Marilyn Monroe, statua gigantesca nel Connecticut: è polemica

 

di Romolo Ricapito
L’enorme statua di Marilyn Monroe posizionata davanti alla Chiesa di una cittadina del Connecticut generando disagio in alcuni fedeli e abitanti.
L’attrice è riprodotta nella versione “gonna alzata” che vedemmo nel celebre film Quando la moglie è in vacanza.

La scultura è comunque itinerante e un giorno sarà spostata, ma il reverendo della Chiesa adiacente alla “Marilyn riprodotta” ha accettato il compromesso.
Motivo: rende popolare cittadina e chiesa e presto la comunità gay officerà una sua cerimonia all’interno del luogo di culto, organizzata coi religiosi.
Effettivamente la statua è un po’ troppo provocante, se non volgare. La gonna alzata mette in evidenza le mutande della scultura e l’effetto è straniante, comico, grottesco.
Ma la vicenda pone in essere tematiche “americane” attuali ancora adesso.
Un’attrice, bella e sexy, imprigionata nell’attimo di maggiore successo ma anche di incredibile disagio per la sua dicotomia di vita: gioiosa sullo schermo, infelicissima nella vita privata.
Il mito che si è creato dopo la sua morte, che va al di fuori del  valore cinematografico e artistico, comunque importante, per sconfinare nel sogno e nell’enfasi delle illusioni che popolano l’America.

SCULTURA di Seward Johnson’s “Forever Marilyn” a Latham Park in Stamford

Infine, la commercializzazione del sesso, dell’immagine della donna sensuale che svaluta l’autentica personalità dell’artista e della donna in genere, che non è sempre l’essere disponibile e svampito rappresentato dagli sceneggiatori.

Eppure questa icona muove ancora dollari e interesse. La fantasia di un artista, Seward Johnson, ha ricreato  la diva in versione gigantessa, per rappresentare in modo provocatorio ed estroso le contraddizioni di un’America ingenua, crudele e assieme conformista, che crede alle favole anche quando esse sono da tempo finite.

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