Chicca Maralfa: “Con Festa al Trullo ho difeso la Puglia dall’invasione del kitsch dei nuovi ricchi”

di  Romolo Ricapito

E’ stato presentato presso la libreria Laterza di Bari il romanzo che vede l’esordio letterario di Chicca Maralfa, “Festa al Trullo“, edito da Les Flaneurs.

Abbiamo avvicinato la scrittrice che ci ha confidato di sentirsi molto emozionata per l’evento, non essendo abituata a parlare in pubblico.
Con lei abbiamo anche brevemente accennato a comuni gusti letterari: Chicca Maralfa ama Richard Ford, scrittore americano del quale si occupò molti anni fa sulle pagine culturali della Gazzetta del Mezzogiorno, vincitore di un Pulitzer.  Dunque l’autrice di Festa al Trullo è una professionista della scrittura avendo iniziato sin  da giovanissima collaborazioni con dei settimanali musicali e approdando infine all’importante quotidiano pugliese.
Da anni  poi gestisce l’Ufficio Stampa della Camera di Commercio di Bari e di Union Camere.
L’incontro è andato sempre più affollandosi e verso la fine si è registrato una sorta di sold out del locale della libreria, con molta gente in piedi.
In prima fila l’affermata scrittrice Gabriella Genisi, amica personale della Maralfa, ma anche l’avvocato Michele Laforgia che ha letto e recensito il libro in anteprima e   ha concluso la serata con un suo giudizio.
Il tutto è stato moderato dal giornalista e critico della Gazzetta del Mezzogiorno Oscar Iarussi.
Per l’incontro col pubblico Chicca Maralfa ha scelto un abito molto elegante ma sobrio, composto da maglia sbracciata con dei volant di tessuto sul  davanti e pantaloni larghi, tutto  di colore blu, abbinando la mise a scarpe nere a punta décolleté e a  una collana di pietre azzurro chiaro.
La presentazione è stata preceduta dal video di un booktrailer che illustrava una sintesi di Festa al Trullo.
Esiste anche un sito, www.festaaltrullo.it che ha preceduto la pubblicazione del romanzo.
Oscar Iarussi nel suo intervento critico ha esordito dicendo che il libro  fa parte di un filone sulla Puglia con aspetti da “giallo”, ed è proprio questo a renderlo originale.
“Festa al Trullo rivisita la nostra regione in maniera  sottilmente critica e   con una buona costruzione  narrativa. Di lettura scorrevole, si basa su un’ironia sottile”.
Secondo il critico, dal testo emerge in particolare una Puglia presa d’assalto, negli ultimi anni, da tycoon che si sposano in paesi della provincia – noti per le bellezze del paesaggio – in resort esclusivi, con eccessi quali la partecipazione di elefanti nell’ambito di party e ricevimenti chiassosi.
Quello di Chicca Maralfa dunque è un apporto critico spinto sul sociale che attinge alle mode generate dai social network. L’ambientazione è dalle parti della Valle d’Itria”.
Per Iarussi, la xylella fastidiosa costituisce un ingrediente allegorico, ma coesistono “elementi sodomitici presenti alla festa”.
Chicca Maralfa ha spiegato di avere letto molti anni fa un libro di Robert Coover, La Festa di Gerald, ormai introvabile, che narrava di una “festa col morto”.
Ispirata da quel vecchio romanzo, la scrittrice ha pensato che nell’attualità la Puglia fosse… il morto.
Ossia  essa diventava nella sua rappresentazione una sorta di circo Barnum per l’afflusso di nuovi ricchi che organizzano eventi folkloristici i e feste surreali a fini di  un business loro personale, non rappresentando un reale vantaggio per la nostra terra (soprattutto dal punto di vista culturale”.
D’accordo con Iarussi, Chicca Maralfa considera questa sorta di equipollente del generone romano in salsa straniera come “personaggi che rubano un po’ del nostro immaginario ”  nell’ambito di  una nuova ospitalità non in luoghi pubblici, ma in vecchie architetture di lusso, restaurate per creare dei resort esclusivissimi.
Secondo la versione di Chicca Maralfa, il rischio è quello di  perdere in credibilità, “non si possono  globalizzare i sogni”.
Ho voluto fotografare un tempo di confine in cui qualcosa si sta perdendo e altro si acquisisce- ha precisato- mentre la festa è un bilancio esistenziale anche per me. Una parte della mia personalità vive nei personaggi che ho creato“.
Chicca Maralfa ha depositato il marchio Festa al Trullo ma anche quello  Ciceri & Tria che costituiscono una pietanza citata nel romanzo.
D’accordo con l’editore Alessio Rega, l’e-book sarà pubblicato in un secondo momento perché si vuole spronare il pubblico ad acquistare il libro di carta, in una sorta di recupero culturale del libro come oggetto.
Il sito Festa al Trullo contiene una playlist di canzoni che costituiscono la colonna sonora della narrazione, come Baby Love di Petite Meller.
La Masseria San Lorenzo di Fasano ha ispirato la location della festa, così la come la  contrada Pescarosa in quel di Ostuni.
L’avvocato Michele Laforgia ha voluto però ristabilire che Festa al Trullo non è un libro pensoso ma divertente, nel quale l’autrice si sfoga volendo  legittimare  un fattore identitario della Puglia, ispirata dal forte amore che nutre per essa: ” Chicca ha voluto difendere le caratteristiche più genuine di questa regione”.
26 ottobre 2018

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