Intervista a Maryam Rahimi: “Il richiamo della Persia”

Clelia Conte, Maryam Rahimi e Cinzia Santoro

di Clelia Conte

 

Ha gli occhi grandi, capelli lunghi e folti: è bella! Ha un viso che richiama indubbiamente il suo paese ricco di storia e di cultura, il fascino della vecchia Persia. Scrittrice al suo sesto libro, sceneggiatrice e regista, sensibile ai problemi immigratori e all’importanza degli scambi culturali fra Paesi, Maryam Rahimi presenta il suo nuovo libro “Il richiamo della Persia”, il 20 dicembre alle ore 18.00 nella “Sala degli Uccelli” del Palazzo Ducale di Martina Franca.

Sono partita da Bari per farle un’intervista e mi ha accolto con una eleganza e garbo tipico degli Iraniani. Ci diamo subito del “Tu”.

La curiosità mi spinge a chiederle:

-Parlami in breve della tua vita e il tuo arrivo in Italia

Sono stata in Iran fino all’età di 18 anni e poi essendomi diplomata con un voto alto, il mio sogno era quello di visitare Venezia. Così mio padre per premio mi regalò questo viaggio. In Italia avevo già due fratelli che vivevano a Roma e sono rimasta per 3 mesi da quello maggiore. Premetto che io amavo dipingere e trovandomi fra le strade di Roma, in via Margutta, mi sono fermata a osservare una mostra, l’artista mi ha sorriso chiedendomi se mi piacesse ciò che vedevo. Era Fausto Battelli, venuto a mancare lo scorso 11 febbraio e noto per i suoi bassorilievi dipinti. Mi chiese se volessi dipingere per lui nella sua bottega ed io, su di giri, accettai. Così avendo un lavoro rimasi a Roma.

Clelia Conte e Maryam Rahimi

-Ti sei ambientata bene a Roma?

Certamente! L’ambiente romano mi ha fatta crescere artisticamente, mi ha fatto respirare un’aria diversa: incontravo personaggi dello spettacolo e artisti di tutti i generi.

E poi come hai conosciuto tuo marito?

Sono andata ad un concerto, ci siamo conosciuti lì ed è stato amore a prima vista tanto che ci siamo sposati subito. Avevo appena 19 anni.

Tu hai già scritto sei libri!

Si, il secondo e il quarto libro sono stati pubblicati da Medusa Editrice e adottati nelle scuole perché avevano un fine educativo. Uno racconta di una ragazza emigrata. L’immigrazione è un momento molto doloroso. Chi si trova bene a casa propria non lascia il suo Paese!

Il secondo libro si intitola, “Un pugno della mia terra” e il quarto, “Il sogno verde di Teheran”. Quest’ultimo parla di due giovani che si innamorano durante la guerra civile in Iran (il Movimento Verde).

-E il quinto libro?

Il quinto è per i bambini e si intitola, “Sara e la città di carta”. Questo è di cinque anni fa.

 

-Tu sei anche sceneggiatrice e regista, mi parli delle tue esperienze?

Volentieri! Ho fatto un progetto per venticinquemila euro e ho realizzato “Mare nostrum”, un cortometraggio proiettato al Festival di Venezia che tratta sull’immigrazione.

Il terzo film che è in programmazione, durerà quindici minuti e tratta le problematiche delle donne iraniane.

-Parliamo del tuo ultimo libro che presenterai il 20 dicembre.

Si intitola “Il richiamo della Persia” ispirato dalla mia lettura di un racconto di un autore iraniano. Così lo tradotto per fargli una sorpresa e fu pubblicato sul giornale “Valle D’Itria News”. Questa pubblicazione ha avuto successo poiché i lettori mi scrivevano in privato. Così ho pensato di tradurre altri racconti e creare una raccolta dove ho inserito anche quello già pubblicato. Ora avrei intenzione di fare la stessa cosa per l’Iran e cioè tradurre delle storie dall’italiano all’iraniano per fare da ponte fra le due culture. Nel libro che presenterò ci sono due dei miei racconti.

-Come mai ti sei trovata a vivere a Martina Franca?

Mi trovo qui per semplice destino seguendo il lavoro di mio marito ed ho due figli.

-Qual è la situazione attuale delle donne in Iran?

In Iran e leggi sono maschiliste ma le donne sono molto forti e combattive. Le donne si sono molto emancipate tanto che nelle università costituiscono il 70% degli iscritti rispetto agli uomini.

Clelia Conte, Maryam Rahimi e Cinzia Santoro
Clelia Conte, Maryam Rahimi e Cinzia Santoro

 

Dopo l’intervista ho avuto la percezione di parlare con una persona semplice, sensibile e entusiasta del suo lavoro e con tanta voglia di costruire sempre qualcosa di buono a favore della società. L’intervista è stata realizzata nella Sala degli Uccelli del Palazzo Ducale di Martina Franca. Mi hanno accolta la Presidente della Commissione Cultura, Angelita Salamina, la responsabile della redazione di Martina per Gazzetta dal Tacco, Cinzia Santoro e lo scrittore Francesco Picca che ha realizzato le foto per questo servizio.

16 dicembre 2018

 

 

 

 

 

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