The Happy Prince: Rupert Everett ritrae gli ultimi anni di Oscar  Wilde rivelandosi cineasta colto e intelligente

oscar wilde
di Romolo Ricapito
Ottima operazione quella di Rupert Everett che ha scritto, diretto e interpretato The Happy Prince col sottotitolo italiano di L’Ultimo Ritratto di Oscar Wilde, una coproduzione Stati Uniti-Inghilterra-Italia-Belgio.

Per la prima volta viene esplorata al cinema l’ultima parte della vita di Oscar Wilde quando, dopo essere stato condannato e imprigionato per la sua omosessualità,  ritrova la libertà ma è di fatto imprigionato dal suo personaggio e dai suoi vizi, ritornando infine alla relazione con quel Bosie (Lord Alfred Douglas) che era stato implicitamente la causa della sua rovina e per il quale aveva sperperato il suo cospicuo patrimonio.

the-happy-prince- Napoli
Il film è molto riuscito (ad esempio) nella prima parte, grazie innanzitutto a una bellissima fotografia che riesce a impreziosire gli ambienti con un’intensità cromatica tale da rendere il   tutto iperrealistico.
Wilde, nel cui personaggio Everett si immerge con tutto il suo essere, oltre che con un’abilità da attore consumato, ma non scontato, è ritratto nei suoi bagordi parigini, con partner occasionali; alcuni di essi  gli sono amici nonostante la disgrazia, ma la maggior parte attengono agli ambienti della prostituzione maschile, o sono dallo scrittore sedotti,    più che dal potere del denaro, ormai agli sgoccioli, dalla sua personalità multiforme, ironica, istrionica e geniale.
oscar wildeLa seconda parte ci mostra un Oscar Wilde dignitoso che, appena  uscito di prigione, raccoglie nei salotti dei quali è ospite chi ancora lo venera come un maestro, ad esempio Reggie Turner, interpretato da Colin Firth.
Turner era un giornalista appunto un membro del Circolo di Oscar Wilde e rimase vicino all’autore fino alla morte.
La terza parte rinvigorisce la storia con   degli splendidi paesaggi marini   e poi passa al soggiorno napoletano di Wilde, durante il quale si riavvicina all’efebico Bosie.
Everett si è divertito a creare una Napoli “orgiastica” con prostituti di facile accesso, sanguigni e eterosessuali, inserendo una scena comica laddove una matrona napoletana interferisce con un’orgia, battendo poi in ritirata in quanto-secondo la sceneggiatura-la prostituzione maschile era tollerata perché   soddisfaceva le esigenze economiche di famiglie povere, i cui mariti si prestavano a ricchi e lussuriosi stranieri.
Ma il film ha molti passaggi, come l’amicizia con due orfanelli francesi, uno appena un bambino, l’altro invece adolescente. Quest’ultimo usufruirà dei denari di Wilde, ovviamente per uno scambio sessuale e questa relazione è un pretesto per fare recitare a Rupert Everett passi delle sue favole,  in particolare The Happy Prince che dà il titolo al film. Ma bellissima è anche la figura della moglie di Oscar, interpretata a distanza da Emily Watson.
La Watson, che recita sempre separatamente da Everett, è una Constance dolente ma sobria, ricca di dignità.
Belle anche le scene dove il protagonista immagina  sogni, fantasmi, preveggenze, incubi del suo passato.
Tra l’affollato cast di comprimari, spicca il personaggio di Robbie Ross, grande amico di Oscar: anch’egli gli fu vicino fino alla fine, ma come il film svela, fu innamorato alla follia del suo mentore, scarsamente ricambiato.oscar wilde  Ross, interpretato da Edwin Thomas, attore  inglese anche di teatro, poco conosciuto da noi, morì nel 1918 ma nel 1950 le sue ceneri furono aggiunte a quelle di Wilde.
Il film nella parte finale accentua la rivalità con Bosie (Colin Morgan) che si riaccese dopo la morte del rispettivo amante.
Davvero un film riuscito quindi grazie all’impegno di Ruper Everett che come attore fa un grandissimo  salto di qualità riscattandosi da un periodo di oblio che lo aveva visto un po’ trascurato nella seconda parte della sua carriera, interprete di film non memorabili.
Adesso però ha un futuro anche come regista e sceneggiatore, vista questa sua notevole prova artistica, che sicuramente sarà ricordata come la sua migliore interpretazione.
17 aprile 2018

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