Al Teatro Forma di Bari Sergio Cammariere. “Piano Poetry”, la nuova frontiera del teatro-canzone

di Romolo Ricapito

In scena al Teatro Forma per la Rassegna “Around Jazz” il cantautore Sergio Cammariere con lo spettacolo Piano Poetry.. .il Recital che unisce la musica alla voce narrante di Cosimo Damiano Damato, regista e sceneggiatore.

Il tutto ha inizio con la proiezione del video clip della canzone Dalla Parte del Mare Lontano che è in realtà un cartoon nel quale il musicista, nella parte di una sorta di Noè in versione “pianista”, è attorniato da numerosi e simpatici animali, sfidando la forza degli elementi della natura, soprattutto l’acqua e il mare in tempesta.
Appare in scena Cammariere, che elegantissimo e composto   esegue al pianoforte Sorella Mia, un brano dedicato alla sua terra, la Calabria.
Siamo in presenza di un genere jazz-canzone, con testi in rima.
La voce è potente  e ha la meglio, a volte, sulla parte musicale.
Sin dalla fine della prima esecuzione l’accoglienza è calorosa.
C.D.Damato celebra, seduto a una scrivania che contiene una macchina per scrivere, la poetessa Alda Merini.
“Era Beatles e Rolling Stones”. Citate le sue  vicende dolorose private e il giorno dei funerali di Stato. Si critica l’abbandono da parte della cultura ufficiale (quando era in vita) dell’autodefinitasi  ” la pazza della porta accanto”.
I versi sono accompagnati dal sottofondo soft  del piano di Cammariere.
Con E Mi Troverai, l’artista molto  concentrato  offre un’interpretazione raffinata ed essenziale.
Il verso “Come le rose le rime fioriscono per te” pare, per assonanza, una citazione della celebre e vecchia  canzone italiana  “Come le rose”.
Il suo partner di scena cita Erri De Luca e va detto come anche la poesia in questo contesto susciti molti  applausi.
Sussiste un’unità di stile con le canzoni. Esse, pur costituendo con i versi degli elementi disgiunti, hanno un tratto poetico comune.
“Così l’autunno è già tra i rami” è uno dei versi dedicati all’autunno : effettivamente anche le musiche composte da Cammariere hanno un sapore autunnale, ovvero nei testi delle canzoni c’è una sorta di raccoglimento e riferimento a sentimenti intimi e personali che si abbinano a stagioni fredde e meno all’estemporaneità delle atmosfere estive.
Di contro, i testi recitati e movimentati da Damato offrono un panorama della cultura europea citando scrittori e letterati di varia provenienza come Fernando Pessoa.
Viene anche raccontata  la storia romantica di Andrè Gorz, amico di Sarte, che dedicò una splendida composizione poetica alla moglie ottantaduenne Doreen.
 «Hai appena compiuto ottantadue anni. Sei sempre bella, elegante e desiderabile. Sono cinquantotto anni che viviamo insieme e ti amo più che mai… La notte vedo talvolta la figura di un uomo che, su una strada vuota e in un paesaggio deserto, cammina dietro un carro funebre. Quest’ uomo sono io. Sei tu, che il carro funebre trasporta. Non voglio assistere alla tua cremazione; non voglio ricevere un vaso con le tue ceneri…  “
Si passa a L’amore non si spiega brano di genere più “accessibile, commerciale e radiofonico” adatto “anche” al pubblico nazional-popolare mentre Damato  si avvia a celebrare la Creazione del mondo: si attribuiscono all’Altissimo difetti e sentimenti umani che alla fine si riconciliano col sacro.
Cammariere passa all’esecuzione di Il Pane il Vino e la Visione, che contiene una citazione di Dante:”fatti non fummo per essere coinvolti”, un pezzo più “impegnato” e universale che affronta i temi esistenziali dell’individuo.
C.D. Damato ci parla della  storia di  una piantagione di alberi con una citazione, ancora, di Erri De Luca e recita il Padre Nostro cambiando le parole. Questo risulta di straordinaria attualità, probabilmente casuale.
Con Quel Tipo Strano Cammariere si “europeizza” uscendo fuori dalla sua intimità e si pone tra esistenzialismo e sociale.
Con Tutto Quello che un Uomo, brano presentato al Festival di Sanremo 2003, il cantautore viene a lungo applaudito tanto che egli chiede in una sorta di bis concesso al pubblico, di cantare assieme a lui alcune strofe.
Damato ricorda Luigi Tenco paragonandolo addirittura a Marilyn  e si conclude con l’esecuzione di Mi Sono Innamorato di te e con un ricordo di Don Andrea Gallo.
Viene eseguito un bis anche se, unica nota stonata, una parte del pubblico anche dopo tale bis ha invocato in maniera chiassosa e fuori luogo ancora una replica di qualche canzone, ma si è trattato di una forzatura in quanto lo spettacolo è stato ampio e soddisfacente, dunque meritava una giusta conclusione senza inutili  obblighi.
17 novembre 2018

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