Enzo Avitabile: autentico showman da manuale, ha stregato il pubblico del Teatro Forma di Bari

 

di Romolo Ricapito

E’ andato in  scena al Teatro Forma di Bari la sera di domenica 11 marzo lo spettacolo “Acoustic World” con Enzo Avitabile, inizialmente previsto per il 27 gennaio, ma che era stato spostato perché l’artista stava preparandosi per   il  Festival di Sanremo, al quale ha partecipato con Peppe Servillo, che si è gia esibito nello stesso teatro assieme a Danilo Rea sabato 24 febbraio (la recensione è su www.gazzettadaltacco.it).

Enzo Avitabile, nato a Marianella, popolare quartiere di Napoli, ha collaborato con prestigiosi artisti internazionali (che ha citato durante il suo show) e vinto due Nastri d’Argentoper la migliore colonna sonora di “Indivisibili” (miglior musicista e miglior brano).
Ad accompagnarlo sul palco Gianluigi Di Faenza alla chitarra e Carlo Avitabile alle percussioni.
Avitabile ha introdotto la sua musica anticipando che il concerto è una rilettura del suo vasto  repertorio in forma  canzone e  ha citato Bob Marley tra i “padri” della sua formazione.
Il primo brano Don Salvatò vinse la targa Tenco. In “lingua napoletana”, è un canto intenso e lirico, quasi una preghiera laica.
Gli elementi dell’arte del polistrumentista partenopeo che saltano immediatamente all’attenzione dello spettatore, sono la sobrietà e la serietà, assieme a una ricerca musicale profonda.
Don Salvatò termina con dei versi in latino.
Enzo Avitabile non si è limitato a cantare e suonare ma, presentando i brani, ha introdotto racconti, spiegazioni del suo mondo musicale e degli incontri che hanno portato la sua musica a livelli internazionali.
Lo showman ama costruire strumenti di sua invenzione e ha mostrato una pentarpa, cioè una piccola chitarrina  a metà appunto tra chitarra  arpa, creata seguendo la scuola napoletana, ma ispirandosi all’epoca romana.
Avitabile ha una cultura intrisa di storia millenaria, lingue classiche, religione cristiana e altro ancora, elementi che emergono dai suoi discorsi in maniera naturale, completati dalla sua  narrazione e dell’esigenza di proteggere le fasce più deboli della popolazione mondiale , come vedremo più avanti.
E dunque egli è un artista a tutto tondo, che crea un’empatia immediata col pubblico, in modo tale che esso si rapporta a lui come se fosse un vecchio amico, o addirittura uno di famiglia.
Il suo vissuto ha più anime: “patito” da giovanissimo  del juke box, ne ha assimilato le ritmiche, soprattutto quelle americane, incantato dal suo mito, James Brown, che avuto la fortuna di conoscere e col quale ha finanche collaborato.
Eccolo dunque mostrare un altro strumento di sua progettazione, un saxofono-flauto : egli si diplomò nella disciplina del flauto al Conservatorio di Napoli San Pietro a Majella, ma da bambino aveva iniziato il suo percorso  studiando il sassofono.
Thalassa Cardia” è ispirato a una poesia di 200 anni fa ed è un canto greco. Ha echi arabi ed è più strumentale che vocale.
Con Attraverso l’Acqua saluta l’amico Francesco De Gregori, co-autore del pezzo.
“Ogni creatura è un’isola davanti (e nel ) mare”
Quindi Avitabile ha introdotto il brano presentato al Festival di Sanremo, “Il Coraggio di Ogni Giorno” nella prima versione da lui  composta, quella di un inno alla Mauritania. A fine concerto invece è stata proposta la versione sanremese,   che cita il quartiere di Scampia.
Qui c’è stato un fuori-programma. Una bionda signora, di mezza età, arrivata in ritardo col marito, si è scusata per  l’interferenza, rivolgendosi ad alta voce e confidenzialmente  al cantautore, e gli ha detto: “spero che tu non abbia cantato “Signore”. Avitabile, intuendo che la donna aveva storpiato il titolo della canzone “Don Salvatò”, con grandissima ironia tutta napoletana prima ha replicato sostenendo che forse ella aveva sbagliato artista e poi ha ri-eseguito il brano citato.
L’artista ha dunque narrato  un suo viaggio a New York e la conoscenza con il regista Jonathan Demme, col quale ha girato il docufilm ambientato a Napoli “Enzo Avitabile Music Life”.
Con un grande tamburo portatile dunque ha offerto un esempio di ritmica americana soul, omaggiando James Brown, ma citando anche Tina Turner e  Randy Crawford, con le quali ha collaborato e ovviamente  la regina del soul  Aretha Franklin.
Le lezioni di musica di Enzo Avitabile, che hanno intervallato le sue esibizioni canore, sono servite a esemplificare una storia universale della sette note  che ha “spiegato” come tutto è collegato attraverso essa.
Eseguita quindi Tutt’è ugual song ‘e Criature, una vera hit dal respiro internazionale dopo la quale ha chiesto un applauso per i bambini siriani:  ecco quindi un primo accenno alle fasce più deboli (causa guerra) come precedentemente accennato.
Ancora, una spiegazione sui ritmi “binari e terziari” e quindi “Napoli Nord“: grande  ritmo, quasi dance, col quale chiede di tenere il tempo col battito delle mani.
E’ forse la più ballabile e   una delle più orecchiabili esecuzioni, che alterna una sua “radiofonia” alla citazione della celebre tammurriata.
Mane e Mane è dedicata invece ai bimbi del Benin e fu in origine eseguita con Mory Kante.
Anche questo è un brano molto ritmico, ballabile  e di immediato approccio con forte caratterizzazione internazionale, per suoni e arrangiamenti. L’artista esegue con la bocca un mantra tenendo le mani giunte.
Soul Express, che è  stata oggetto di un bis nel finale, si colloca come brano di elevato livello, come quelli (sulla falsariga, cioè)   che eseguiva George Benson negli anni Ottanta in piena era soul-disco.
Avitabile mostra al pubblico due corna beneauguranti e facendo finta di andarsene cita la cazzimma napoletana (una sorta di furbizia per il proprio tornaconto).
Nei bis cita ancora James Senese, “mio fratello”, chiede di accendere le luci dei telefonini per illuminare la sala, omaggia Pino Daniele con “Terra Mia” (Tutto il mondo è terra mia, l’universo è terra mia” aggiungendo poi: “Bari è terra mia”).
Muove dunque il corpo a ritmo di danza, invitando il pubblico ad alzarsi in piedi e a fare lo  stesso.
Alla fine dopo i bis e gli applausi l’intraprendente signora ritardataria ha agganciato Enzo Avitabile sporgendosi sul palco e afferrandone le mani. Lui dunque le ha detto spiritosamente: “lei è una cacacazzo originale“, aggiungendo poi “io sono un burlone”. Ha quindi ospitato un piccolo fan  sul palcoscenico accanto a lui  , dunque ha riproposto Soul Express e  Mane  e Mane.
Dopo un’attesa di 10 minuti, sceso dal palco, Enzo Avitabile ha firmato il suo nuovo cd e ha accettato ogni sorta di  selfie.
12 marzo 2018

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