Bif&st del 27 aprile, Teatro Petruzzelli: grandi applausi per il film di Vicari “Prima che la Notte”

di Romolo Ricapito

foto di Francesco Guida

raffaella giordano

Immagine tratta dal film L’INTRUSAScelta   dunque come migliore attrice protagonista  Raffaella Giordano per L’Intrusa, di Leonardo Di Costanzo.
L’interpretazione della Giordano, nella motivazione al conferimento,  è stata definita elegante, intensa e misurata (..) e con essa l ‘attrice  dimostra una profonda pietas umana trasmessa al suo personaggio.
Raffaella  Giordano ha voluto ringraziare i bambini che hanno partecipato al film.
 Come Migliore attore rivelazione  è stato premiato  Simone Liberati per Cuori Puri, regia di Roberto De Paolis.
In questo film Liberati è un “coatto” con il cuore ingenuo e privo di malizia che proviene dall’esperienza della strada.
Donatella Finocchiaro

Donatella Finocchiaro è stata chiamata sul palco per introdurre il migliore attore non protagonista.

L’attrice si è fatta notare per una lunga gonna fiorata, di colore giallo, abbinata a un gilet nero portato su un top, sempre nero, con décolleté.
Il premio intitolato ad Alberto Sordi è andato a Roberto Del Gaudio per L’Equilibrio di Vincenzo Marra.
Del Gaudio ha ringraziato Marra che lo ha scritturato dal teatro, “abitudine che dovrebbe  prendere sempre  più piede nel cinema italiano”.
Il premio della giuria dei critici intitolato alla giornalista Maria Pia Fusco che ha collaborato anche col  Bif&st fino al 2016, anno della sua scomparsa, è andato “per la creatività”  a Lionello Cerri, produttore cinematografico.
Della Fusco, il premiato ha detto che trattavasi di persona erudita e appassionata.
Lo scrittore e sceneggiatore Gianrico Carofiglio ha introdotto i premi della giuria del
 pubblico, parlando di una selezione di opere “a monte” straordinaria .
Il migliore attore del Panorama Internazionale  è stato giudicato lo svizzero Max Hubacher per il film Der Hauptmann-The Captain che in Francia uscirà col titolo L’usurpateur.
Hubacher è stato sicuramente l’attore più bravo del Bif&st 2018, mentre il regista del suo film Robert Schwentke ha vinto un altro premio come miglior cineasta.

I due premiati erano assenti in quanto impegnati  in contemporanea per la manifestazione dei premi Lola, per i quali Der Hauptmann ha ottenuto sette candidature.

Vittorio Storaro al Petruzzelli

E’ stato comunque proiettato un filmato di ringraziamento di Schwentke il quale ha dichiarato “ruffianamente” che avrebbe preferito essere presente a Bari anziché a Berlino.

Premiata dalla giuria dei critici l’attrice  Maria Mozhdah, per Cosa dirà la gente di Iram Haq.
La Mozdhdah, presente, ha ritirato il premio esprimendosi in inglese e  indossando un abito a fiori rosa su sfondo verde, con cintura e scarpe décolleté,  colore arancio pallido.
La nipote di Federico Fellini, Francesca Fabbri Fellini, ha introdotto il Federico Fellini Platinum Award for Cinematic Excellence assegnato al direttore di fotografia Vittorio Storaro.
Storaro è stato presentato come uno dei più grandi artisti della storia del cinema, con tre Oscar vinti e collaborazioni con F.F Coppola, Giuliano Montaldo, Warren Beatty, Dario Argento, Woody Allen e naturalmente Bernardo Bertolucci.
Felice Laudadio ha ricordato che la versione restaurata di Ultimo tango a Parigi che conclude il Bifest è stata opera della Cineteca Nazionale Italiana del Centro Sperimentale di Cinematografia.
Sul palco infine regista e interpreti di Prima che la Notte: con Daniele Vicari, gli attori Fabrizio Gifuni e Dario Aita con la produttrice  Paola Lucisano.

“La gente che torna ad emozionarsi con la storia del giornalista Pippo Fava, vittima della mafia, è la restituzione di quanto egli ha dato alla società civile”.

Immagine tratta dal film PRIMA DELLA NOTTE

Fabrizio Gifuni che rivela una straordinaria maturità artistica nella sua interpretazione di Pippo Fava, ha detto che il giornalista, scrittore e commediografo era un grande affabulatore e raccontatore di storie.

Il film parte il 5 gennaio 1984 col ritorno di Fava da Roma  nella città natale, Catania. Il ruolo della moglie separata del giornalista è stato affidato a Lorenza Indovina.
La pellicola è tratta da un libro di Claudio Fava  scritto con Giuseppe Gambino che sono anche gli  autori anche della sceneggiatura.
La sorpresa dopo la proiezione è stata una calorosissima accoglienza di commossi applausi, segno che l’opera è stata apprezzata come davvero sincera nel riprodurre la storia di un giornalista che ha fatto della sua missione di denuncia dello strapotere mafioso una ragione di vita, dando l’esempio che il giornalismo libero dai poteri precostituiti è un delle forme più pure dell’impegno civile.
27 aprile 2018

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