, anche egoriferite, quando offriva agli invitati la palla di vetro con la neve che includeva   il proprio faccione, vorrei parlare di Raffaella Carrà.
La regina del Tuca Tuca si è presentata allo scopo di autopromuovere il suo disco di Natale.
Risultato:un insieme di aneddoti sul passato e canzoni scelte tra gli standard delle feste, non proprio riuscite: la voce della Carrà per me non si coniuga bene con le strenne a sette note.
Lino Banfi patetico, sia vestito da Babbo Natale, che quando raccontava i suoi inizi nell’avanspettacolo (moriva di fame, etc)
Si può guardare, ma repetita non juvant.
Cristina D’Avena è ormai un prezzemolo, col risultato che il suo cd di duetti non ingrana come il precedente.
Il più simpatico è stato Alex Del Piero, anche se stonato, forse perché sembrava il solito cavolo a merenda.
Poco digeribile anche J-Ax in versione strenna: a parte la canzone dedicata al primogenito, retorica e bruttina, vestito di rosso e con tatuaggi a teschio sul collo mi è sembrato più un emulo di Freddy Krueger che un folletto adatto al programma.
Cristina D’Avena

Completamente superflui e fuori contesto Ermal Meta e Chiara Galiazzo.

Red Canzian si è esibito con i figli: da quando si sono sciolti, i Pooh si sono moltiplicati, invadendo Sanremo e la discografia con musica inutile . E non rinunciano alla tv.
Orietta Berti: anche lei ormai la si vede ovunque, non solo da Fabio  Fazio.
Non dico che sia necessario mettersi da parte, ma un po’ di dieta (televisiva) gioverebbe.
Gabriele Cirilli: Carlo Conti ha ricordato a sorpresa la recente perdita che il comico ha subito con sua madre.
Tutto a sorpresa e senza nesso logico.
Dispiace, ma si poteva evitare.
Lo show si è concluso con il solito Noi che, giochino molto praticato da C.Conti nelle sue trasmissioni.
Ho escluso altri ospiti per brevità.
Alla fine ho giudicato trovato più moderni e innovativi i programmi natalizi del 1968, in bianco e nero, visti nelle Teche Rai.
17 novembre 2018

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