A Testa in Giù al Teatro Abeliano: Emilio Solfrizzi mattatore di una sofisticata commedia con Paola Minaccioni 

regia gioele dix

Romolo Ricapito

di Romolo Ricapito

 

* Lo spettacolo è inserito nella stagione teatrale del Comune di Bari/Teatro Pubblico Pugliese.
In scena al Nuovo Teatro Abeliano di Bari dal 15 al 18 novembre la commedia con Emilio Solfrizzi e Paola Minaccioni “A Testa In Giù-l’envers du decor” da un testo di Florian Zeller, per la regia di Gioele Dix.
Il sipario si apre su un soggiorno borghese con tanti libri.
Lei, Isabelle, scrive correggendo degli elaborati: è un’insegnante.
Lui, Daniel, si concede un whisky. E’ un editore e la scena si svolge a Parigi.
Emerge quasi subito che la coppia borghese di mezza età è costituita da due “tavole separate”.
Daniel vorrebbe ospitare per cena l’amico Patrick assieme alla nuova convivente, una ragazza di ventotto anni di nome Emma. Ma teme che Isabelle, molto amica di Laurence, la moglie di Patrick, sia contraria.
C’è da parte di Daniel  tutto un gioco di paradossi, ammiccamenti e finzioni, propedeutici per l’accettazione dell’ospitalità della nuova coppia da parte di Isabelle.
L’atmosfera transalpina  del lavoro risulta sprovincializzante, ponendo l’azione all’interno di una coppia borghese apparentemente disincantata ed evoluta.
Le varie schermaglie servono da copertura alle intenzioni del protagonista, un uomo schiavo delle apparenze e logorroico.
Il prologo introduttivo risulta comunque  un po’ troppo lungo.
Isabelle considera una donna di 30 anni circa ancora una ragazzina ( allude alla compagna di Patrick).
La coppia di mezza età gestita da Solfrizzi e Minaccioni è noiosa nell’adesione ai suoi stereotipi. Lo status altoborghese è in realtà apparente: i coniugi sono piccolo borghesi e retrogradi.
La cena è l’elemento centrale della scrittura.
Viene introdotto dunque Patrick, interpretato da Bruno Armando.
La sua recitazione è un po’ accademica mentre arriva poco dopo  Emma, alla quale dà volto e corpo Viviana Altieri.
La giovane donna indossa inizialmente  un impermeabile corredato da una pelliccetta di coniglio che diventa subito oggetto di irrisione.
Emma quindi  in corto vestito rosso, ammalia per la sua sanguigna sensualità, soprattutto il padrone di casa.
Gli stimoli esterni (visivi) sono fonte di turbamento e di messa in discussione di Daniel, che si abbandona a flussi di coscienza e soliloqui.
Stanco del ménage con Isabelle, risaputo e ordinario, dà luogo a una forma di autoanalisi , un elemento ulteriore e portante della commedia.
Isabelle, più prosaicamente, definisce l’incontro a quattro “la cena dei cretini”.
Emma, aspirante attrice e modella, ma anche barista, è il motore della scena.
Genera infatti invidia, che è l’elemento centrale della pièce.
Va detto che il ruolo interpretato da Emilo Solfrizzi è predominante sugli altri non solo verbalmente ma anche per la costruzione fisica del personaggio.
A un certo punto viene citato Cocktail, un film fine anni Ottanta con Tom Cruise che Emma, non ancora nata all’epoca, non ha mai visto.
a testa in giùQuesta battuta segna la differenza generazionale tra gli over cinquantenni e la ragazza.
La coppia ospite, composta dal maturo Patrick e da Emma, è quella più libera e limpida, priva di sovrastrutture e infingimenti.
L’altra battuta, “sono tremendamente golosa” pronunciata da Emma viene percepita da Daniel con un sottotesto erotico.
La ragazza,  bollata  come un’oca giuliva, ha avvertito l’ostilità  di Isabelle e non essendo stupida ha anche capito che l’editore e padrone di casa è  in un certo senso sottomesso alla moglie.
In realtà la giovane  ospite sopporta la cena come dovere verso Patrick ma preferisce i suoi giovani amici che si divertono, nel frattempo, ad Ibiza.
Lo scontro generazionale anche nei confronti del compagno è messo bene in evidenza.
Le velleità di amatore di Daniel sono fantasie allo  stato puro e  rivelano un fallimento dal punto di vista umano.
In questo senso la pièce ha un sottofondo drammatico celato dai doppi sensi e dalle battute brillanti.
L’attrice giovane indossa un corto vestito sintetico rosso, come accennato, che si asciuga con facilità dopo che viene bagnato d’acqua per i pasticci di Daniel venendo infine  sostituito da una abito color marrone-crema.
Ma l’invidia è evidentissima  anche da parte di Isabelle riguardo le donne più giovani.
Infine anche Patrick ha mangiato la foglia  riguardo i sentimenti dell’amico che “rosica” alle sue spalle. Il tutto rivela come i rapporti sociali e le amicizie si fondino sulla più totale falsità.
Applauditissimo Emilio Solfrizzi dal pubblico barese ma anche Paola Minaccioni è stata accolta benissimo e con calore.
Bravi in definitiva i “comprimari” Bruno Armando e Viviana Altieri in un ruolo apparentemente più facile, ma che richiede un’interpretazione altrettanto sofisticata quanto quella dei primi interpreti.
16 novembre 2018

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