Il Capitano Maria la fiction con Vanessa Incontrada non convince del tutto ma piace per l’attualità dei temi trattati. E il proseguo no?

di Clelia Conte

Gradevole sceneggiato TV quello de’ “Il Capitano Maria” con Vanessa Incontrada, girato in Puglia fra Bari, Trani e Ruvo e partito il 7 maggio su RAI Uno. Brava come al solito Vanessa che ha dimostrato professionalità e impegno. La storia parte bene nella prima puntata diventa un po’ discutibile nella seconda puntata per la presenza di maghe e bambini abbandonati, sfruttati da una famiglia malavitosa. In un certo senso si ha l’impressione che le forze dell’ordine siano deboli rispetto a quella del male. L’interesse comincia a crescere nella terza puntata quando gli intrighi fra storie di vita che si incrociano prendono forma. Il regista ha voluto rendere chiaro tutto nell’ultima puntata del 22 maggio.

“Il Capitano Maria” è scritto da Andrea Porporati e Monica Zapelli e prodotto da Palomar e Rai Fiction per la regia di Porporati.  Nel cast troviamo attori giovanissimi come Carmine Buschini (Vittorio), classe 1996 il famosissimo Leo di Braccialetti Rossi ; Beatrice Grannò, Luce, che ha studiato recitazione a Londra e ha iniziato la sua carriera da attrice nel 2013 prendendo parte al cast di Don Matteo 9; Martino Lauretta (Riccardo Guerra) e infine Camilla Diana (Annagreca Zara), classe 1990, personaggio chiave del film che ha partecipato a svariate fiction TV e, sul grande schermo, ha interpretato Lauretta ne’  Il Meraviglioso Boccaccio.  Gli adulti del cast sono: Andrea Bosca (Enrico Labriola), Giorgio Pasotti (Dario Ventura), Francesco Colella (Tancredi Patriarca), Michele Olivieri (Lo Svedese).

La fiction racconta di un Capitano dei Carabinieri Maria Guerra (Vanessa Incontrada) che decide di trasferirsi da Roma nella sua cittadina natale, in Puglia, dove anni prima era morto il marito Guido, un magistrato del Tribunale dei Minori, in un incidente stradale. Maria torna nel suo paese per stare più vicina alla figlia Luce (Beatrice Grannò), che invece ha a che fare con amicizie poco raccomandabili, ed al figlio Riccardo (Martino Lauretta). Una volta in città è tormentata

Annagreca Zara interpretata da Camilla Diana

dai suoi sospetti che l’incidente del marito non fosse stato casuale. Maria, aiutata dalla hacker Annagreca Zara (Camilla Diana) e dal tenente Enrico Labriola (Andrea Bosca), scopre che il porto della cittadina è controllato dalla Nordik Handling, una multinazionale in affari con la cosca mafiosa barese dei Patriarca.

In effetti veri protagonisti sono gli adolescenti ma la figura di Annagreca Zara, la ragazza compagna di banco di Luce, ribelle figlia di Maria, dovrebbe avere 16/17 anni. Vedendo che questo giovanissimo personaggio: disinnesca la bomba impedendo l’esplosione nella scuola, nasconde segreti e conoscenze pericolose, è appassionata di tecnologia informatica e matematica, gestisce un gruppo segreto di haker, riscontriamo che essa si comporta come una matura trentenne apparendo troppo grande e navigata rispetto ad una fresca liceale.

Luce, interpretato da Beatrice Grannò 

Il personaggio di Annagreca, avendo perso i genitori rimane sola con il fratello Vitaliano, con cui gestisce un gruppo segreto di hacker. Proprio navigando come hacker nel web scopre informazioni sulla morte dei suoi genitori e il padre di Luce, il giudice Guido. Le morti sono riconducibili al clan dei Patriarca. Annagreca vuole così vendicarsi e inizia a collaborare anonimamente con il tenente Labriola (Andrea Bosca) che stupidamente si innamora di lei e con l’aiuto di Filippo (Carmine Buschini) che diventa il fidanzato di Luce. Per vendicare la sua famiglia Annagreca mette rischio la sua vita sposando il nemico della cosca.

Il Capitano Maria, punta a carpire l’attenzione di spettatori a target giovanile e target genitoriale. Infatti i temi contemporanei coinvolgono lo spettatore: i contrasti fra genitori e figli, il malessere adolescenziale, il mistero che avvolge le prime due puntate, l’indagine di un capitano-madre che deve risolvere la losca storia, pure essendo coinvolta in prima persona per via dell’omicidio del marito e per i figli coinvolti. Ciò sembra un po’ improbabile e fantascientifico come se in quel paese non esistesse vita al di fuori di storie legate alla cosca dei Patriarca.                     I figli del capitano Maria, sono esposti a tutti i pericoli.  Riccardo, il figlio che frequenta la scuola primaria, ad un certo punto marina la scuola per andare a mettersi nei guai spinto dal compagno di scuola, pedina della malavita. Tutti sappiamo però che un bambino non va più  a scuola come Pinocchio che incontra Lucignolo, ma deve essere accompagnato dai genitori per legge. In alcuni punti il film eccede di fantasia come anche per la presenza di maghe che, chissà perché, caratterizzano il nostro sud Italia.  Il messaggio positivo è che, come nelle fiabe, il giovane spettatore si identifica comprendendo bene ciò che non si deve fare per non incorrere a una brutta fine. Messaggio fortemente negativo invece si nota nella scena finale quando fra madre e figlia si raggiunge una sorta di intesa. La protagonista, Maria fuma fuori al balcone e la figlia le chiede una sigaretta “tanto lo sai che fumo!”. A mio parere proprio la Rai non dovrebbe permettere di girare certe scene orrende. Per essere coerente non deve allora trasmettere le pubblicità contro il fumo: o sei pro o contro la salute dei giovani.

Infine penso che, come film poliziesco risulti articolato ed intrigante ma la recitazione non sempre convince. Mi vien da dire: Come sarà adesso il proseguo di questa Capitano Maria? Dopo la quiete ci sarà un’altra tempesta?

23 maggio 2018

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