Intervista a Nicola Lospinoso “Ho iniziato a scrivere all’età di 9 anni quando ho capito che la mia vita sarebbe stata un continuo flusso di vuoto”

cinzia santoro

di Cinzia Santoro

 VuotoCosmo Una ricerca assoluta di intimità e protezione caratterizza i versi di Nicola Lospinoso. Il tema  della sofferenza e  dell’abbandono sono trattati con delicatezza e sincerità da questo giovane poeta lucano.
Introspezione, momenti di grande incertezza e confusione dell’animo, tipici
di un ragazzo poco più che ventenne, riemergono tra parole spontanee a volte e volutamente ricercate in altre.
Interessante il ritratto intimistico che ne emerge….ogni essere umano può riconoscersi ed è questa la chiave di lettura per apprezzare VuotoCosmo.

Nicola sei al quarto libro di poesie e sei giovanissimo.  Quando hai iniziato a scrivere? 

Ho iniziato a scrivere all’età di 9 anni quando ho capito che la mia vita sarebbe stata un continuo flusso di vuoto e avevo bisogno di dare forma a questa sensazione di vivere in un labirinto che non ha uscita.  L’unica era mettere su carta il mio mal di vivere.

Cosa o chi ti ha ispirato e ti ispira oggi? 

Mi ispira molto sentire me stesso e sentire l’anima delle cose e assorbirle.
La mia è poesia introspettiva, parlo di me in un contesto dove vivo sensazioni legate a situazioni intime, i miei stati d’animo.

Nalle tue poesie affiora il tema del “dolore” o “sofferenza” che accompagna il poeta con l’animo sensibile e giovane. Concordi con me? 

Si, ma  è un dolore che appartiene a un altro spazio che non è quello terreno “il dolore del più in la”. È  un dolore che mi isola in una dimensione unica, mia interiore.  Nelle mie poesie vive costante il dolore che nasce dall’infanzia, già difficile e della mia condizione psicologica. È un dolore che va oltre le vicende umane  … Nicola Lospinuso

Anche il tema dell’abbandono inteso come perdita dell’amata torna spesso nei toui versi. Perché? 

Perché mi sento continuamente abbandonato e continuamente innamorato senza amare ed essere amato.

La danza dei pidocchi è un tuo componimento dove tu ti rappresenti con i tuoi pensieri ossessivi nella notte.
Si sono pensieri interiori ….è  una metafora che  vuole rappresentare il mio pensiero interiore che vaga disordinatamente nella mia testa….non lasciando mai uno spiraglio di pace.  È tutto incompiuto e tutto rotto…. e di  notte escono i mostri che affollano la mia mente e non vivono nelle favole!

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