In nomine pater…Perché anche i padri vanno ascoltati. L’amore vince su tutto

Dopo aver letto l’articolo padri separati figli di un dio minore della collega Aurora Bagnalasta avevo deciso di fare un commento, ma la vastità e profondità di quello che avrei scritto meritava di essere pubblicato come articolo vero e proprio.

Mauro Chirizzidi Mauro Chirizzi

Posto che condivido ogni parola dell’articolo suindicato, voglio però, significare altri aspetti che il sistema oggi usa per schiacciare ad sillogismo di condanna e riprovazione la figura del padre. A mio avviso sarebbe utile fare un passo indietro al fine di comprendere come mai oggi il ruolo del padre è sintesi di “colpa d’autore”.
Tale concezione si basa sull’idea che è soggetto a punizione non tanto il fatto commesso, sebbene contrario a norme penali, quanto piuttosto il modo d’essere dell’agente.
La domanda che ci si pone di fronte a tale tipo di colpa è: “Si risponde penalmente per quello che si è commesso o per quello che si è ?”. Oggi infatti le cause di separazione si basano su questo principio condannando non già l’autore di siffatte colpe ma il PADRE  come ruolo. Questo per quella atavica forma mentis legata al padre padrone, al pater familias come responsabile nel bene e nel male dei destini della intera famiglia; ma oggi tutto ciò non esiste ed il ruolo del maschio prima e del padre dopo sono stati ridimensionati e depotenziati fino a divenire le vittime sacrificali di un sistema che addebita loro responsabilità in pregiudizio e non nei fatti.

Certamente non voglio essere partigiano in difesa del padre anche quando egli si trasforma in criminale, ma stimolare riflessioni e idee nuove riguardo alla condizione di vulnerabilità e debolezza oggi presente in testa al padre separato; ciò senza generalizzare o affermando una “discolpa d’autore” in testa ai padri ma solo descrivere ciò che personalmente mi è accaduto nella mia vicenda di separazione.

Il mio processo iniziato nel lontano 2012  è oggi terminato solo in ragione del senso di responsabilità di padre che non voleva vedere sperperato tutto quanto di buono costruito nella famiglia; resomi conto della condizione di soggezione rispetto ad un giudizio già scritto prima ancora del verdetto; prove documentali ed autografe della mia ex moglie, copia di sms, e commenti facebook  che scagionavano lo scrivente dalla infame accusa di violenza familiare  e addirittura due pagine del diario personale ove spiegava i veri motivi  di quando come e perché sarebbe avvenuta la separazione non sono mai state prese in considerazione dai Giudici che invece mi hanno comminato la responsabilità della separazione. Orbene il processo si è basato non già sulla ricerca delle ragioni e delle responsabilità sulla separazione, ma unicamente sulla domanda e sulla ricerca della quantificazione delle somme come addebito di responsabilità finalizzato al mantenimento dei due figli minori. La ricerca dell’an era superata da una sorta di presunzione di colpevolezza che oggi il padre subisce .

Ma quello che mi preme sottolineare è che a mio avviso va riformata tutta la normativa sia essa civile che penale riguardante le cause di separazione; ritengo per intanto che nel processo di separazione in presenza di figli ancorchè minori debba essere aggiunta una terza figura che tuteli gli interessi dei figli minori, vere e proprie vittime, di questo sistema processuale  giudiziario. Un avvocato che faccia gli interessi dei figli minori rappresentandoli in giudizio e tutelandoli da scelte pregiudizievoli del futuro degli stessi conseguenti dalle fasi processuali come la destinazione della casa coniugale ovvero il trasferimento in altra città con perdita del patrimonio di affetti ed amicizie che il bambino si era costruito fino a qual momento.

I figli minori spesso, infatti, perdono l’affetto e la quotidianità con il padre venendo affidati quasi sempre alla madre  con la formula di un affido  assoluto, celato da affido condiviso, per tramite della collocazione primaria presso la residenza della madre .

La normativa va riformata ed i minori vanno tutelati; ad oggi non esiste un organo di controllo che verifichi che le somme versate dal padre per il mantenimento dei propri figli siano poi effettivamente destinate per loro, o utilizzate per spese superflue della madre;

inoltre va controllato lo status vivendi dei bambini con anche una presenza di termometro emotivo che valuti se si è in presenza di sindrome da Alienazione genitoriale paterna;

ed ancora vanno ascoltati indirettamente e mai in modo brusco e diretto i lavori ed i pensieri dei figli al fine di vagliare e rispettare la volontà dei bambini minori rispetto al voler vivere con il padre ancorchè con la madre.

I bambini considerati la terza potenza affettiva della famiglia vanno tutelati dal diritto e non considerati ostaggio delle rivendicazioni genitoriali o centro di ritorsioni finalizzate a tenere sotto scacco uno tra i due genitori.

La regola che dovrebbe essere seguita non è quella della rivendicazione ,ma quella del buon senso ispirato al bene superiore che una coppia ancorchè dilaniata da una separazione insanabile deve sempre avere a mente , il bene assoluto ed immenso per i propri figli ! Il sorriso di un proprio figlio non ha prezzo come anche una lacrima, ed una separazione giudiziale che dura anni con appello e cassazione di lacrime ne distribuisce molte mentre di sorrisi pochi.

Meditate gente, amor vincit omnia ed i figli vanno amati e rispettati in primis dai propri genitori e parenti prossimi.

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Ecco il link: http://www.gazzettadaltacco.it/2018/03/17/padri-di-un-dio-minore/

17 marzo 2018

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