Il destino dell’oriundo…vuoto a perdere o patrimonio della umanità ?

Oriundi

Mauro Chirizzi

di Mauro Chirizzi

Spesso si parla di oriundo quando un calciatore ovvero un campione dello sport di un’altra nazione riporti un cognome tipicamente italiano. Ma chi sono gli oriundi italiani e soprattutto chi sono e come vivono gli oriundi nel territorio diverso da quello di origine. Va spiegato che l’oriundo è il figlio di italiano emigrati all’estero e per converso potremmo considerare anche oriundi tutti quei figli di meridionali nati nelle città del nord ma con nomi e cognomi tipicamente meridionali.

Orbene l’oriundo è l’espressione integrata dell’emigrante ma se questo è vero, a quale costo la sua integrazione è stata ottenuta? Il proto oriundo ovvero il genitore accettando di recidere i propri affetti ed amicizie per andare a vivere in una terra lontana quanto ha sofferto in termini umani e di rapporti interpersonali? Ritengo che i sacrifici sopportati siano enormi soprattutto perché chi emigra perde i contatti nella propria terra di origine e stenta ad averne di veri nella nuova terra esponendosi al chiaro esempio del ghetto e della ghettizzazione. Chi appartiene ad una comunità straniera difficilmente riuscirà a frequentare gli ambienti della nuova città di residenza così come un meridionale trasferitosi nel Nord d’Italia.

Pensiamo a Bolzano dove la presenza italiana è accorpata a quella di tutti gli immigrati, mentre quella altoatesina di origine tedesca conserva usi costumi lingua e tradizione con tanto di obbligo al bilinguismo; pensiamo al Friuli ove tutti i bambini ancorchè ai figli di meridionali viene insegnata la lingua FRIULANA; penso poi alla Sardegna o alla Sicilia ed anche la Puglia con le sue caratteristiche linguistiche antiche ed importantissime dove non si fa alcun riferimento alle lingue autoctone .

La società mondialista ormai ha dettato le regole di convivenza nelle città del mondo cancellando sempre di più i tratti distintivi, in ossequio al meltin pot, con quartieri divisi a seconda della provenienza dei residenti; in questa ripartizione l’islamismo risulta fare la parte del leone perché coinvolge tutti quei cittadini provenienti da nazioni islamiche a differenza di tutti gli altri frammentati dalle provenienze nazionali.

OriundiMa tornando al nostro titolo come e quanto l’oriundo paga il costo di integrazione? Quanti tra gli oriundi non riescono più a tornare nella propria terra d’origine? E soprattutto il figlio di un oriundo tornando nel proprio paese

d’origine è certo di ritrovare le amicizie ed i rapporti interpersonali oppure rischia di essere un emigrante in terra propria attesa la rarefazione dei rapporti passata una generazione?

Detto questo, a questo punto mi chiedo se esista una volontà istituzionale di tutela delle identità di origine.

Non esiste infatti alcun registro nelle città di origine che faccia da banca dati sulle centinaia di migliaia di emigranti cosicché non sono noti più come nome e cognome o soprannome di origine ma solo come numero di statistiche: OriundiQuesta desertificazione umana e culturale deve finire e le istituzioni preposte hanno l’obbligo di riconsegnare le identità di appartenenza  a tutti gli oriundi consentendo loro di mantenere i rapporti vivi con la propria terra d’origine. Facilitazioni sui biglietti di trasporto aereo, ferroviario e per bus oltreché  bonus e scontistiche sui pedaggi autostradali sono le soluzioni da intraprendere  al fine di evitare che gli oriundi muoiano dimenticati in cimiteri lontani migliaia di chilometri dal proprio paese d’origine . Ma forse questa circostanza non interessa a nessuno .

19 marzo 2018

 

Lascia un commento