Un Amore Sopra le Righe: grande pellicola che celebra il genio del regista-attore- sceneggiatore Nicolas Bedos

 

di Romolo Ricapito

Davvero stupefacente per qualità, inventiva e trama il film  francese Un Amore Sopra le Righe, diretto da Nicolas Bedos che ne è anche l’attore principale e inoltre lo ha scritto, sceneggiato e musicato.

L’interprete femminile (e co-sceneggiatrice) è Doria Tillier. La Tillier e Bedos infine sono anche compagni nella vita.
La pellicola è stata divisa dalla sceneggiatura in molti capitoli: ogni capitolo ha un titolo e un risvolto particolare, che conduce al successivo, sempre più intrigante e spiazzante.
La trama, frastagliata, è ricca di dialoghi, colpi di scena, trovate drammatiche ma anche ironiche e umoristiche.
Insomma si tratta di un pot- pourri che diventa uno spaccato di società, quella degli intellettuali francesi (di sinistra) che va dal 1971 ai giorni nostri.
Il protagonista infatti è Victor, un affascinante e giovane scrittore sopra le righe, come definisce il suo amore per  Sarah il titolo italiano.
Quello originale invece  è Monsieur & Madame Adelman.
Lei, Sarah , la protagonista, è una studentessa di lettere ebrea che s’innamora immediatamente di quello che è già a prima vista il suo idolo, lo scrittore Victor. Bellissimo, ubriaco, ironico, iconoclasta, apparentemente geniale.
Nel conquistare Victor lei è una specie di Bridget Jones in salsa francese: goffa, buffa, determinata, ma per arrivare al suo scopo non bada a scrupoli. Rifiutata, ne seduce prima il migliore amico e il fratello.
La coppia che dunque si forma  raggiunge rapidamente il successo grazie ai romanzi di lui, che si finge un intellettuale ebreo (adottando il cognome di lei, Adelman) la cui famiglia sarebbe stata perseguitata dal nazismo: questo scrive nelle sue creazioni letterarie, a vanvera.
Questa spregiudicatezza che gli farà vincere un premio Goncourt continuerà con altre trovate  durante il matrimonio, pluriquarantennale, ma con la pausa di cinque anni: la donna ormai nella maturità è costretta ad abbandonare il tetto coniugale dalle intemperanze di Adelman, si risposerà, per  poi ricongiungersi ancora al suo Victor.
La coppia diventerà nei primi anni del ménage ricchissima ma lui si trasformerà  rapidamente nell’epitome (solo apparentemente) dell’intellettuale di sinistra: difende i deboli, ma gli importa soltanto di sé e dei suoi stimoli, siano essi  comportamentali o sessuali.
La moglie Sarah  dunque si tramuta  in  una sorta di schiava d’amore che per compiacere in tutto il suo uomo  annulla la propria personalità, arrivando finanche a diventare dipendente dalla cocaina durante gli anni Ottanta, mettendo a rischio la seconda gravidanza.
La regia di  Bedos, aiutata da una brillante sceneggiatura, riesce ad accompagnare la storia con risvolti originali.
Ad esempio, mentre lei urla perché sta partorendo il primo figlio (il secondo sarà una bambina) lui lo stesso urla,  ma in quanto  ha un orgasmo nel bagno della clinica con un’ammiratrice …
Il film offre situazioni spregiudicate, ma più a livello mentale che di sesso.
E così mentre Victor arriverà a pagare un gigolò del Sud America affinché copuli con la moglie in  sua presenza, alla ricerca di nuove sensazioni “proibite”, non si farà nemmeno scrupolo di narrare in un romanzo la storia della propria madre, alcolizzata da decenni, offendendola ed umiliandola, descrivendo l’amore che ella riversa sul piccolo chihuahua di casa.
 Mentre la donna dopo avere ammazzato il proprio cane con uno dei fucili    custodito in casa dal marito cacciatore si butta dal tetto della sua ricca residenza, il padre di Victor spara nel bosco a un volatile .  L’uomo è infatti  come si è capito, un grande  appassionato  di caccia. Il tonfo della caduta della madre è sostituito dalla caduta sul suolo dell’uccello morto.
La sceneggiatura dunque sconfessa e nello  stesso tempo celebra un tipo di intellettuali scapestrati, degenerati e senza freni inibitori.
Epperò tutto si paga: il primo figlio della coppia ha dalla nascita dei problemi mentali e soprattutto di deficit cognitivi. E’ destinato inoltre a una   fine precoce.
Il personaggio di Sarah, che sembra quello  di una dolce Penelope, si rivela poi ancora più spregiudicato di quello   del marito.
La donna si  palesa come  la vera “padrona” e regista della coppia e il finale riserverà un doppio colpo di  scena, il primo particolarmente “forte”, il secondo incredibile.
Il film che è stato candidato al César , l’Oscar francese, come migliore opera prima  è davvero da…Oscar per le invenzioni che propone e per la qualità dell’insieme. Sono due ore veramente appassionanti   di cinema  di altissima  qualità.
Doria Tillier, candidata anche lei al César, è bravissima  ma la vera anima del  film è costituita dall’incredibile regista-attore-sceneggiatore Nicolas Bedos . Egli che nella vita reale è anche scrittore e umorista, si è  poi occupato di televisione e radio.
Questo  Un Amore sopra le Righe è il suo primo film.
37 anni, è figlio di Guy Bedos, attore e umorista. Inoltre ha avuto prima della   relazione con la Tiller    una storia con Elsa Zylbersyein, della quale abbiamo recensito di recente Benvenuti a Casa Mia e Un Sacchetto di Biglie.
Tra le canzoni non inedite che il film sfrutta, nei titoli di coda c’è l’efficace  Jamais Content di Alain Souchon e anche When The Rain Begins to Fall di Jermaine Jackson e Pia Zadora.
18 marzo 2018

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